Istat evidenzia il calo dei lettori in Italia mentre resta stabile la frequenza delle biblioteche
- 10 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia
L’Istat fotografa l’evoluzione delle abitudini culturali degli italiani evidenziando una lieve diminuzione della quota di persone che leggono libri negli ultimi dieci anni, a fronte di una sostanziale stabilità nella frequentazione delle biblioteche. I dati, contenuti nelle indagini I cittadini e il tempo libero (2024) e Aspetti della vita quotidiana (2025), offrono un quadro aggiornato sui comportamenti di lettura e sull’utilizzo dei servizi culturali nel Paese.
L’analisi conferma come la promozione della lettura e l’accesso ai luoghi della cultura continuino a rappresentare elementi centrali per lo sviluppo educativo e sociale, evidenziando al tempo stesso differenze generazionali e territoriali che meritano particolare attenzione.
Leggera diminuzione dei lettori negli ultimi dieci anni
Secondo l’Istat, nel 2024 il 57,1% delle persone di almeno sei anni ha dichiarato di aver letto almeno un libro nei dodici mesi precedenti.
Il dato risulta in lieve diminuzione rispetto al 59,4% registrato nel 2015, confermando una flessione contenuta ma significativa nelle abitudini di lettura della popolazione italiana.
Tra le diverse fasce d’età emergono differenze rilevanti. I lettori più assidui sono i ragazzi tra 11 e 14 anni, con una quota pari al 78,9%, mentre tra gli over 75 la percentuale scende al 37,5%.
La lettura coinvolge anche i più piccoli
L’indagine dedica particolare attenzione anche ai bambini nella fascia prescolare.
Tra i minori fino a cinque anni, il 51,9% legge, colora oppure sfoglia libri e albi illustrati ogni giorno al di fuori dell’orario scolastico.
L’attività viene svolta prevalentemente insieme alla madre, coinvolta nel 39,3% dei casi, mentre la partecipazione del padre riguarda il 25,4% dei bambini.
Questi dati evidenziano il ruolo della famiglia nello sviluppo delle prime abitudini di lettura e nella promozione dell’interesse verso i libri fin dalla prima infanzia.
Biblioteche: accessi stabili ma persistono i divari territoriali
Per quanto riguarda la frequentazione delle biblioteche, l’Istat rileva una sostanziale stabilità nel tempo.
Nel 2025, il 14,9% delle persone di almeno sei anni dichiara di essersi recato almeno una volta in biblioteca, un valore sostanzialmente in linea con il 15,1% registrato nel 2015.
Permangono tuttavia marcate differenze territoriali.
Nel Nord Italia la quota di frequentazione raggiunge il 20%, mentre nel Mezzogiorno si ferma al 9%, evidenziando un divario significativo nell’accesso e nell’utilizzo dei servizi bibliotecari.
Cultura e lettura al centro dello sviluppo sociale
Le rilevazioni dell’Istat confermano l’importanza della lettura e delle biblioteche come strumenti fondamentali per la crescita culturale, educativa e sociale del Paese.
L’analisi mette in evidenza come il rafforzamento delle politiche di promozione della lettura e il miglioramento dell’accessibilità ai servizi culturali possano contribuire a ridurre le differenze territoriali e generazionali, favorendo una più ampia partecipazione dei cittadini alla vita culturale.