Dubai: il mercato crypto raggiunge 50 società autorizzate da VARA

La Virtual Assets Regulatory Authority (VARA), l’autorità di regolamentazione degli asset virtuali di Dubai, ha concesso la sua cinquantesima licenza a un fornitore di servizi di asset virtuali (VASP), assegnata alla piattaforma di tokenizzazione Tribe Tokenisation FZE.

Questo traguardo è indicativo dell’espansione del regime di licenze per le criptovalute nell’emirato, ma il semplice conteggio delle autorizzazioni non rivela quanti operatori siano effettivamente operativi né il volume di attività commerciale che essi generano.

Un portavoce di VARA ha dichiarato:

“Il possesso di una licenza attiva non implica necessariamente che un’impresa abbia completato il lancio commerciale. Le società appena autorizzate possono attraversare un periodo controllato di operationalizzazione prima di offrire servizi o iniziare a onboardare clienti.”

Al termine del 2025, VARA aveva classificato 39 VASP autorizzati come pienamente operativi; il portavoce ha aggiunto che l’autorità sta aggiornando e verificando i dati relativi al 2026 per fornire un quadro più preciso.

Strategia di Dubai per attrarre imprese cripto

Negli ultimi anni Dubai si è posizionata come hub globale per le attività legate agli asset digitali. Per sostenere questo obiettivo, l’emirato ha istituito la VARA nel marzo 2022 come regolatore dedicato e ha promosso un quadro di licenze autonomo volto a rendere più semplice l’insediamento di società cripto regolamentate.

Il confronto con altre piazze internazionali è spesso utilizzato come parametro di valutazione. A titolo di confronto, l’Autorità Monetaria di Singapore (MAS) elenca 37 istituti di pagamento principali autorizzati a offrire servizi di pagamenti in token digitale (DPT), mentre la Securities and Futures Commission (SFC) di Hong Kong ha pubblicato un elenco di 13 piattaforme di scambio di asset virtuali formalmente autorizzate.

Queste cifre non sono direttamente comparabili tra loro: ogni giurisdizione disciplina categorie di imprese differenti — a Singapore i servizi DPT sono inseriti all’interno del regime più ampio dei pagamenti, mentre a Hong Kong l’elenco riguarda specificamente gli operatori di piattaforme di scambio.

Il portavoce di VARA ha spiegato:

“Nella nostra valutazione dell’attività di mercato consideriamo non solo il numero di licenze, ma anche i volumi di transazione, gli asset under management, l’occupazione generata e i dati finanziari certificati.”

Questo approccio basato sull’attività intende offrire una lettura più completa della vitalità del mercato cripto locale: non si tratta solo di rilasciare permessi, ma di monitorare indicatori economici e operativi che riflettono un ecosistema in funzione.

La crescente presenza di piattaforme di tokenizzazione come Tribe Tokenisation FZE sottolinea anche l’interesse per casi d’uso che vanno oltre il semplice trading di criptovalute: la tokenizzazione apre opportunità per il frazionamento del capitale, la maggiore liquidità di asset illiquidi e nuovi modelli di investimento che potrebbero attrarre capitale istituzionale.

Per gli investitori e le imprese italiane la dinamica di Dubai rappresenta sia un’opportunità sia un monito: l’espansione regolamentare può creare nuovi mercati e servizi, ma richiede valutazioni approfondite su conformità, rischio operativo e solidità finanziaria delle controparti.

Nel medio termine, la competizione tra giurisdizioni per attrarre operatori cripto potrebbe accelerare l’innovazione regolamentare in Europa e in Italia, spingendo le autorità locali a chiarire norme su tokenizzazione, custodia e servizi di pagamento digitali per non perdere quote di mercato e investimenti.

In sintesi

  • La crescita delle licenze a Dubai segnala un ecosistema in espansione; per gli investitori italiani è cruciale discernere tra licenza e operatività effettiva prima di allocare capitale.
  • La diffusione di piattaforme di tokenizzazione può incrementare le opportunità di diversificazione degli investimenti, ma richiede adeguata due diligence su governance, audit e liquidità degli asset tokenizzati.
  • La competizione regolatoria tra Dubai, Singapore e Hong Kong potrebbe influenzare l’orientamento normativo europeo, creando pressioni per norme più chiare che favoriscano l’attrazione di imprese digitali e la protezione degli investitori.


Author: Tony
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