Tre anni di Bat a Trieste: l’indotto supera i 275 milioni
- 25 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Bat Italia ha generato, attraverso l’“A Better Tomorrow Innovation Hub” inaugurato a Trieste nel giugno 2023, un impatto produttivo complessivo stimato in 275,6 milioni di euro sul sistema economico nazionale nel 2025, secondo la terza edizione dello studio curato dalla Mib Trieste School of Management, presentato in occasione del terzo anniversario dello stabilimento presso la sede della Camera di Commercio Venezia Giulia.
Impatto produttivo e moltiplicatore
Lo studio stima un moltiplicatore di produzione pari a 5,5 euro per ogni euro di output diretto dell’hub: l’effetto diretto è valutato in circa 50 milioni di euro, mentre l’effetto indiretto, riferibile alla catena di fornitura, raggiunge 159 milioni. L’indotto, che comprende i redditi delle famiglie coinvolte lungo la filiera, porta il totale alla cifra indicata di 275,6 milioni.
Valore aggiunto e distribuzione territoriale
Per quanto riguarda il valore aggiunto, il report quantifica un contributo complessivo di 29,8 milioni di euro, di cui oltre il 90% si concentra nella regione Friuli Venezia Giulia e circa il 10% si distribuisce nel resto del Paese. Questo profilo conferma come l’impatto sia fortemente radicato nel territorio di insediamento, pur generando ricadute su filiere nazionali ad elevata specializzazione.
Occupazione e sviluppo delle competenze
L’hub ha quasi raggiunto i 400 dipendenti diretti a poco più di quattro anni dall’apertura, con una crescita che interessa anche i fornitori locali. La ricerca introduce un’analisi qualitativa del cosiddetto Modello Bat, basata su interviste a fornitori, rappresentanti istituzionali e soggetti coinvolti in attività di sponsorizzazione.
Andrea Di Paolo ha dichiarato:
“La crescita è stata costante e ha coinvolto in modo significativo la catena di fornitura locale; l’hub sta contribuendo a creare opportunità occupazionali e trasferimento di competenze sul territorio.”
Le risposte raccolte indicano una percezione diffusa del gruppo come interlocutore capace di generare valore oltre la dimensione commerciale, con effetti su assunzioni, investimenti e percorsi di formazione tecnica.
Posizionamento strategico e visione aziendale
Simone Masè, presidente e amministratore delegato di Bat Italia, ha affermato:
“I risultati confermano un modello di crescita misurabile e scalabile, che coniuga radicamento locale e proiezione internazionale.”
Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, ha sottolineato:
“Il territorio dimostra di saper attrarre e sostenere insediamenti produttivi grazie a un elevato indice di valore aggiunto per unità; questo rende la regione un contesto favorevole per investimenti industriali qualificati.”
Contesto economico e implicazioni per il territorio
L’analisi conferma come stabilimenti focalizzati su innovazione e specializzazione possano amplificare l’effetto moltiplicatore sull’economia locale, sostenendo fornitori regionali e stimolando investimenti in formazione e tecnologia. La concentrazione del valore aggiunto in Friuli Venezia Giulia suggerisce un rafforzamento delle capacità produttive regionali e una maggiore attrattività per filiere ad alta intensità di conoscenza.
Per le amministrazioni locali e gli stakeholders economici, il caso rappresenta un esempio di come politiche di sostegno agli insediamenti produttivi possano tradursi in ricadute misurabili: occupazione qualificata, sviluppo di competenze e potenziale crescita degli investimenti diretti esteri e nazionali.
In sintesi
- La presenza dell’hub di Bat Italia rafforza la filiera locale e può incrementare la competitività delle imprese regionali, favorendo contratti e subforniture ad alto contenuto tecnologico.
- Un moltiplicatore elevato implica che ogni investimento produttivo può generare effetti a catena significativi; per gli investitori ciò aumenta l’attrattiva di progetti industriali con forte radicamento territoriale.
- La concentrazione del valore aggiunto in Friuli Venezia Giulia sottolinea l’importanza di piani di formazione mirati e di politiche industriali locali per trattenere e valorizzare le competenze create.