I magazzini diventano fonte di liquidità: la prima operazione di Cdp e Cherry Bank
- 8 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Roberto Brazzale, titolare dell’omonima azienda vicentina, è il protagonista della prima operazione italiana di destocking, la cartolarizzazione del magazzino resa possibile dalla nuova legge sulle PMI approvata ad aprile.
Roberto Brazzale ha dichiarato:
“Un magazzino di formaggio rende più dei Bot e dell’oro.”
Roberto Brazzale ha aggiunto:
“In Italia esiste uno stock di prodotti destinati alla stagionatura che vale decine di miliardi di euro. Eppure, nel calcolo della posizione finanziaria netta (PFN), questi beni non valevano nulla prima di questa norma. Un’anomalia del sistema che, finalmente, è stata sbloccata.”
Iniziativa apripista
L’operazione è stata strutturata con un finanziamento complessivo di 10 milioni di euro ripartito in quote paritetiche tra Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Cherry Bank, con il supporto consulenziale di Pirola Corporate Finance, Accounting Partners, Cerved Master Services e dello studio legale Cappelli Riolo Calderaro Crisostomo Del Din & Partners.
L’operazione dimostra come sia possibile trasformare scorte destinate alla stagionatura in liquidità immediata, migliorando gli indicatori di bilancio e liberando risorse per investimenti produttivi. Si tratta di un modello che le parti coinvolte ritengono replicabile in altre filiere strategiche del Paese.
Dal punto di vista normativo, la novità consente di riconoscere il valore economico degli stock maturi e di includerlo nelle operazioni di finanziamento e cartolarizzazione, incidendo direttamente sul calcolo della PFN e, di conseguenza, sulla capacità delle imprese di accedere al credito a condizioni migliori.
I settori potenzialmente interessati
Andrea Nuzzi, direttore business di Cdp, ha spiegato che oltre ai comparti collegati alla filiera agroalimentare, lo strumento può trovare applicazione in quei settori industriali in cui il prezzo futuro dei beni è ragionevolmente prevedibile.
Andrea Nuzzi ha aggiunto:
“A livello istituzionale, l’iniziativa si inserisce nell’accordo sottoscritto con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che mira a sostenere l’accesso al credito delle imprese agroalimentari.”
Giovanni Bossi, amministratore delegato di Cherry Bank, ha osservato che la norma è migliorabile e richiede semplificazioni operative, ma ha anche insistito sull’importanza del meccanismo come possibile svolta nella finanza aziendale.
Giovanni Bossi ha sottolineato:
“Si tratta di un cambio di paradigma finanziario paragonabile all’introduzione del factoring per i crediti commerciali negli anni ’90. La rottura del modello just in time obbliga molte imprese a ricostituire scorte significative: servono strumenti che trasformino il magazzino in valore liquido.”
La nuova possibilità apre scenari diversi: dall’agroalimentare ai comparti industriali con cicli di produzione lunghi, fino all’industria dei beni durevoli che possono essere valutati con criteri di prezzo prospettico. Per gli operatori finanziari significa anche dover sviluppare metodi di valutazione e monitoraggio specifici per asset non tradizionali.
Dal punto di vista operativo, la cartolarizzazione del magazzino prevede tipicamente la costituzione di una società veicolo che acquisisce il diritto sugli stock, emissione di titoli garantiti dall’asset sottostante e rimborso tramite i flussi legati alla vendita o alla stagionatura dei prodotti.
Gli investitori istituzionali vedranno nascere una nuova tipologia di strumenti asset-backed, con rischi e rendimenti correlati alla prevedibilità dei prezzi e alla qualità della gestione del magazzino. Per le banche e gli operatori creditizi sarà cruciale la standardizzazione delle garanzie e la trasparenza nelle informazioni di stoccaggio e valutazione.
Prospettive e criticità
Lo strumento può accelerare la trasformazione digitale e gestionale delle filiere, incentivando investimenti per migliorare la tracciabilità e la certificazione della qualità degli stock. Al tempo stesso, richiede un quadro regolamentare chiaro per evitare danni reputazionali e problemi di liquidità se i prezzi si dimostrassero meno prevedibili del previsto.
Per le imprese italiane, specie quelle di dimensioni medie e familiari, la possibilità di valorizzare le scorte può tradursi in maggiore autonomia finanziaria e in condizioni più favorevoli per finanziare innovazione, internazionalizzazione e investimenti in sostenibilità.
Per le autorità pubbliche e i regolatori, la sfida sarà bilanciare rapidità nell’adozione dello strumento e la necessità di regole che garantiscano trasparenza, protezione degli investitori e stabilità finanziaria su scala sistemica.
In sintesi
- La cartolarizzazione del magazzino può liberare capitale bloccato nelle scorte, migliorando la liquidità aziendale e la capacità di investimento delle imprese italiane, soprattutto nel settore agroalimentare.
- L’emergere di titoli garantiti da stock crea una nuova asset class per investitori istituzionali; tuttavia richiede strumenti di valutazione e standard di governance chiari per gestire il rischio di prezzo e qualità degli asset.
- Dal punto di vista macroeconomico, lo sviluppo di strumenti di destocking potrebbe rafforzare la resilienza delle filiere italiane alle interruzioni nelle catene di fornitura e sostenere la competitività internazionale delle PMI.