L’innovazione spinge la produttività del 34%

Non si tratta solo di occupazione: la diffusione dell’AI incide in misura fondamentale sulla crescita della produttività. L’analisi contenuta nell’AI Jobs Barometer 2026 mette in evidenza dati che descrivono il vantaggio competitivo derivante dall’adozione delle tecnologie di intelligenza artificiale nelle imprese.

Metodologia e copertura

Per valutare l’impatto sulla produttività, Pwc ha analizzato oltre 52.000 imprese a livello globale utilizzando il database ORBIS, che raccoglie bilanci e indicatori finanziari societari. Nel campione l’Italia è rappresentata da 5.888 aziende, equivalenti a circa l’11% del totale, consentendo confronti tra esposizioni differenti all’AI.

Gli analisti hanno spiegato:

«Questo dataset aziendale è stato impiegato specificamente per misurare la crescita della produttività, dell’organico e delle retribuzioni in funzione del grado di esposizione all’intelligenza artificiale.»

Risultati chiave

Dall’analisi emerge che le imprese operanti nei settori con maggiore esposizione all’AI hanno registrato, nel 2025 rispetto al 2018, una crescita della produttività del 34%, contro il 24% delle aziende meno esposte. All’interno del gruppo più avanzato si osserva un fenomeno di tipo «superstar»: il 20% delle imprese in testa nell’adozione dell’AI ha ottenuto una crescita media della produttività del lavoro del 163%, quasi cinque volte superiore alla media delle aziende AI-intensive.

Interpretazione degli esperti

Alessandro Caridi ha spiegato, in qualità di Digital Innovation Leader di Pwc Italia:

«Nell’economia globale sta emergendo una nuova linea di demarcazione tra modelli diversi di gestione dei talenti e di creazione di valore. Le aziende che ottengono i maggiori ritorni dall’intelligenza artificiale non la impiegano solo per contenere i costi, ma per accelerare l’innovazione, sviluppare nuovi ambiti di business e moltiplicare il valore delle competenze umane. Chi considera l’AI come motore di crescita sta ampliando il proprio vantaggio competitivo in termini di produttività e sviluppo rispetto a chi la usa principalmente per automatizzare processi esistenti.»

Effetti su salari e mercato del lavoro

Una delle conseguenze registrate riguarda il premio salariale legato alle competenze specifiche sull’AI: con l’incremento di produttività connesso all’adozione tecnologica, il compenso relativo per i lavoratori specializzati è salito al 62% nel 2025, rispetto al 57% dell’anno precedente. Il valore di tale premio varia sensibilmente tra i settori: può arrivare fino al 118% in aree come i beni di consumo, mentre si attesta intorno al 16% nel settore pubblico.

Implicazioni per imprese, politiche e investitori

I dati segnalano una crescente polarizzazione: le imprese leader nell’adozione dell’AI accumulano vantaggi di produttività e attraggono capitale umano e finanziario, consolidando posizioni di mercato. Per le imprese italiane, in particolare per le piccole e medie imprese, la sfida è trasformare l’adozione tecnologica in capacità di innovare prodotti e processi invece di limitarsi alla mera automazione.

Dal punto di vista politico, gli orientamenti pubblici dovrebbero privilegiare misure che favoriscano la diffusione delle competenze digitali e supportino gli investimenti in ricerca e infrastrutture dati, per ridurre il rischio di un divario sempre più marcato tra «superstar» e resto del tessuto produttivo.

Per gli investitori, la compressione temporale dei guadagni di produttività suggerisce opportunità in settori e aziende che sanno integrare l’AI come leva di innovazione. Allo stesso tempo occorre monitorare i rischi regolamentari e la concentrazione di mercato che possono influenzare rendimenti e valutazioni nel medio termine.

Azioni consigliate per le imprese italiane

Le imprese possono mitigare il rischio di rimanere indietro seguendo alcune direttrici concrete: investire in formazione continua per integrare competenze umane e strumenti di intelligenza artificiale, ripensare i modelli di business per sfruttare nuovi flussi di valore e collaborare con partner tecnologici per accelerare l’adozione in modo sostenibile.

Inoltre, una maggiore attenzione alle metriche di performance e alla qualità dei dati aziendali è fondamentale per tradurre le potenzialità dell’AI in risultati economici misurabili e duraturi.

In sintesi

  • L’adozione avanzata dell’AI genera differenziali di produttività che possono rafforzare la posizione di mercato delle imprese leader; per gli investitori ciò segnala opportunità concentrate nei «campioni» tecnologici.
  • Il premio salariale per competenze AI in crescita indica una pressione al rialzo sulle retribuzioni qualificate: è essenziale per le imprese pianificare investimenti in formazione per trattenere talenti e contenere i costi del turnover.
  • Per l’Italia, la diffusione dell’AI richiede politiche pubbliche orientate a infrastrutture dati e educazione digitale per evitare un aumento delle disuguaglianze produttive tra settori e territori.


Author: Tony
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