Lodi spinge l’agribusiness: la città che traina la crescita – Il Sole 24 ORE
- 2 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il segmento più rilevante della realtà produttiva locale è rappresentato dalla trasformazione industriale, che conta 43 società di capitali e circa 2.500 addetti, producendo un valore aggiunto di 359 milioni di euro e incidendo per il 4,6% sul PIL provinciale.
A seguire si colloca il comparto agricolo, con 938 imprese e 2.900 occupati, che genera 283 milioni di euro di valore aggiunto, pari al 3,6% del PIL provinciale.
Nel periodo 2019–2024 la filiera ha mostrato una dinamica positiva: il valore aggiunto complessivo è aumentato di quasi il 60%, trainato in particolare dal settore della trasformazione alimentare, che ha beneficiato sia dei mercati interni sia delle aperture sui mercati esteri.
Le performance di export evidenziano la capacità di internazionalizzazione del territorio: nel 2025 l’industria alimentare ha esportato 662 milioni di euro (+45% rispetto al 2019), il comparto degli agrofarmaci ha raggiunto 74 milioni (+73,7%), l’agricoltura ha registrato 4 milioni (+207%) e i macchinari agricoli 16 milioni (+7,4%).
Dichiarazioni delle istituzioni locali
Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda, ha dichiarato:
“Nel lodigiano tradizione e innovazione si rafforzano a vicenda. La crescita della filiera dell’agribusiness dimostra la capacità delle imprese di creare valore, ma per consolidare questa traiettoria è fondamentale accelerare la trasformazione digitale, investire nell’intelligenza artificiale e sviluppare le competenze necessarie per governare il cambiamento. Oggi la competitività si misura sempre più sulla capacità di utilizzare i dati e le nuove tecnologie per rendere i processi più efficienti, sostenibili e produttivi. Per questo Assolombarda ha promosso forgIA, un ecosistema che accompagna le imprese nell’adozione concreta dell’intelligenza artificiale. Questo potenziale può tradursi in opportunità per il territorio, a condizione di continuare a investire sulle persone, sulle competenze e sulla collaborazione tra imprese, ricerca e istituzioni. È da questa alleanza che passa la capacità di attrarre talenti e investimenti, generando innovazione e costruendo una crescita duratura.”
Fulvio Pandini, Presidente della Sede di Lodi di Assolombarda, ha affermato:
“Il dinamismo del territorio si riflette nei numeri della filiera dell’agribusiness, che tra il 2019 e il 2024 ha aumentato il proprio valore aggiunto di oltre il 57%. Per tutelare questa eccellenza, la sfida strategica è duplice: dotare le imprese di infrastrutture digitali adeguate e promuovere la rigenerazione urbana per recuperare siti produttivi dismessi. Tale approccio limita il consumo di suolo, preserva l’equilibrio territoriale e rende il territorio più attraente per investimenti internazionali. Inoltre, valutare il livello di maturità digitale delle imprese può favorire una maggiore consapevolezza su come l’innovazione, e in particolare il digitale, possa sostenere lo sviluppo e la crescita.”
Contesto e implicazioni strategiche
Il ruolo crescente della filiera dell’agribusiness nel sistema produttivo provinciale ha ricadute significative sia sull’occupazione sia sulla capacità di attrarre investimenti esteri. La forte spinta all’export segnala una produzione competitiva, ma rafforzare infrastrutture digitali e logistiche è cruciale per consolidare i risultati nel lungo periodo.
Misure pubbliche e private condivise — come investimenti mirati in banda larga, centri di formazione sulle tecnologie digitali e incentivi per la rigenerazione urbana — possono aumentare la resilienza delle imprese locali e favorire l’ingresso in catene globali del valore.
Il legame tra innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale rappresenta un’opportunità: processi produttivi più efficienti riducono costi e impatto ambientale, creando un vantaggio competitivo anche sui mercati esteri che premiano prodotti tracciabili e a basso impatto.
Azioni operative consigliate
Per le imprese locali è strategico avviare percorsi di assessment digitale per individuare gap e priorità d’intervento, investire in formazione tecnica e manageriale, e collaborare con centri di ricerca per trasferire tecnologie applicabili alla trasformazione alimentare e all’agromeccanica.
Per le istituzioni, invece, le leve sono la pianificazione di progetti infrastrutturali condivisi, la semplificazione delle procedure per la rigenerazione dei siti dismessi e la promozione di iniziative che mettano in rete imprese, finanza e ricerca.
In sintesi
- La trasformazione digitale e l’adozione dell’intelligenza artificiale rappresentano leve decisive per aumentare la produttività delle imprese locali e rendere il territorio più attrattivo per investimenti esteri.
- La crescita dell’export apre spazi per operatori finanziari e fondi di investimento interessati a filiere agroindustriali integrate e sostenibili; la priorità è migliorare infrastrutture logistiche e digitali per scalare la produzione.
- La rigenerazione urbana dei siti produttivi dismessi può ridurre il consumo di suolo e creare opportunità per investimenti immobiliari e industriali, facilitando la concentrazione di servizi e competenze sul territorio.
- Per gli investitori italiani è importante valutare la maturità digitale delle imprese locali: progetti di formazione e partenariato pubblico-privato aumentano la probabilità di rendimenti stabili e impatti socio-economici positivi.