Enea sviluppa un impianto geotermico rivoluzionario per la climatizzazione sostenibile degli edifici
- 2 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia
ENEA compie un ulteriore avanzamento nelle tecnologie per la transizione energetica con la realizzazione di un nuovo impianto geotermico per la climatizzazione sostenibile degli edifici presso il Centro Ricerche Casaccia di Roma. L’iniziativa, sviluppata nell’ambito della Ricerca di Sistema Elettrico promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, mira a valorizzare la geotermia come risorsa costante, efficiente e a basse emissioni per sostenere la decarbonizzazione del patrimonio edilizio nazionale.
L’intervento rafforza il ruolo di ENEA nella ricerca applicata e nello sviluppo di soluzioni per aumentare l’efficienza energetica, ridurre l’uso di fonti fossili e favorire la diffusione delle energie rinnovabili nei settori residenziale e terziario.
Un sistema che integra geotermia e pompe di calore
Il nuovo impianto accoppia il calore naturale del sottosuolo con una pompa di calore di ultima generazione in grado di utilizzare sia l’aria sia il terreno come sorgente termica, ottimizzando il rendimento in diverse condizioni stagionali.
L’energia viene captata mediante quattro pozzi realizzati a differenti profondità, dotati di sonde geotermiche e sensori in fibra ottica per il monitoraggio continuo delle condizioni termiche del sottosuolo e per l’ottimizzazione delle prestazioni operative.
Anna Carmela Violante ha dichiarato:
“La geotermia rappresenta una risorsa strategica perché, a differenza di molte fonti rinnovabili legate al meteo, è disponibile in modo costante e permette di aumentare l’autonomia energetica riducendo l’impiego di materie prime critiche.”
Raniero Trinchieri ha aggiunto:
“La stabilità termica del sottosuolo è cruciale per mantenere alti livelli di efficienza delle pompe di calore nelle fasi sia di riscaldamento sia di raffrescamento degli edifici.”
L’Italia dispone di un enorme potenziale geotermico
L’Italia ha una storia consolidata nell’utilizzo della geotermia ed è oggi tra i Paesi leader per capacità geotermoelettrica installata, con circa 916 MW e una produzione annua intorno ai 5,7 TWh, concentrata soprattutto in Toscana.
Per quanto riguarda gli usi diretti del calore geotermico, il Paese conta circa 1.316 MWth installati, impiegati in riscaldamento civile, terme, agricoltura e applicazioni a bassa entalpia.
Simona De Iuliis ha affermato:
“Nonostante i risultati storici, il settore è rimasto sostanzialmente stagnante nell’ultimo decennio: l’Italia conserva un potenziale enorme. Lo sfruttamento anche limitato delle risorse dei primi cinque chilometri di profondità potrebbe fornire una quota significativa della produzione elettrica e termica futura.”
Stime citate dagli esperti indicano che l’utilizzo di una piccola frazione delle risorse disponibili potrebbe coprire una porzione rilevante della domanda energetica prevista al 2050 e ridurre in modo significativo i consumi di gas naturale.
Le prossime sfide della ricerca
Giulia Monteleone, Direttrice del Dipartimento ENEA-TERIN, ha spiegato che lo sviluppo diffuso della geotermia richiede interventi su più fronti per superare ostacoli tecnici, economici e normativi ancora presenti.
Tra le priorità indicate figurano l’introduzione di strumenti di incentivo per mitigare il rischio degli investimenti, la semplificazione delle procedure autorizzative, la mappatura dettagliata del potenziale geotermico nazionale e l’individuazione delle aree più idonee per nuovi impianti.
Il programma di ricerca di ENEA prevede inoltre la realizzazione di un sistema sperimentale ibrido che combinerà la geotermia a bassa entalpia con il solare termico, con l’obiettivo di sperimentare soluzioni di accumulo termico in terreni impermeabili a profondità superiori a 100 metri e di migliorare la flessibilità dell’offerta energetica.
Questi sviluppi implicano anche la necessità di formazione tecnica specializzata, investimenti nelle infrastrutture di rete e confronti tra istituzioni locali e nazionali per definire regole chiare che favoriscano l’ingresso del capitale privato senza compromettere le garanzie ambientali.
In sintesi
- L’espansione della geotermia per la climatizzazione degli edifici potrebbe ridurre la dipendenza italiana dal gas naturale, influenzando positivamente il bilancio energetico e le vulnerabilità geopolitiche legate alle importazioni.
- Per attrarre capitali privati servono incentivi mirati e procedure autorizzative più snelle: questo aumenterebbe la redditività degli investimenti e stimolerebbe la creazione di filiere industriali locali.
- Lo sviluppo di sistemi ibridi e di soluzioni di accumulo termico apre nuove opportunità di mercato per società tecnologiche e per PMI specializzate in impiantistica e servizi energetici, con ricadute occupazionali a livello territoriale.
- Un programma nazionale coordinato di mappatura e formazione può accelerare la diffusione della geotermia a bassa entalpia nelle città italiane, favorendo interventi di retrofit energetico sugli edifici pubblici e privati.