Cosa significa la decisione della Fed sui tassi d’interesse del 17 settembre per crypto, oro e azioni

Gli investitori attendono con attenzione la decisione della Federal Reserve prevista per il 17 settembre in materia di politica monetaria; i mercati si aspettano un taglio di 25 punti base, che potrebbe generare volatilità a breve termine ma potenzialmente favorire guadagni più consistenti nel lungo periodo sugli asset rischiosi.

Il contesto economico mette in evidenza il delicato equilibrio che la Fed deve mantenere. Secondo l’ultimo rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), pubblicato giovedì dal bureau statistico statunitense, i prezzi al consumo ad agosto sono saliti dello 0,4%, portando il tasso annuo del CPI al 2,9% contro il 2,7% di luglio, spinti soprattutto dall’aumento dei costi di abitazione, alimentari e carburante. Anche il CPI core, che esclude le componenti più volatili, ha registrato un incremento dello 0,3%, confermando una crescita stabile negli ultimi mesi.

I prezzi alla produzione (PPI) hanno mostrato dinamiche simili: il rapporto più recente, pubblicato mercoledì, evidenzia un calo dello 0,1% nell’indice complessivo a agosto, ma un aumento del 2,6% rispetto all’anno precedente. Il PPI core è salito del 2,8%, segnando il maggior incremento annuale da marzo. Questi dati segnalano pressioni inflazionistiche persistenti nonostante un rallentamento della crescita economica.

Lo Stato del Mercato del Lavoro

Il mercato del lavoro appare in ulteriore rallentamento. Nel mese di agosto, i nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo sono cresciuti di soli 22.000 unità, con perdite occupazionali nel governo federale e nel settore energetico che hanno bilanciato i modesti guadagni registrati nel comparto sanitario. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,3%, mentre il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è mantenuto bloccato al 62,3%.

Le revisioni dei dati di giugno e luglio hanno mostrato una crescita dell’occupazione più contenuta di quanto inizialmente stimato, rafforzando così i segnali di un rallentamento del mercato del lavoro. Tuttavia, i salari orari medi hanno continuato a salire, registrando un aumento del 3,7% su base annua, mantenendo quindi vive le pressioni salariali.

Reazioni nei Mercati Obbligazionari

I mercati obbligazionari hanno prontamente adeguato le loro valutazioni. Secondo i dati di MarketWatch, il rendimento dei titoli di Stato a due anni si attesta al 3,56%, mentre quello a dieci anni è al 4,07%, mantenendo così una curva dei rendimenti lievemente invertita. I futures indicano una probabilità del 93% di un taglio di 25 punti base, secondo l’indice CME FedWatch.

Nel caso in cui la Fed si limitasse a questo ridimensionamento, gli investitori potrebbero reagire secondo la dinamica del “buy the rumor, sell the news”, considerando che i mercati ormai hanno già anticipato tale passo.

Situazione nei Mercati Azionari

I mercati azionari stanno sperimentando livelli record. L’indice S&P 500 ha chiuso venerdì a 6.584 punti, registrando un progresso settimanale dell’1,6%, il migliore dal principio di agosto. Il grafico mensile dell’indice mostra un solido rimbalzo rispetto al calo registrato a fine agosto, sottolineando un sentiment positivo all’avvicinarsi della settimana della decisione della Fed.

Anche il Nasdaq Composite ha segnato cinque massimi storici consecutivi, chiudendo a 22.141 punti, spinto dai rialzi delle principali aziende tecnologiche, mentre il Dow Jones è sceso sotto quota 46.000, ma mantiene un guadagno settimanale.

Performance di Criptovalute e Materie Prime

Il settore delle criptovalute e delle materie prime ha seguito positivamente questi movimenti. Bitcoin scambia a 115.234 dollari, sotto il massimo storico del 14 agosto vicino a 124.000 dollari, ma resta saldamente in rialzo per il 2025. La capitalizzazione complessiva del mercato criptovalutario si attesta ora a 4,14 trilioni di dollari.

Il prezzo dell’oro è salito fino a 3.643 dollari l’oncia, vicino ai massimi storici, mostrando un trend mensile costantemente crescente, poiché gli investitori cercano rifugi contro alimentate aspettative di rendimenti reali più bassi e pressioni inflazionistiche.

Analisi Storica e Prospettive

Il passato fornisce motivi per un cauto ottimismo. Secondo un’analisi della Kobeissi Letter, riportata in un thread su X sabato scorso e basata sui dati di Carson Research, in 20 occasioni dal 1980 in cui la Fed ha tagliato i tassi entro il 2% dai massimi storici dell’S&P 500, l’indice ha fatto segnare un rialzo nell’anno seguente, con guadagni medi vicini al 14%.

Tuttavia, nel breve termine il comportamento è meno prevedibile: in 11 dei 22 casi analizzati, le azioni hanno registrato un calo nel mese successivo al taglio. Secondo Kobeissi, anche questa volta potrebbe verificarsi uno scenario simile, con una fase iniziale di turbolenza seguita da guadagni prolungati, grazie all’effetto stimolante di una politica monetaria più accomodante su asset come azioni, bitcoin e oro.

Il Confronto Delicato per la Fed

Questa complessa cornice spiega perché gli operatori di mercato osservano con estrema attenzione l’annuncio del 17 settembre. Eseguire tagli ai tassi mentre l’inflazione si mantiene su livelli leggermente più elevati e le azioni sfiorano massimi storici può minare la credibilità della banca centrale. Al contrario, il rischio di non intervenire potrebbe generare nervosismo sui mercati, che hanno già scontato una politica più morbida.

In ogni caso, il messaggio che la Federal Reserve trasmetterà sullo stato della crescita, sull’inflazione e sulle prospettive di politica monetaria avrà un impatto decisivo sulla traiettoria dei mercati finanziari nei prossimi mesi.