Telemarketing aggressivo sull’energia: le associazioni dei consumatori chiedono l’intervento di Arera e Agcm
- 2 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Le restrizioni introdotte per limitare il telemarketing nel campo dell’energia non hanno eliminato le chiamate aggressive: utenti continuano a ricevere contatti, a casa o sul cellulare, finalizzati alla vendita di contratti energetici. Per questo motivo diverse associazioni per la tutela dei consumatori hanno sollecitato controlli più incisivi rivolgendosi a ARERA e a AGCM.
La stretta del 19 giugno
Il provvedimento entrato in vigore lo scorso 19 giugno introduce regole più rigide e vincoli specifici per il telemarketing nel settore dell’energia. L’intervento normativa mira a circoscrivere le pratiche commerciali telefoniche soltanto ai casi in cui vi sia il consenso esplicito dell’utente, con l’intento di prevenire attivazioni non richieste dopo la chiusura del mercato tutelato.
Secondo le associazioni che hanno analizzato la nuova disciplina, con le disposizioni vigenti i fornitori di luce e gas non possono più contattare gli utenti senza un consenso esplicito e documentabile; inoltre è vietata la conclusione di contratti telefonici tramite call center se non a seguito di una specifica richiesta dell’intestatario.
Le contromisure dei promotori commerciali
Nonostante il divieto, già pochi giorni dopo l’entrata in vigore della norma sono emerse modalità alternative per aggirarla: chiamate brevi o interrotte deliberatamente che inducono il ricevente a richiamare, numeri con prefissi simili a quelli locali e messaggi preregistrati che ritardano il riconoscimento del mittente.
Testimonianze raccolte da associazioni per la tutela dei consumatori descrivono lo stesso copione: il telefono squilla una volta o due, il chiamante si interrompe, il cittadino richiama pensando a un errore o a un conoscente e si trova invece in contatto con una società che propone un’offerta commerciale.
La tecnica del “mezzo squillo” è accompagnata, in alcuni casi, da un messaggio preregistrato che viene riprodotto se si richiama il numero. La voce registrata ha affermato:
“Vi ringraziamo per averci contattato, le nostre linee sono occupate vi richiameremo al più presto.”
Indicazioni per i cittadini
Le associazioni invitano chi riceve chiamate sospette a rivolgersi alle Forze dell’ordine e a segnalare gli episodi alle autorità competenti, oltre a comunicare i numeri destinatari delle irregolarità. In particolare, è utile informare ARERA e AGCM, che hanno competenze rispettivamente in materia di regolazione del settore e di tutela della concorrenza e dei consumatori.
Se, richiamando, si scopre di aver contattato un operatore che propone un contratto, il consiglio pratico è di interrompere immediatamente la chiamata e di non fornire dati personali o bancari. È altresì opportuno verificare sempre l’identità del mittente e consultare con attenzione eventuali proposte prima di prenderne in considerazione l’accettazione.
Per ridurre il rischio di contatti non desiderati, i consumatori possono iscriversi al Registro delle Opposizioni, utilizzare strumenti di blocco delle chiamate sul proprio smartphone e segnalare i numeri molesti agli operatori telefonici.
Impatto regolatorio e di mercato
L’emergere di nuovi escamotage evidenzia la difficoltà di applicare norme settoriali senza un presidio attivo di controllo e sanzione. ARERA può intervenire con ispezioni e sanzioni amministrative nei confronti dei fornitori che violano le regole, mentre AGCM è chiamata a valutare pratiche commerciali scorrette che alterino la concorrenza o ledano i diritti dei consumatori.
Dall’analisi del fenomeno deriva che la fiducia degli utenti è un fattore cruciale per il funzionamento del mercato libero dell’energia; una riduzione della fiducia potrebbe rallentare la mobilità dei clienti, aumentare i costi di acquisizione per i fornitori e influenzare i piani commerciali e di investimento delle imprese del settore.
Come dovrebbe muoversi il sistema
Per essere efficaci, le misure di contrasto richiedono approcci coordinati: rafforzamento dei controlli amministrativi, maggiore cooperazione tra autorità competenti, campagne informative rivolte ai cittadini e standard tecnici per la gestione del consenso digitale. Operatori e intermediari dovranno adeguare i propri processi di compliance e i sistemi di raccolta del consenso per ridurre il rischio di sanzioni e ripristinare fiducia.
In sintesi
- L’incidenza di chiamate ingannevoli mette sotto pressione la fiducia nel meccanismo di switching tra fornitori, con possibili ripercussioni sui volumi di mercato e sulla fidelizzazione dei clienti.
- Gli operatori che non investono in sistemi di consenso digitale e compliance rischiano sanzioni e un aumento dei costi operativi; per gli investitori è un indicatore di rischio regolamentare da monitorare.
- Un’applicazione più rigorosa delle norme da parte di ARERA e AGCM potrebbe riequilibrare il mercato favorendo operatori trasparenti, ma richiederà tempo e risorse per controlli efficaci.
- Per il consumatore italiano, la diffusione di strumenti di protezione (registro, filtri telefonici, segnalazioni) è cruciale per ridurre l’esposizione commerciale non autorizzata e preservare la qualità della concorrenza.