Berrier Capital investe in Banyan Biotech per accelerare lo sviluppo di nuove terapie contro l’osteoartrosi

Berrier Capital, investment company italiana attiva nel private equity e nel venture capital, con un focus su imprese innovative e ad alto potenziale di crescita nei settori healthcare, biotech, life sciences e tecnologia, rafforza il proprio impegno nel settore delle scienze della vita sostenendo Banyan Biotech, società biotech italiana impegnata nello sviluppo di terapie innovative per l’osteoartrosi, una delle principali cause di dolore cronico e disabilità a livello globale.

Grazie al supporto finanziario di Berrier Capital, Banyan ha completato il percorso di sviluppo preclinico di BNBT_001, una terapia intra-articolare proprietaria progettata per intervenire sui meccanismi biologici alla base della degenerazione articolare e della progressione della malattia.

L’operazione consentirà alla società di accelerare le attività regolatorie e preparare il percorso di sviluppo clinico internazionale, con particolare attenzione al mercato statunitense.

Secondo le più recenti stime epidemiologiche, l’osteoartrosi potrebbe interessare circa un miliardo di persone entro il 2050, mentre il mercato globale delle terapie dedicate è previsto in crescita da circa 9,7 miliardi di dollari nel 2025 a oltre 13,5 miliardi nel 2030. Nonostante l’impatto sociale ed economico della patologia, ad oggi non esistono trattamenti approvati in grado di modificarne significativamente la progressione, limitando le opzioni terapeutiche al controllo del dolore e dei sintomi.

In questo contesto, Banyan Biotech sta sviluppando una nuova generazione di terapie rigenerative con l’obiettivo di preservare la cartilagine articolare, contrastare i processi infiammatori e contribuire al mantenimento della funzionalità dell’articolazione.

I risultati ottenuti nella fase preclinica hanno evidenziato un profilo favorevole di tollerabilità e segnali incoraggianti di protezione della cartilagine, fornendo una base solida per l’avanzamento verso gli studi clinici.

Accanto al programma terapeutico, Banyan ha sviluppato Banyan Carrier, una piattaforma proprietaria brevettata di drug delivery basata su nanocarrier, progettata per migliorare stabilità, biodisponibilità e rilascio controllato dei farmaci. Una tecnologia che amplia il potenziale industriale della società e apre prospettive di collaborazione con aziende farmaceutiche interessate a nuove soluzioni di somministrazione avanzata.

Lucia Zaccardi, CEO e Co-founder di Banyan Biotech: “L’investimento di Berrier Capital ci consente di accelerare una fase decisiva del nostro percorso. Il nostro obiettivo è portare in clinica una terapia capace di intervenire sui meccanismi della malattia e non soltanto sui sintomi, contribuendo a rispondere a uno dei maggiori bisogni medici ancora insoddisfatti.”

Alessia Forzina, CSO e Co-founder di Banyan Biotech: “I risultati ottenuti finora confermano la solidità del nostro approccio scientifico. Oggi disponiamo sia di un candidato terapeutico con un forte potenziale applicativo sia di una piattaforma tecnologica proprietaria che può generare ulteriori opportunità di sviluppo e partnership.”

Alberto Craici, Founder e Managing Partner di Berrier Capital (in foto): “Abbiamo scelto di investire in Banyan perché affronta uno dei più rilevanti bisogni medici insoddisfatti a livello globale attraverso un modello che combina innovazione terapeutica e piattaforma tecnologica. Oltre al potenziale di BNBT_001, riteniamo particolarmente interessante la scalabilità di Banyan Carrier, una tecnologia proprietaria che può trovare applicazione in molteplici ambiti terapeutici e generare opportunità di partnership industriali e sviluppo internazionale. È proprio questa combinazione tra innovazione scientifica, proprietà intellettuale e scalabilità del modello a rappresentare il principale elemento di valore dell’investimento.”

Fondata e guidata da un team interamente femminile, Banyan Biotech è supportata da un advisory board internazionale che comprende, tra gli altri, il Prof. Ali Mobasheri, tra i maggiori esperti mondiali di osteoartrosi, e il Prof. Francesco Pegreffi, specialista in ortopedia e riabilitazione.