Eurostat: la popolazione dell’Unione Europea sale a 452 milioni di abitanti, crescita sostenuta dai flussi migratori
- 10 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia
La popolazione dell’Unione Europea continua a crescere e raggiunge quota 452 milioni di abitanti all’inizio del 2026. I nuovi dati pubblicati da Eurostat confermano il quinto anno consecutivo di incremento demografico dopo la flessione registrata nel 2021 durante la pandemia, evidenziando come la crescita sia trainata principalmente dal saldo migratorio positivo, che continua a compensare il persistente calo naturale della popolazione.
L’andamento demografico rappresenta uno dei principali temi strategici per le istituzioni europee, chiamate a gestire le sfide legate all’invecchiamento della popolazione, al mercato del lavoro e alla sostenibilità dei sistemi di welfare.
Cresce la popolazione europea
Al 1° gennaio 2026, la popolazione dell’Unione Europea è aumentata di circa 706.000 persone rispetto all’anno precedente.
Secondo Eurostat, il numero complessivo di residenti risulta superiore di 8 milioni rispetto al 2016 e di 16 milioni rispetto al 2006, confermando una crescita costante nel lungo periodo.
Dal 1960 a oggi la popolazione europea è passata da 354,5 milioni a 452 milioni di abitanti, con un incremento complessivo di circa 97,5 milioni di persone.
Il saldo migratorio compensa il calo delle nascite
L’analisi evidenzia come, dal 2012, il saldo naturale della popolazione dell’Unione Europea sia diventato negativo, con un numero di decessi superiore a quello delle nascite.
La crescita demografica è stata quindi resa possibile esclusivamente dal saldo migratorio positivo, che continua a rappresentare il principale fattore di aumento della popolazione europea.
Questo andamento riflette le trasformazioni demografiche che interessano gran parte dei Paesi membri, caratterizzate da natalità contenuta e progressivo invecchiamento della popolazione.
La crescita rallenta nel lungo periodo
Pur registrando un incremento costante della popolazione, Eurostat sottolinea come il ritmo di crescita sia progressivamente diminuito negli ultimi decenni.
Negli anni Sessanta la popolazione europea aumentava mediamente di circa 3 milioni di persone all’anno, mentre negli anni Dieci del Duemila la crescita media annua si è ridotta a circa 600.000 abitanti.
Il rallentamento conferma le sfide strutturali che interessano l’evoluzione demografica dell’Europa e rafforza il dibattito sulle politiche dedicate alla natalità, all’immigrazione e alla sostenibilità economica e sociale.
Germania, Francia e Italia restano i Paesi più popolosi
La distribuzione della popolazione continua a essere fortemente concentrata nei principali Stati membri.
La Germania si conferma il Paese più popoloso dell’Unione Europea, con 83,5 milioni di abitanti, pari al 18,5% della popolazione complessiva.
Seguono la Francia con il 15,3%, l’Italia con il 13%, la Spagna con l’11% e la Polonia con l’8%.
Complessivamente questi cinque Paesi rappresentano circa i due terzi della popolazione dell’intera Unione Europea.
All’estremo opposto si colloca Malta, che registra una popolazione di circa 600.000 abitanti.
Dove cresce e dove diminuisce la popolazione
Tra il 1° gennaio 2025 e il 1° gennaio 2026, la popolazione è aumentata in 16 Paesi membri.
Gli incrementi più elevati sono stati registrati a Malta, con un tasso di crescita di 24,1 persone ogni mille abitanti, seguita da Cipro (13,7) e Lussemburgo (13,1).
Le diminuzioni più marcate hanno invece interessato Lettonia, Estonia e Ungheria, confermando come le dinamiche demografiche continuino a presentare significative differenze tra i vari Stati dell’Unione.
Le prospettive demografiche per l’Europa
L’evoluzione della popolazione europea rappresenta un elemento centrale per la pianificazione delle future politiche economiche e sociali.
L’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite e il ruolo crescente dei flussi migratori continueranno infatti a incidere sulla disponibilità di forza lavoro, sulla sostenibilità dei sistemi previdenziali e sanitari e sulla competitività economica dell’Unione Europea, rendendo sempre più rilevanti le politiche dedicate alla crescita demografica e all’integrazione.