L’accademia delle eccellenze annunciata ad aprile da Kering diventa realtà
- 7 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Meno di tre mesi dopo l’annuncio fatto a Firenze durante il capital markets day, è nata l’Accademia delle Eccellenze, una iniziativa voluta dal gruppo Kering per consolidare e rinnovare i mestieri del lusso. Alla guida del rilancio del gruppo, che comprende maison come Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga, McQueen, Brioni, Boucheron, Pomellato, Dodo, Qeelin e Ginori 1735, c’è Luca De Meo, affiancato da una strategia che punta tanto sul patrimonio artigianale quanto sull’innovazione tecnologica, con un orizzonte di crescita che contribuisce al fatturato consolidato del gruppo.
La prima fase operativa prevede la firma dei memorandum of understanding presso il Mind (Milano Innovation District) con otto istituzioni formative del territorio: Acof, Afol, Capac, Galdus, HModa, Its Cosmo, Istituto Modartech e Schola. Contemporaneamente si è insediato il Comitato di pensiero con la prima riunione a Palazzo Citterio, organismo consultivo chiamato a orientare lo sviluppo strategico dell’Accademia sotto la presidenza di Sabina Belli, amministratrice delegata di Pomellato.
Comitato consultivo
Il Comitato riunisce personalità provenienti dal mondo dell’istruzione, della cultura e dell’industria creativa: tra i membri figurano Andrea Batilla (brand strategist), Alba Cappellieri (responsabile Jewellery & Accessory Design del Politecnico di Milano), Angelo Crespi (direttore generale della Pinacoteca di Brera, della Biblioteca nazionale Braidense, di Palazzo Citterio e del Cenacolo Vinciano), Stefania Lazzaroni (direttrice generale di Altagamma), Carlo Mazzoni (fondatore e direttore di Lampoon Magazine), Andrea Raselli (chief operating officer per la Kering Jewelry Division Production and Supply Chain), Tommaso Sacchi (assessore alla Cultura del Comune di Milano) e Arduino Salatin (docente all’Istituto Universitario Salesiano di Venezia). Il gruppo intende mettere in relazione competenze diversificate per definire percorsi formativi moderni e coerenti con i bisogni produttivi.
Visione e finalità
Sabina Belli ha spiegato:
“Il settore del lusso sta attraversando una trasformazione profonda: i concetti tradizionali di rarità e lavoro manuale assumono oggi significati più ampi. Con l’Accademia vogliamo non solo custodire le tecniche ereditate, ma riconvertirle in professioni dinamiche combinando la sapienza manuale con pensiero critico, creatività e innovazione tecnologica. Le partnership con le otto istituzioni e l’avvio del Comitato sono i pilastri concreti di questa strategia.”
La dichiarazione sintetizza l’obiettivo di conciliare tutela del patrimonio artigianale e apertura alle nuove competenze digitali, con l’intento di rendere i mestieri del settore più attraenti per le nuove generazioni e adeguati alle esigenze di competitività globale.
Formazione e percorsi
Diego Montrone ha dichiarato:
“La firma dei memorandum segna il primo passo verso una collaborazione stabile con il sistema formativo. Abbiamo coinvolto istituzioni distribuite sul territorio che coprono profili diversi: dall’istruzione professionale agli Its fino ai percorsi di alta formazione artistica. Mettere in rete competenze eterogenee ci permetterà di proporre offerte formative più attrattive per i giovani e di creare un dialogo continuo tra studenti, docenti e maison.”
L’approccio formativo prevede percorsi eterogenei che vanno dalla formazione professionale specialistica agli ITS, con possibilità di alternanza e stage pratici nelle maison, fino a iniziative rivolte all’alta formazione artistica. Questo modello mira a generare un flusso continuo di competenze spendibili nelle filiere produttive del lusso e a ridurre il mismatch tra offerta educativa e domanda delle imprese.
Spazi, laboratori e trasferimento tecnologico
All’interno del Mind nascerà la Kering Lounge, uno spazio dedicato allo scambio di conoscenze, alla sperimentazione e alla costruzione di una comunità orientata alla trasmissione del saper fare. I laboratori del progetto Pomellato Virtuosi e la Scuola di Restauro di Botticino, già attivi nel Campus, fungeranno da esempi concreti di trasferimento operativo tra formazione e produzione.
Questi ambienti favoriranno sperimentazioni con materiali innovativi, metodi di produzione sostenibili e tecnologie digitali applicate al design e alla manifattura, creando sinergie con le piccole e medie imprese locali che compongono la filiera del lusso in Italia.
Implicazioni strategiche ed economiche
La scelta di insediare l’Accademia a Milan e di coinvolgere istituzioni diffuse sul territorio segnala una volontà di rafforzare il ruolo dell’Italia come polo internazionale del saper fare nel lusso, ma anche di valorizzare il capitale umano locale. Per le maison del gruppo si tratta di un investimento in capitale umano e ricerca che può migliorare competitività, sostenibilità della catena produttiva e capacità di innovazione.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, iniziative di questo tipo possono stimolare collaborazioni tra settore privato e istituti formativi, richiedendo però un coordinamento nelle risorse e nelle normative per favorire percorsi di apprendistato, incentivi per l’innovazione e misure di accompagnamento per le PMI della filiera.
Prospettive per il mercato del lavoro
La combinazione di formazione tecnica, alta formazione creativa e laboratori applicativi ha il potenziale di aumentare l’occupabilità dei giovani nelle professioni del lusso, ridurre la dispersione di competenze tradizionali e favorire la creazione di profili professionali ibridi, capaci di integrare abilità manuali e digitali.
Per le imprese italiane della filiera, il rafforzamento delle competenze locali può tradursi in maggiore resilienza produttiva, opportunità di export e migliore capacità negoziale nelle catene globali del valore, a condizione che il progetto venga accompagnato da politiche di sistema che facilitino l’accesso ai finanziamenti e alle infrastrutture necessarie.
In sintesi
- L’iniziativa rappresenta un investimento strategico in capitale umano: rafforza il legame tra formazione e produzione, riducendo il mismatch per i giovani indirizzati alle professioni del lusso.
- Per gli investitori, la creazione di filiere più qualificate e integrate nel territorio può tradursi in maggiore valore aggiunto e resilienza delle aziende italiane nel mercato internazionale del lusso.
- Il progetto può favorire l’adozione di tecnologie sostenibili e processi innovativi nelle PMI locali, con effetti positivi sulla competitività e sull’attrattività degli investimenti esteri in settori ad alta specializzazione.