Più bitcoin ora detenuti in perdita che in profitto
- 3 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Circa 10,83 milioni di Bitcoin sono attualmente detenuti in perdita, il che significa che i rispettivi possessori hanno pagato più dell’attuale prezzo di mercato, mentre circa 9,22 milioni risultano ancora in utile, secondo i dati di Glassnode. È la prima volta dall’inizio dell’attuale ciclo che la porzione di offerta in perdita supera quella in profitto, un indicatore che evidenzia l’entità della correzione rispetto al picco di gennaio intorno a $109.000.
Cosa indica il sorpasso tra offerta in perdita e in utile
Il superamento dell’offerta in perdita su quella in utile è storicamente associato a periodi di elevata tensione finanziaria e a fasi di capitolazione tra gli acquirenti più recenti. Questi momenti segnalano spesso che le monete stanno passando dalle mani più deboli a quelle più convinte e con maggiore capacità di sostenere posizioni, modificando la struttura dell’offerta circolante.
La persistenza di detenzioni in perdita è dunque un doppio segnale: da un lato riflette la profondità della correzione dei prezzi; dall’altro può costituire la premessa per un accumulo da parte dei detentori a lungo termine, che tendono a mantenere le posizioni nonostante i drawdown.
Comportamento dei detentori e dinamiche di accumulo
I dati mostrano anche un aumento dei bilanci nelle diverse coorti di portafogli, con accumuli concentrati su segmenti specifici di wallet. Questo indica che, mentre molti conti sono entrati in perdita, altri soggetti—spesso con orizzonti d’investimento più lunghi o strategie istituzionali—stanno incrementando le proprie esposizioni.
Nel passato, simili rotazioni dell’offerta hanno segnato il passaggio di controllo degli asset e preparato il terreno per fasi successive di stabilizzazione e recupero, ma non costituiscono di per sé una prova di inversione di tendenza.
Andamento dei prezzi delle principali criptovalute
Bitcoin è stato scambiato intorno a $61.361, con un rialzo giornaliero dello 0,7% e settimanale del 2,5%, rimanendo però circa il 51% al di sotto del massimo storico di ottobre 2025, fissato a $126.080. Ether ha segnato un incremento del 4,2%, attestandosi a $1.702, mentre Solana ha guidato i rialzi settimanali tra i principali asset, salendo del 18,6% a $80,44, con volumi superiori a $3,6 miliardi.
Che cosa serve perché il segnale si traduca in recupero dei prezzi
Il fatto che l’offerta in perdita superi quella in profitto non determina automaticamente un minimo di mercato. Le esperienze del 2018-19 e del 2022 mostrano che letture analoghe sono state seguite da mesi di accumulo e consolidamento prima di una ripresa sostenuta. Per trasformare un segnale di accumulo in un impulso rialzista duraturo servono due condizioni principali: il ritorno di flussi significativi, soprattutto istituzionali, e un alleggerimento della pressione macroeconomica globale.
In pratica, il ripristino di afflussi verso strumenti come gli ETF sulle criptovalute e un clima di mercato più favorevole—ad esempio con politiche monetarie meno restrittive e maggiore liquidità—sono i fattori che convertono la solidità dell’accumulo in un segnale di prezzo verificabile.
D’altra parte, l’assenza di questi elementi lascia il mercato esposto a ulteriori oscillazioni e ritardi nel recupero, con la possibilità che la volatilità rimanga elevata fino a quando non si consolidano segnali concreti di domanda sostenuta.
Implicazioni pratiche per investitori e operatori
Per gli investitori, la situazione attuale richiede un approccio bilanciato: valutare la possibilità di acquisti graduali durante fasi di weakness, ma mantenendo regole chiare di gestione del rischio e apportando attenzione al profilo d’orizzonte temporale. Le istituzioni che stanno accumulando possono ancorare il prezzo marginale della domanda, ma la loro attività dipende dalla fiducia nelle condizioni macro e nella regolamentazione.
Per il contesto italiano, l’evoluzione dei flussi internazionali e le scelte normative europee, come l’applicazione pratica del regolamento MiCA, influenzeranno velocemente la capacità delle società finanziarie locali di partecipare a eventuali ondate di investimento istituzionale.
Osservazioni finali
In sintesi, il sorpasso della quota di offerta in perdita rappresenta un indicatore rilevante della salute del mercato e della sua struttura dell’offerta, ma non è un segnale conclusivo. Il prossimo passo chiave da monitorare è il ritorno di flussi significativi e un contesto macro meno restrittivo, elementi che possono convertire l’accumulo in un recupero dei prezzi sostenibile.
In sintesi
- La prevalenza dell’offerta in perdita aumenta la probabilità di volatilità nel breve termine ma crea anche opportunità di accumulo per investitori con orizzonte lungo; il timing dipenderà da nuovi flussi istituzionali.
- Il consolidamento dei portafogli delle coorti di portafogli indica un rafforzamento della base di domanda reale, un fattore positivo per la stabilità dei prezzi se accompagnato da liquidità esterna.
- Per gli investitori italiani, la chiave sarà monitorare decisioni politiche e regolamentari europee e i segnali sul fronte macro (tassi e liquidità), che determineranno la sostenibilità di un eventuale recupero.
- La ripresa dei flussi verso strumenti strutturati come gli ETF rimane il catalizzatore più probabile per trasformare un accumulo psicologico in un movimento di prezzo persistente.