Il garante privacy sanziona Character Technologies: gravi violazioni nella protezione dei dati e dei minori su Character.AI
- 9 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Editoriale
Il Garante per la protezione dei dati personali ha irrogato una sanzione a carico di Character Technologies Inc., la società statunitense che gestisce la piattaforma di intelligenza artificiale generativa Character.AI, pari a 158.000 euro. L’accertamento è il risultato di un’istruttoria dell’Autorità che ha rilevato plurime violazioni della normativa sulla protezione dei dati, con particolare riguardo alle misure di tutela rivolte agli utenti minorenni.
La decisione riflette l’attenzione crescente delle autorità di controllo verso i servizi basati sull’intelligenza artificiale, soprattutto quando essi favoriscono interazioni dirette tra utenti e sistemi generativi e implicano raccolta e trattamento di informazioni personali.
Le contestazioni del Garante Privacy
Secondo le verifiche svolte dall’Autorità, Character Technologies Inc. non avrebbe rispettato diversi obblighi imposti dalla normativa europea in materia di protezione dei dati. Tra le criticità segnalate figurano garanzie inadeguate per la protezione dei minori e procedure carenti per la verifica anagrafica degli utenti.
È stata inoltre evidenziata la predisposizione tardiva della Valutazione d’Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA), strumento fondamentale per identificare, valutare e mitigare i rischi connessi a trattamenti ad alto impatto. La DPIA permette alle organizzazioni di pianificare misure tecniche e organizzative proporzionate ai rischi individuati; la sua compilazione ex post riduce l’efficacia delle misure preventive richieste dal quadro normativo.
Oltre agli aspetti tecnici, il Garante ha rilevato omissioni procedurali e lacune nella documentazione relativa ai trattamenti effettuati, elementi che hanno aggravato la valutazione complessiva della conformità.
Ritardi anche nella rappresentanza europea
Tra le violazioni contestate rientra la designazione tardiva del Rappresentante nell’Unione europea, figura prevista per le imprese con sede extraeuropea che trattano dati di soggetti residenti nell’Unione. La presenza di un rappresentante agevola i rapporti con le autorità di controllo e costituisce un punto di riferimento per l’esercizio dei diritti degli interessati.
La mancata tempestiva nomina del Rappresentante può ostacolare la cooperazione con le autorità di vigilanza e rallentare l’adozione di soluzioni correttive, aumentando il rischio di sanzioni e di impatti reputazionali sul mercato europeo.
Per le imprese non europee che offrono servizi rivolti a utenti dell’UE, la scelta tra adeguare processi, nominare un Rappresentante e localizzare parte delle attività diventa spesso un trade-off strategico che incide sui costi operativi e sulle modalità di accesso al mercato.
Maggiore attenzione ai servizi di intelligenza artificiale
Il provvedimento si inserisce in un quadro più ampio di vigilanza dedicata alle piattaforme di intelligenza artificiale generativa, strumenti sempre più diffusi anche tra fasce di utenti giovani. Tali servizi sollevano questioni complesse in materia di tutela dei dati, trasparenza degli algoritmi, gestione dei contenuti e responsabilità per decisioni automatizzate.
Per le piattaforme come Character.AI è essenziale attuare misure tecniche — ad esempio controlli di accesso, limitazioni basate sull’età e processi di verifica affidabili — insieme a procedure organizzative che garantiscano la conformità al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e alle eventuali normative nazionali di recepimento.
L’intensificarsi dei controlli può indurre le aziende del settore a rivedere i modelli di business, investire in strumenti di compliance e ricollocare risorse verso attività di governance dei dati. Questi adeguamenti influenzano i costi di sviluppo e i tempi di messa a mercato di nuove funzionalità.
Dal punto di vista degli utenti italiani, maggiori garanzie di protezione possono aumentare la fiducia nei servizi digitali, ma comportano anche la necessità di un equilibrio tra fruibilità delle piattaforme e requisiti di sicurezza e responsabilità imposti alle imprese.
Infine, la decisione dell’Autorità sottolinea come la compliance non sia solo un obbligo formale, ma un fattore competitivo: imprese che dimostrano elevati standard di protezione possono avere vantaggi nella penetrazione del mercato europeo, mentre chi procrastina adeguamenti rischia sanzioni e restrizioni operative.
In sintesi
- La sanzione indica un aumento del rischio regolamentare per le piattaforme di IA non europee: per gli investitori ciò si traduce in una maggiore attenzione ai costi di compliance e alla valutazione del rischio legale nelle due diligence.
- L’obbligo di nomina del Rappresentante UE e di DPIA tempestive favorisce soluzioni di governance locali; questo può spingere le società a considerare partnership o acquisizioni per accelerare la conformità e l’accesso al mercato europeo.
- Per il mercato italiano, un rafforzamento delle tutele per i minori può migliorare la fiducia dei consumatori, aumentando la domanda di servizi digitali etici e privi di rischi, aprendo opportunità per startup che integrano privacy-by-design nei loro prodotti.
- La crescente vigilanza potrebbe orientare investimenti verso tecnologie che riducono l’esposizione ai dati sensibili (ad esempio, tecniche di anonimizzazione e modelli on-device), favorendo l’innovazione nel segmento della privacy-preserving AI.