Tokenizzazione accelera la finanza ma aumenta il rischio di scosse improvvise, avverte il Fondo Monetario Internazionale

La tokenizzazione apre nuove opportunità per il sistema finanziario: permette a forme diverse di denaro digitale — come depositi bancari tokenizzati, stablecoin ancorate al fiat e riserve tokenizzate della banca centrale — di funzionare come strumenti di regolamento sulla medesima ledger. Questa convergenza favorisce l’interoperabilità, riduce i tempi di riconciliazione e consente di impiegare rapidamente asset di alta qualità come collateral attraverso molteplici piattaforme.

Benefici operativi e finanziari

I vantaggi pratici includono una maggiore efficienza nei pagamenti e nei regolamenti, minori rischi di errore umano nelle fasi di liquidazione e la possibilità di automazione di processi oggi frammentati. Per gli operatori di mercato, la tokenizzazione può ridurre i costi di transazione e sbloccare liquidità che prima restava immobilizzata in processi legacy.

I rischi nascosti

Tuttavia, la rimozione dei ritardi operativi comporta anche rischi significativi. Come osserva Adrian, i tempi che oggi consentono a banche, regolatori e gestori del rischio di identificare e contenere problemi vengono sostituiti da processi in tempo reale, aumentando la velocità con cui shock di mercato, errori di codice o ondate di vendite automatizzate possono propagarsi.

Adrian ha scritto:

“Le richieste di liquidità si manifestano in tempo reale, le chiamate di collateral possono essere automatizzate e i fallimenti possono propagarsi più rapidamente di quanto istituzioni o supervisori possano reagire.”

Nella prospettiva descritta, il rischio che un tempo gravava sui bilanci delle singole controparti rischia di concentrarsi nelle piattaforme e nel codice che governano le transazioni, creando nuovi punti di fragilità sistemica.

Adrian ha scritto:

“Rischi che una volta erano sopportati dal bilancio delle singole istituzioni dietro a una transazione diventano sempre più concentrati nelle piattaforme e nel codice che regolano queste transazioni.”

Concentrazione e governance

Un ulteriore pericolo indicato è il rischio di concentrazione: la tokenizzazione tende a convogliare attività verso poche grandi infrastrutture. Quando l’infrastruttura diventa il fulcro dell’attività di mercato, eventuali malfunzionamenti di governance possono trasformarsi rapidamente in crisi sistemiche.

Adrian ha avvertito:

“Quando l’infrastruttura diventa il centro nevralgico, i fallimenti di governance si trasformano in eventi sistemici.”

Cybersecurity e resilienza operativa

La concentrazione su registri condivisi aumenta anche le sfide di sicurezza informatica. Secondo le osservazioni citate, la migrazione verso piattaforme comuni amplifica l’importanza della resilienza operativa, della cybersecurity e della gestione delle crisi, richiedendo investimenti e coordinamento tra attori privati e autorità di vigilanza.

Adrian ha scritto:

“La concentrazione su registri condivisi amplifica l’importanza della resilienza operativa, della cybersecurity e della gestione delle crisi.”

Come mitigare i rischi

Per contenere queste vulnerabilità è necessario un mix di misure: definire standard di governance e controlli tecnici, implementare meccanismi di interruzione delle operazioni (circuit breaker) on-chain, rafforzare i requisiti di capitale e liquidità per gli operatori e prevedere piani di recovery e risoluzione specifici per le infrastrutture tokenizzate.

Un ruolo chiave lo avranno i regolatori e le autorità di supervisione nel coordinare le regole transfrontaliere, soprattutto in un contesto europeo dove l’interoperabilità fra mercati è cruciale. Allo stesso tempo, gli operatori privati dovranno investire in audit del codice, test di resilienza e soluzioni di custodia che riducano il rischio di concentrazione operativa.

Implicazioni per investitori e mercati

Per gli investitori e le istituzioni finanziarie italiane la diffusione della tokenizzazione modifica il profilo di rischio/ rendimento degli asset digitali. Offre nuove possibilità di liquidità e strumenti più immediati per la gestione del collateral, ma richiede una valutazione più raffinata del rischio di controparte, della resilienza delle piattaforme e della qualità del codice sottostante.

Gli operatori di mercato dovranno aggiornare i modelli di rischio, considerare scenari di contagio più rapidi e rivedere le strategie di custodia e diversificazione. Sul piano macroeconomico, la rapidità delle transazioni tokenizzate può esacerbare flussi di capitale volatile, con implicazioni per la stabilità della liquidità a breve termine nei mercati finanziari europei.

Conclusione

La tokenizzazione rappresenta un’evoluzione tecnologica con potenziale trasformativo, capace di aumentare efficienza e interconnessione. Al tempo stesso, introduce vulnerabilità strutturali legate alla velocità delle operazioni, alla concentrazione delle piattaforme e alla sicurezza informatica. Bilanciare innovazione e controllo sarà essenziale per sfruttarne i benefici senza compromettere la stabilità finanziaria.

In sintesi

  • La tokenizzazione può ridurre i costi di regolamento e migliorare la liquidità, ma richiede nuovi standard di governance per evitare concentrazioni pericolose di rischio operativo.
  • Per gli investitori italiani emerge la necessità di valutare attentamente il rischio di controparte e la resilienza delle piattaforme tokenizzate prima di allocare capitali.
  • Le autorità di vigilanza europee e le banche dovranno cooperare per creare regole uniformi che prevengano trasmissioni di shock rapidi tra mercati e sistemi di pagamento.


Author: Tony
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