Banca d’Italia: Fabio Panetta punta sull’intelligenza artificiale come leva strategica per la produttività e la crescita
- 2 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia
L’Intelligenza artificiale è indicata come una leva centrale per aumentare la produttività dell’economia italiana, ma il suo pieno potenziale dipende dalla capacità di finanziare ricerca, innovazione e progetti ad alto impatto. Questo è stato il nucleo del messaggio proposto da Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia, durante una conferenza promossa dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI).
Secondo il Governatore, la diffusione dell’IA può rappresentare un elemento chiave per rafforzare la competitività delle imprese italiane, a condizione che accompagnata da un adeguato sostegno finanziario e da politiche orientate agli investimenti a lungo termine.
L’Intelligenza artificiale come motore della produttività
Nel suo intervento Panetta ha richiamato l’attenzione sul fatto che l’adozione sistematica dell’Intelligenza artificiale da parte delle imprese può tradursi in aumenti di efficienza, innovazione di prodotto e migliore allocazione delle risorse.
Ha però evidenziato che questi benefici non arrivano automaticamente: servono investimenti rilevanti in asset immateriali come ricerca, innovazione, sviluppo delle competenze e riorganizzazione dei processi produttivi. Tali investimenti sono spesso difficili da valutare e presentano orizzonti temporali lunghi e rischi elevati.
Servono capitali pazienti e finanza adeguata
Per sostenere la transizione digitale, il Governatore della Banca d’Italia ha posto l’accento sulla necessità di disporre di strumenti finanziari in grado di accompagnare progetti innovativi nel medio-lungo periodo.
Oltre a una maggiore disponibilità di capitali di rischio, sono necessari meccanismi che favoriscano la combinazione tra risorse pubbliche e private, fondi di co-investimento, strumenti di credito a termine e incentivi fiscali mirati. La presenza di investitori istituzionali disposti ad assumere rischi di lungo periodo è cruciale per diffondere l’IA nelle PMI e nelle filiere produttive italiane.
La BEI e altre istituzioni europee possono giocare un ruolo di catalizzatore, non solo con finanziamenti diretti ma anche costruendo piattaforme che riducano l’asimmetria informativa tra progetti e investitori.
Italia ed Europa hanno le risorse per crescere
Italia ed Europa possiedono punti di forza rilevanti: un elevato stock di risparmio privato, un patrimonio scientifico e accademico significativo e competenze consolidate in numerosi settori industriali. Il tema è dunque come incanalare queste risorse verso iniziative con potenziale di scala e impatto.
Secondo il Governatore, uno degli ostacoli principali è la frammentazione della domanda e l’assenza di meccanismi efficaci per selezionare e sostenere progetti ad alto valore aggiunto. Per trasformare il vantaggio tecnologico in crescita reale è necessario migliorare l’ecosistema dell’innovazione, con politiche fiscali, formazione professionale e governance dei fondi che incentivino investimenti più coraggiosi e duraturi.
Inoltre, è importante definire quadri regolatori chiari per l’IA, in modo da ridurre l’incertezza normativa e favorire l’adozione diffusa da parte delle imprese, tutelando al contempo diritti e sicurezza dei cittadini.
Le misure suggerite implicano una collaborazione rafforzata tra istituzioni finanziarie, politica industriale e università, con l’obiettivo di tradurre capacità di ricerca in imprese scalabili e posti di lavoro qualificati.
Implicazioni pratiche per imprese e investitori
Per le imprese italiane la priorità è costruire percorsi di trasformazione realizzabili: testare soluzioni pilota, investire nella formazione dei lavoratori e adottare modelli di collaborazione con startup e centri di ricerca.
Gli investitori, dal canto loro, dovranno adeguare criteri e strumenti per valutare progetti con forti componenti immateriali, bilanciando rendimento atteso e contributo alla competitività del territorio. Strumenti come fondi tematici, coinvestimenti pubblici-privati e prestiti a durata estesa possono facilitare questo adattamento.
Conclusione
L’adozione dell’Intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità concreta per rilanciare la produttività e la competitività dell’Italia, ma richiede una strategia coordinata di finanziamento, formazione e regolazione. Solo integrando risorse pubbliche e private e promuovendo capitali pazienti sarà possibile trasformare la spinta tecnologica in crescita sostenibile.
In sintesi
- Il potenziale dell’IA tradotto in valore economico dipende dalla capacità di attrarre capitali pazienti: gli investitori dovranno adattare strumenti e orizzonti di rendimento per progetti con ritorni più lenti ma di maggiore impatto.
- Per il mercato italiano, rafforzare i meccanismi di co-finanziamento pubblico-privato può sbloccare progetti di dimensioni variabili, riducendo il divario tra eccellenze scientifiche e applicazioni industriali scalabili.
- Gli operatori finanziari e le imprese dovrebbero aumentare gli investimenti in competenze e infrastrutture digitali: ciò non solo migliora la produttività, ma rende le aziende più appetibili per capitali esterni e partnership internazionali.
- Una chiara governance regolatoria dell’IA ridurrà l’incertezza per gli investimenti, favorendo un ambiente più stabile per l’innovazione e per la crescita delle filiere tecnologiche italiane.