FiberCop incassa 712,5 milioni da Invitalia per dare slancio alla rete fissa ad alta velocità in Italia

FiberCop rafforza il proprio ruolo nello sviluppo delle infrastrutture digitali italiane grazie all’assegnazione di un finanziamento pubblico di 712,5 milioni di euro deliberato da Invitalia. Le risorse, previste nell’ambito del Fondo Nazionale per la Connettività, saranno destinate alla realizzazione di una nuova rete fissa ad alte prestazioni con capacità Gigabit, contribuendo agli obiettivi nazionali di diffusione della banda ultralarga.

L’iniziativa si inserisce nella strategia del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio, finalizzata a ridurre il divario digitale e a garantire connessioni più rapide e affidabili a cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche su tutto il territorio nazionale.

Invitalia assegna il finanziamento a FiberCop

La delibera è stata approvata dal consiglio di amministrazione di Invitalia nell’ambito del bando per il finanziamento di progetti volti alla realizzazione di reti fisse ad alte prestazioni. Il contributo pubblico può coprire fino al 70% delle spese ammissibili, favorendo la realizzazione di interventi infrastrutturali in aree che necessitano di potenziamento della connettività.

Obiettivo: oltre 477 mila civici coperti entro il 2030

L’offerta presentata da FiberCop, risultata aggiudicataria del bando, prevede la realizzazione entro il 2030 di infrastrutture capaci di raggiungere oltre 477.000 numeri civici distribuiti su sette lotti geografici. Gli interventi mirano a fornire servizi con prestazioni elevate anche durante i picchi di traffico, garantendo velocità di almeno 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload.

Un investimento per sostenere la trasformazione digitale del Paese

L’assegnazione dei fondi rappresenta un passo importante per la modernizzazione delle infrastrutture digitali italiane. Lo sviluppo di reti fisse ad altissima capacità è strategico per aumentare la competitività delle imprese, favorire la diffusione dei servizi digitali e sostenere l’innovazione tecnologica, elementi chiave per la crescita economica nazionale.

Oltre all’impatto diretto sulla connettività domestica e aziendale, il progetto dovrebbe generare effetti positivi sull’indotto: cantieri, forniture di componentistica, e servizi IT locali potrebbero registrare un aumento della domanda nelle fasi di implementazione. La presenza di un contributo pubblico consistente riduce il rischio di investimento e può attrarre co-finanziamenti privati, accelerando l’attuazione dei lavori.

Per assicurare interoperabilità e accesso non discriminatorio alla rete, il progetto dovrà operare in raccordo con le autorità di regolazione e gli enti locali competenti. Inoltre, l’iniziativa è coerente con gli obiettivi europei di connettività a lungo termine, favorendo l’allineamento dell’Italia agli impegni della Unione Europea per il 2030.

La copertura delle aree indicate entro il 2030 richiederà un coordinamento efficace tra il soggetto attuatore, i fornitori di servizi e le amministrazioni locali, nonché un monitoraggio puntuale dell’avanzamento lavori per garantire il rispetto dei tempi e la qualità delle infrastrutture installate.

In sintesi

  • L’intervento pubblico riduce il rischio per gli investitori privati, rendendo più probabile l’afflusso di capitali aggiuntivi nel settore delle telecomunicazioni, con possibili effetti positivi sui prezzi e sull’offerta di servizi.
  • Per le imprese italiane, in particolare le PMI, la maggiore disponibilità di banda ultralarga può tradursi in incrementi di produttività e opportunità di digitalizzazione dei processi produttivi e commerciali.
  • I fornitori di infrastrutture e i subappaltatori locali possono beneficiare di nuove commesse, ma la sostenibilità economica del progetto dipenderà anche dalla capacità di contenere i costi e di accelerare i tempi di realizzazione.
  • Dal punto di vista regolamentare, sarà cruciale garantire accesso aperto e condizioni non discriminatorie per evitare concentrazioni di mercato e favorire la concorrenza tra operatori di servizi.