Unione Italiana Food porta la denatalità al centro del dibattito e chiede un patto tra imprese e istituzioni
- 25 Giugno 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia
La denatalità non rappresenta soltanto una questione sociale, ma una sfida economica che coinvolge direttamente il futuro delle imprese, del lavoro e della competitività del Paese. È questo il messaggio lanciato da Unione Italiana Food, l’associazione di Confindustria che rappresenta oltre 530 aziende, un export di 25 miliardi di euro e più di 100.000 occupati, in occasione della propria Assemblea annuale.
L’associazione ha posto al centro del confronto il tema del calo delle nascite, evidenziando come la riduzione della popolazione attiva stia già producendo effetti sul mercato del lavoro, sui consumi e sulla tenuta delle filiere produttive, in particolare nei territori dove l’industria alimentare costituisce una componente essenziale dell’economia locale.
Una sfida che riguarda il futuro del sistema produttivo
Secondo i dati presentati da Unione Italiana Food, dal 2008 l’Italia ha registrato una diminuzione delle nascite pari al 35,8%. Le proiezioni ISTAT indicano che entro il 2050 la popolazione italiana potrebbe scendere a 54,7 milioni di abitanti, con un cittadino su tre oltre i 65 anni e una riduzione della popolazione in età lavorativa di circa 7,7 milioni di persone.
Per il comparto alimentare questo scenario comporta conseguenze rilevanti sia sul fronte occupazionale sia su quello dei consumi. In numerose aree del Paese la difficoltà nel reperire operai specializzati supera già il 50%, mentre la continua emigrazione di giovani qualificati contribuisce ad aggravare il problema. Nel solo 2024 oltre 93.000 italiani tra i 18 e i 39 anni hanno lasciato il Paese.
Particolarmente esposte risultano le aree del Mezzogiorno, dove la diminuzione della popolazione rischia di generare un circolo vizioso fatto di spopolamento, riduzione della forza lavoro e indebolimento delle filiere produttive locali.
Le iniziative delle aziende per sostenere la genitorialità
Le imprese associate a Unione Italiana Food hanno già introdotto numerose misure a sostegno dei lavoratori e delle famiglie. Un’indagine realizzata dall’associazione evidenzia la diffusione di strumenti come il rafforzamento dei congedi parentali, programmi di rientro post maternità, welfare aziendale integrato, smart working e maggiore flessibilità organizzativa.
Paolo Barilla, Presidente di Unione Italiana Food, ha dichiarato: “L’industria alimentare ha sempre saputo leggere i cambiamenti della società e trasformarli in risposta concreta. L’abbiamo fatto con l’evoluzione dei consumi, con la crescita dell’export, con l’innovazione di prodotto. Oggi siamo di fronte a una sfida diversa per scala e urgenza: la transizione demografica richiede un patto tra imprese e istituzioni. Le nostre aziende si sono già mosse sui congedi, sul welfare, sulla flessibilità. Ma da soli non si chiude il cerchio. Abbiamo bisogno che lo Stato costruisca con noi un sistema stabile di incentivi perché la genitorialità diventi economicamente sostenibile per le famiglie e competitivamente neutrale per le imprese. La denatalità è una sfida nazionale, anche la risposta deve esserlo”.
Un settore che continua a crescere
Nel 2025 le aziende associate a Unione Italiana Food hanno generato un fatturato complessivo di 62 miliardi di euro, in crescita del 6,9% rispetto all’anno precedente, rappresentando circa il 30% dell’intero comparto alimentare trasformato italiano.
Anche l’export ha registrato risultati particolarmente positivi, raggiungendo i 25 miliardi di euro, con una crescita del 9,2% e un’incidenza superiore al 42% dell’export agroalimentare nazionale.
I principali mercati di destinazione restano Francia, Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna e Polonia, mentre tra i comparti più dinamici si distinguono il dolciario, gli integratori alimentari e i prodotti surgelati.
Come cambiano i consumi alimentari
La trasformazione demografica sta modificando profondamente le abitudini di acquisto degli italiani. L’aumento delle famiglie composte da una sola persona, l’invecchiamento della popolazione e la riduzione dei nuclei familiari tradizionali stanno orientando il mercato verso nuovi modelli di consumo.
Le aziende stanno adattando la propria offerta attraverso prodotti sempre più focalizzati su praticità, qualità nutrizionale e personalizzazione. Si assiste alla crescita delle monoporzioni nel settore del caffè, all’espansione dei surgelati per ridurre gli sprechi e alla diffusione di alimenti funzionali pensati per specifiche esigenze nutrizionali.
Anche il comparto degli integratori alimentari, che nel 2025 ha raggiunto un valore di 5,9 miliardi di euro, continua a beneficiare della crescente domanda proveniente dalla popolazione senior, consolidando la leadership italiana nel mercato europeo.
Le richieste alle istituzioni
Per affrontare in maniera strutturale la crisi demografica, Unione Italiana Food propone un piano di interventi che coinvolga sia il mondo produttivo sia le istituzioni.
Tra le misure considerate prioritarie figurano la decontribuzione strutturale per maternità e paternità, incentivi per la stabilizzazione dei lavoratori con figli e strumenti di premialità per le aziende che adottano politiche family friendly.
L’associazione sottolinea inoltre la necessità di rafforzare le infrastrutture sociali attraverso l’aumento dei posti disponibili negli asili nido pubblici e privati accreditati e una maggiore armonizzazione degli orari scolastici con le esigenze delle famiglie che lavorano.
Secondo Unione Italiana Food, soltanto una strategia condivisa tra imprese e istituzioni potrà trasformare la sfida della denatalità in un’opportunità per garantire crescita, occupazione e sostenibilità al sistema economico italiano nel lungo periodo.