Boom delle IPO ai massimi da 10 anni con la tecnologia che guida la crescita

Prima della sua offerta pubblica iniziale, il unicorno tecnologico Figma (FIG) ha fissato il prezzo delle azioni a 33 dollari. Al termine della prima seduta di scambio, il 31 luglio, il valore delle azioni è schizzato a 115,50 dollari, registrando un aumento del 250% rispetto al prezzo iniziale fissato dall’azienda.

Due mesi prima, l’operatore di infrastrutture per stablecoin Circle Internet Group (CRCL) aveva impostato il prezzo della sua IPO a 31 dollari e, il 5 giugno, alla chiusura del primo giorno di contrattazioni, il valore era salito a 83,23 dollari, con un incremento superiore al 165%.

Le “punte” nelle IPO stanno crescendo, con la tecnologia in testa

Nel primo semestre del 2025, le IPO hanno registrato una performance media al debutto del 27,5%, secondo la società di consulenza IPO Rainmaker Securities. Questo dato si avvicina al massimo storico della prima metà dell’anno dell’ultimo decennio, fissato al 29,2% nel 2021, ed è quasi il doppio del +15% osservato nello stesso periodo dell’anno precedente. Le 20 maggiori offerte del 2025 su un totale di 241 IPO statunitensi hanno evidenziato aumenti ancora più marcati, con incrementi medi al primo giorno pari al 36%, secondo dati raccolti da Reuters.

Il settore tecnologico, che domina il mercato, ha registrato la più alta crescita media al debutto negli ultimi dodici mesi sul New York Stock Exchange, con un +36,3%. Inoltre, nelle ultime 12 mesi, il settore ha fatto registrare la seconda concentrazione più elevata di aperture dei prezzi sopra la forchetta prevista, con un 41%, superata solo dal comparto dei beni di consumo. Al contrario, si segnalano settori più stabili come materiali e servizi al consumo, che hanno visto la maggior parte delle loro IPO aprire all’interno dei range stimati, secondo dati del NYSE.

Solo questa settimana, l’emittente di stablecoin Figure Technologies (FIGR) ha debuttato con un incremento del 44% tra prezzo d’offerta e prezzo di apertura, sebbene abbia perso parte di questo guadagno entro la chiusura della prima giornata di contrattazioni.

Inoltre, le offerte tecnologiche sul NYSE hanno raccolto oltre 13,5 miliardi di dollari da inizio anno, risultando il settore con i maggiori capitali raccolti, secondo dati ufficiali della borsa.

Greg Martin, managing partner di Rainmaker Securities, ha spiegato che il primato del settore tecnologico nel “pop” delle IPO è in parte dovuto a ragioni fondamentali: è più complicato attribuire un valore preciso a aziende che crescono rapidamente in mercati emergenti.

Martin ha sottolineato:

“Valutare aziende tecnologiche è un esercizio molto più complesso, perché il valore è fortemente legato a quello che faranno in futuro. È molto più semplice valutare aziende che hanno una crescita stabile del 10-15% da decenni e che continueranno lungo quella linea.”

Il rapido sviluppo e il potenziale mercato futuro hanno portato anche le nuove emissioni fintech legate al mondo delle criptovalute a suscitare l’interesse degli investitori. Dopo il successo di Circle, l’exchange fintech crypto Bullish (BLSH), quotatosi in agosto a 37 dollari, ha chiuso la prima giornata a 68 dollari, segnando un rialzo superiore all’80%.

Il CEO di Bullish Tom Farley e il presidente Brendan Blumer si stringono la mano durante l'inizio delle contrattazioni

Il CEO di Bullish, Tom Farley, e il presidente Brendan Blumer si sono stretti la mano in occasione dell’inizio delle contrattazioni dell’azienda alla New York Stock Exchange il 13 agosto.

L’effetto trainante delle IPO tecnologiche

L’entusiasmo per le IPO legate al settore tecnologico e ad ambiti correlati ha spinto verso l’alto le performance di debutto, quasi raggiungendo i massimi degli ultimi dieci anni. Negli ultimi 30 anni, in media, le azioni hanno guadagnato circa il 19% nel primo giorno di quotazione. Gli analisti ritengono un incremento compreso tra 15% e 20% come un risultato ottimale, poiché premia adeguatamente gli investitori che assumono il rischio di puntare su società emergenti, e questo valore è molto inferiore alle performance medie delle IPO tecnologiche di quest’anno.

È importante però sottolineare che i valori azionari così elevati ottenuti dalle società tecnologiche nelle IPO tendono a normalizzarsi nel tempo. Sul lungo periodo, infatti, le IPO che generano un’attenzione e un entusiasmo molto elevati nel periodo pre-offerta mostrano poi performance peggiori di oltre l’8% rispetto a quelle con minori aspettative, spiega l’economista Domonkos Vamossy.

Per esempio, Figma, che aveva aperto a 85 dollari, viene ora scambiata intorno ai 54 dollari. Pur restando comunque circa il 64% sopra il prezzo d’offerta, questo valore è molto più distante dal prezzo di chiusura del primo giorno, pari a 115,50 dollari. Se si tratti di una correzione naturale di un’inefficienza economica, di una dimostrazione che gli investitori meno esperti subiscono delle perdite nelle IPO o di un mix di entrambi, è un tema aperto per il mercato.

Nonostante ciò, almeno per questa stagione di mercato, l’entusiasmo per le IPO sembra destinato a non diminuire. Le offerte pubbliche di società statunitensi con una capitalizzazione di almeno 50 milioni di dollari nel 2025 sono cresciute del 53,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo la casa di ricerca Renaissance Capital. Inoltre, il mercato dei deal sta progressivamente riassorbendo slancio.

Greg Martin conclude:

“Siamo sicuramente in una fase storicamente più attiva rispetto alla norma in questo momento.”

L’obiettivo di StockStory è aiutare gli investitori privati a superare le performance di mercato individuando e analizzando le dinamiche più significative dei titoli quotati.