Quantità di Bitcoin in perdita raggiunge il massimo storico: i detentori a lungo termine restano impassibili
- 25 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin è sceso sotto i 59.100 USD mercoledì, e secondo i dati di Glassnode la quantità di BTC detenuta “in perdita” ha raggiunto un nuovo record di 10,83 milioni di monete.
Da febbraio il principale asset crittografico ha più volte testato la soglia dei 60.000 USD, cedendo al di sotto di tale livello in modo temporaneo diverse volte. Quattro mesi fa la fornitura in perdita aveva toccato i 9,8 milioni di BTC, per poi salire nuovamente a 10,78 milioni all’inizio di giugno.
Analisi per tipologia di detentore
Scomponendo i dati emerge che circa 5,58 milioni di BTC sono in perdita tra i detentori a lungo termine (LTH), categoria che Glassnode definisce come chi conserva le monete per almeno 155 giorni. Questo valore rappresenta il secondo livello storico più elevato per la coorte, superato solo da marzo 2020, quando oltre 5,6 milioni di BTC del gruppo risultavano in perdita.
Nonostante l’aumento delle posizioni in perdita, i detentori a lungo termine controllano oggi circa 14,8 milioni di BTC, un massimo storico. Considerando una circolazione complessiva stimata intorno ai 20 milioni di BTC, questo implica che tali investitori detengono quasi il 75% dell’offerta in circolazione, con circa il 37% di quel portafoglio attualmente “in rosso”.
Confronto con cicli precedenti
I livelli attuali di offerta in perdita — intorno ai 10,5 milioni di BTC — sono coerenti con quanto osservato vicino ai minimi di ciclo negli anni 2019, 2020 e 2022. Storicamente, i detentori a lungo termine tendono ad accumulare durante i mercati ribassisti, aumentando la loro quota di offerta disponibile, mentre nelle fasi di euforia da bull market iniziano a monetizzare vendendo sulle spinte rialziste.
Implicazioni per il mercato e per gli investitori
La concentrazione di gran parte dell’offerta nelle mani dei detentori a lungo termine riduce la disponibilità effettiva di monete liquide sul mercato: questo fenomeno può amplificare la volatilità, perché anche spostamenti di domanda relativamente piccoli possono tradursi in fluttuazioni di prezzo più marcate. Per gli investitori, significa che la dinamica tra accumulo e realizzo dei LTH resta uno dei fattori chiave da monitorare.
Inoltre, la presenza di una larga quota in perdita può comportare pressioni di vendita aggiuntive qualora si verificassero eventi macroeconomici avversi o un deterioramento della fiducia. D’altro canto, l’accumulo continuo da parte dei LTH è interpretato da molti operatori come un segnale di fiducia a lungo termine nell’asset, potenzialmente costituendo un supporto strutturale ai prezzi nel medio periodo.
Per il contesto italiano, gli investitori dovrebbero considerare come la liquidità ristretta e la sensibilità ai flussi (ad esempio ingressi/uscite da prodotti regolamentati o ETF) possano influenzare la strategia di ingresso e uscita. La valutazione del rischio deve tenere conto non solo della volatilità intrinseca del mercato crypto, ma anche del quadro regolatorio e delle decisioni di politica monetaria che incidono sui portafogli internazionali.
Osservazioni finali
In sintesi, il record della quantità di BTC in perdita riflette sia la recente pressione sui prezzi sia la struttura proprietaria dell’offerta: un mercato dove la maggior parte delle monete è detenuta a lungo termine può essere resiliente ma anche soggetto a movimenti bruschi quando si rompono punti di fiducia o quando i detentori decidono di monetizzare.
In sintesi
- La concentrazione dell’offerta nelle mani dei detentori a lungo termine riduce la liquidità disponibile, aumentando la probabilità di movimenti di prezzo ampi in risposta a flussi relativamente piccoli.
- Per gli investitori, la significativa porzione di BTC “in perdita” segnala potenziale pressione venditrice in scenari avversi, rendendo prudente la gestione della leva e la diversificazione del portafoglio.
- Un accumulo persistente da parte dei LTH può costituire un supporto di lungo periodo, ma la dipendenza da fattori esterni come flussi istituzionali e politiche monetarie aumenta l’incertezza sul timing di eventuali riprese.