Non solo lefebvriani: si profila un nuovo strappo con il Papa dai Redentoristi Transalpini
- 4 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Continuano le tensioni all’interno del mondo cattolico. Dopo lo strappo con i lefebvriani in seguito alla consacrazione di quattro vescovi senza mandato apostolico — definita nella lettera di scomunica «un atto di natura scismatica» — un altro gruppo tradizionalista, i Figli del Santissimo Redentore (noti anche come Redentoristi Transalpini), starebbe pianificando una consacrazione episcopale senza il consenso della Sede di Roma.
La consacrazione episcopale
L’evento è annunciato per il 25 luglio sull’isola di Papa Stronsay, nelle Orcadi, in Scozia. Il superiore generale del gruppo, il vescovo canadese Pierre Roy, ha dichiarato:
“Consacrerò padre Michael Mary il 25 luglio, se Dio vorrà.”
Pierre Roy ha aggiunto:
“Sarà consacrato in assenza di un mandato apostolico, poiché la Sede di Roma è chiaramente occupata dai nemici di Dio.”
Tra i co-consacranti indicati figurano Rodrigo Ribeiro da Silva e Fernando Altamira. L’annuncio ha riacceso le preoccupazioni riguardo all’eventualità di nuovi atti di disobbedienza che potrebbero aggravare la frattura interna alla Chiesa cattolica.
La risposta della Chiesa
Il vescovo di Aberdeen, Hugh Gilbert, ha replicato denunciando l’illegittimità dell’iniziativa all’interno dei confini della sua diocesi:
“Questa ordinazione verrebbe celebrata senza mandato papale, da un gruppo di vescovi che negano che il Santo Padre papa Leone XIV sia effettivamente il papa. Poiché questa consacrazione dovrebbe avere luogo entro i confini geografici della diocesi di Aberdeen, sono tenuto a chiarire ai fedeli della diocesi che qualsiasi ordinazione episcopale di questo tipo sarebbe illegittima e un grave atto di disobbedienza, che separerebbe i partecipanti dalla comunione con la Chiesa Cattolica.”
Hugh Gilbert ha avvertito:
“Nessun fedele dovrebbe partecipare. Questa azione non è per il bene della Chiesa Cattolica, come si afferma falsamente.”
La storia dei Redentoristi
Il piccolo gruppo ultra-conservatore nacque nel 1987 come derivazione del movimento guidato da Marcel Lefebvre, caratterizzandosi per una forte critica alla Chiesa istituzionale e, in particolare, al Concilio Vaticano II promosso da Giovanni XXIII e concluso da Paolo VI. Nonostante le posizioni dure, nel 2008 i Redentoristi ottennero una ricomposizione con la linea ufficiale quando si verificò una riconciliazione con Benedetto XVI che permise il rientro nella piena comunione ecclesiale.
Il precedente
La recente reazione della gerarchia cattolica alle consacrazioni operate dai lefebvriani è stata rapida. Con un decreto datato 2 luglio, il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha imposto la scomunica latae sententiae a diversi vescovi coinvolti nelle ordinazioni non autorizzate.
Tra i soggetti menzionati figurano membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X e i vescovi neo-consacrati: Alfonso de Galarreta, Bernard Fellay, Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier.
Implicazioni canoniche e pastorali
Dal punto di vista canonico, la consacrazione episcopale senza mandato pontificio integra un reato previsto dal Codice di Diritto Canonico e può comportare l’applicazione di sanzioni automatiche (si parla di latae sententiae). In termini pratici, una consacrazione può essere considerata valida dal punto di vista sacramentale se eseguita correttamente, ma resta illice e comporta gravi conseguenze per la comunione ecclesiale.
Pastoralmente, atti di questo tipo generano confusione tra i fedeli, indeboliscono l’autorità gerarchica e complicano il lavoro delle diocesi locali, in particolare riguardo alla gestione di parrocchie, scuole cattoliche e opere caritative collegate alla Chiesa sul territorio.
Contesto e possibili sviluppi
Se la consacrazione si svolgesse come annunciato, ci si troverebbe davanti a un nuovo episodio di disobbedienza che potrebbe spingere la Santa Sede a misure disciplinari ulteriori o a tentativi di mediazione. La situazione evidenzia la persistenza di correnti tradizionaliste disallineate rispetto al magistero attuale e apre interrogativi sul ruolo futuro di gruppi che rifiutano la legittimità del pontefice riconosciuto dalla Chiesa universale.
In sintesi
- Le fratture interne alla Chiesa possono avere impatti economici locali: controversie su parrocchie e proprietà religiose possono tradursi in contenziosi legali che influenzano mercati immobiliari e finanze pubbliche locali.
- Una maggiore polarizzazione tra correnti ecclesiali potrebbe ridurre la fiducia dei donatori e dei benefattori, con possibili ripercussioni sulle entrate di enti caritativi e strutture sociali gestite dalla Chiesa in Italia.
- Rischi reputazionali per istituzioni collegate alla Chiesa possono influenzare investimenti legati a enti cattolici (scuole, ospedali, fondazioni), rendendo necessari maggiori controlli di governance e trasparenza per attrarre capitali.