Caos carta d’identità: arriva il documento provvisorio per l’espatrio, ecco come funziona
- 7 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Milioni di cittadini italiani conservano ancora la carta d’identità cartacea. Dal 3 agosto 2026 questo formato non sarà più considerato valido alla luce del Regolamento (UE) 2025/1208, e la corsa agli sportelli comunali per ottenere la CIE ha creato code e ritardi difficili da smaltire in tempi rapidi. Per fronteggiare l’emergenza il Governo ha introdotto, con il decreto legge 108/2026, una soluzione temporanea: la carta d’identità provvisoria.
Il rilascio
La carta provvisoria può essere rilasciata dal sindaco nei casi di urgenza fino al 31 dicembre 2027. Si tratta di una misura transitoria destinata a agevolare il passaggio alla CIE e non di una soluzione permanente. Il documento è emesso su supporto cartaceo, ha una validità massima di sei mesi e non è rinnovabile.
Alla ricezione della carta elettronica definitiva la carta provvisoria deve essere restituita al Comune. Le modalità di richiesta e i tempi di rilascio dipendono dall’organizzazione amministrativa locale: molte amministrazioni stanno aumentando gli orari degli sportelli e implementando sistemi di prenotazione online per ridurre i tempi di attesa.
Le spese amministrative per il rilascio sono a carico del cittadino; l’importo e le eventuali tariffe variano da Comune a Comune, pertanto è consigliabile informarsi preventivamente presso l’ufficio anagrafe locale.
La carta valori
Giuridicamente il documento provvisorio è qualificato come carta valori ai sensi della legge n. 559/1966. La produzione è affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato tramite la società Valoridicarta S.p.A., mentre il modello uniforme sarà definito con decreto del Ministero dell’Interno in collaborazione con i ministeri dell’Economia e della Pubblica Amministrazione.
La qualifica di carta valori implica standard di sicurezza e tracciabilità specifici: il documento avrà elementi grafici e di stampa volti a limitarne la falsificazione e ad assicurare l’uniformità rispetto ai modelli nazionali.
Valido per l’espatrio
Ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, la carta provvisoria può essere utilizzata anche per l’espatrio. Tuttavia il decreto contiene un avvertimento esplicito: alcuni Paesi esteri potrebbero non riconoscere il documento ai fini dell’ingresso sul loro territorio.
Per questo motivo chi deve viaggiare è invitato a verificare preventivamente i requisiti d’ingresso del Paese di destinazione presso le rappresentanze diplomatiche o i canali ufficiali, nonché con la compagnia di trasporto. In molti casi la soluzione più sicura resta il passaporto, che rimane il documento internazionale universalmente accettato.
Le possibili conseguenze pratiche comprendono il rischio di rifiuto all’imbarco da parte delle compagnie aeree, problemi alle frontiere extra-Schengen e difficoltà nelle procedure di noleggio veicoli o di accesso a servizi all’estero che richiedono identificazione certificata.
Impatto amministrativo e raccomandazioni
La misura alleggerisce temporaneamente la pressione sulle anagrafi comunali, ma non elimina la necessità di accelerare la transizione verso la CIE. I Comuni dovranno gestire contemporaneamente il rilascio della carta provvisoria e l’emissione della carta elettronica, con impatti organizzativi e costi operativi aggiuntivi.
Per i cittadini è opportuno pianificare con anticipo spostamenti internazionali programmati: verificare documenti validi, prenotare appuntamenti comunali non appena disponibili e, se possibile, dotarsi del passaporto per viaggi imminenti verso Paesi dall’accettazione incerta della carta provvisoria.
Dal punto di vista istituzionale, la fase transitoria offre anche l’opportunità di modernizzare i processi di rilascio dei documenti, investendo in sistemi di prenotazione digitali, formazione del personale e potenziamento degli sportelli per ridurre i tempi di attesa in futuro.
In sintesi
- La carta provvisoria attenua l’emergenza legata al rinnovo massivo delle carte d’identità, ma potrebbe generare picchi di domanda su altri servizi come i passaporti, con possibili ritardi e costi aggiuntivi per i cittadini.
- Il settore pubblico locale dovrà sostenere investimenti organizzativi per gestire simultaneamente due tipi di documenti; questo potrebbe favorire appalti per soluzioni digitali e servizi esterni alle amministrazioni comunali.
- Dal punto di vista degli operatori del turismo e dei trasporti, la misura aumenta l’incertezza operativa: è probabile una maggiore richiesta di informazioni e supporto ai passeggeri, con impatti sui costi di gestione e potenziali ricadute sui ricavi stagionali.