Allarme sui controlli biometrici: Marco Troncone e Aeroporti di Roma segnalano criticità per il sistema Entry-Exit System
- 25 Giugno 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Editoriale
L’introduzione del nuovo Entry-Exit System dell’Unione Europea rischia di generare criticità operative negli aeroporti italiani nel periodo di massima affluenza estiva. A richiamare l’attenzione sul problema è stato Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma, che ha evidenziato le possibili conseguenze legate all’applicazione estesa dei controlli biometrici sui viaggiatori extra‑UE.
Il tema interessa in particolare gli scali di Fiumicino e Ciampino, gestiti da Aeroporti di Roma, che durante l’estate registrano un aumento sensibile dei flussi passeggeri e operativi.
Le sfide del nuovo sistema europeo
Il Entry-Exit System è concepito come uno strumento dell’Unione Europea per rafforzare il controllo delle frontiere esterne mediante la raccolta digitale dei dati biometrici dei non comunitari. Lo scopo dichiarato è migliorare la sicurezza, tracciare in modo più preciso gli ingressi e le uscite e, sul lungo periodo, semplificare alcune procedure di controllo.
Tuttavia, l’implementazione su vasta scala comporta sfide pratiche: tempi di gestione superiori per singolo passeggero, necessità di infrastrutture dedicate (postazioni biometriche, flussi separati, reti sicure) e un’impronta organizzativa che può risultare onerosa durante i picchi stagionali.
La complessità aumenta se si considerano i diversi attori coinvolti: autorità di frontiera nazionali, operatori aeroportuali, compagnie aeree e le agenzie europee come Frontex e la Commissione europea, che devono coordinare tempistiche e risorse.
La preoccupazione di Aeroporti di Roma
Marco Troncone ha dichiarato:
“Siamo molto preoccupati per l’estate.”
Marco Troncone ha spiegato:
“Il processo si sta dimostrando incompatibile con i volumi di picco che dovremo affrontare. L’unico modo è aprire la valvola. Non c’è alcun modo per riuscire a completare il 100% delle registrazioni”.
Le osservazioni dell’AD sottolineano la necessità di trovare soluzioni pragmatiche che mantengano standard elevati di sicurezza senza paralizzare i flussi aeroportuali nei momenti di maggiore affluenza.
Impatto su passeggeri e infrastrutture
Gli aeroporti sono infrastrutture critiche per la mobilità internazionale e devono bilanciare sicurezza, efficienza operativa ed esperienza del viaggiatore. L’introduzione estesa di procedure biometriche richiede investimenti in tecnologia, adeguamenti degli spazi (corsie, varchi, aree di attesa) e formazione del personale di controllo.
Per uno scalo come Fiumicino, che ha affermato il proprio ruolo di hub internazionale e gestisce decine di milioni di passeggeri all’anno, la capacità di processare rapidamente i controlli di frontiera è cruciale per evitare ritardi, ricadute sulle rotazioni aeree e impatti negativi sul turismo.
Verso possibili soluzioni operative
Tra le contromisure praticabili figurano l’aumento temporaneo delle postazioni biometriche, l’implementazione di corsie prioritarie per chi ha effettuato registrazioni anticipate, l’ampliamento dell’uso dei sistemi automatici di controllo passaporti (e-gates) e il rafforzamento del personale durante i picchi.
È inoltre plausibile che si debba concordare a livello europeo una fase transitoria o deroghe operative per i periodi di massima affluenza, così da consentire agli scali di adeguarsi senza compromettere la continuità dei servizi. Ciò richiederà un confronto tra la Commissione europea, gli Stati membri e gli operatori aeroportuali, oltre a possibili stanziamenti per finanziare gli adeguamenti tecnici.
La scelta delle soluzioni avrà conseguenze economiche dirette (costi d’investimento e di gestione) e indirette (ritardi, cancellazioni, minore attrattività turistica), e richiederà un bilanciamento tra investimento a breve termine e benefici di sicurezza a lungo termine.
In sintesi
- La necessità di adeguamenti tecnologici per il Entry-Exit System rappresenta un’occasione di spesa in conto capitale per gli aeroporti italiani, con potenziali opportunità per fornitori di soluzioni biometriche e integratori di sistemi.
- Nel breve periodo, la probabile frizione operativa potrebbe tradursi in costi per vettori e operatori di terra; una gestione inefficiente dei flussi rischia di ridurre la capacità ricettiva turistica e di aumentare i prezzi dei servizi aeroportuali.
- Una fase transitoria coordinata a livello europeo ridurrebbe il rischio di shock stagionali, ma richiede disponibilità finanziaria e volontà politica per coprire gli oneri di adeguamento infrastrutturale degli scali italiani.
- Per gli investitori, l’evoluzione indica un aumento della domanda per tecnologie di automazione dei controlli e servizi di consulenza operativa, mentre per le amministrazioni locali resta centrale la pianificazione per preservare la competitività del sistema aeroportuale nazionale.