Banca d’Italia: Chiara Scotti rilancia il ruolo dell’euro digitale per l’integrazione dei pagamenti europei
- 25 Giugno 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia
L’euro digitale può diventare uno strumento strategico per rafforzare l’integrazione dei pagamenti europei, favorire l’innovazione e sostenere la cooperazione economica tra territori e comunità transfrontaliere. È questa la visione espressa da Chiara Scotti, Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia, intervenendo al 6th Dolomiti Macro Meeting, appuntamento organizzato dalla Libera Università di Bolzano, dalla Norwegian Business School e dal CAMP (Centre for Applied Macroeconomics and Commodity Prices).
Nel suo intervento, Scotti ha evidenziato come la costruzione di un’infrastruttura comune per i pagamenti rappresenti un tassello fondamentale per il futuro dell’Unione Europea, soprattutto in un contesto caratterizzato da crescente digitalizzazione e dalla necessità di rafforzare la sovranità monetaria del continente.
L’euro digitale come infrastruttura comune europea
Secondo Chiara Scotti, la creazione di un sistema condiviso per i pagamenti al dettaglio potrebbe favorire una maggiore integrazione tra i mercati europei e sostenere lo sviluppo di nuovi servizi finanziari.
“Un’infrastruttura europea unificata per i pagamenti al dettaglio, come l’euro digitale, potrebbe facilitare l’operatività transfrontaliera di tali iniziative, consentendo ad esempio agli intermediari privati di integrare l’euro digitale nelle app per gli acquisti locali”.
La dirigente della Banca d’Italia ha sottolineato come la dimensione locale e quella europea non debbano essere considerate alternative, ma complementari.
“Ecco perché ritengo che le dimensioni locale ed europea dell’euro digitale non siano in contrasto, bensì si rafforzino a vicenda – ha aggiunto – Un’infrastruttura comune più solida può supportare una maggiore innovazione a livello locale. Uno spazio di pagamento europeo più integrato può facilitare la cooperazione tra le comunità di confine, come molte comunità alpine”.
Un sostegno alla cooperazione e alla resilienza economica
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato il potenziale dell’euro digitale nel favorire gli scambi e la collaborazione tra aree geografiche caratterizzate da una forte integrazione economica e sociale.
Per Scotti, la nuova infrastruttura potrebbe rappresentare un elemento di collegamento essenziale tra cittadini, imprese e istituzioni, contribuendo alla crescita della coesione europea.
“Per queste economie, l’euro digitale potrebbe rappresentare l’equivalente finanziario dell’ammodernamento della rete stradale e dello smantellamento dei posti di frontiera – ha sostenuto Scotti – Fornirebbe l’infrastruttura e la connettività necessarie per la resilienza, la cooperazione transfrontaliera e la coesione continentale”.
Superare la frammentazione dei pagamenti in Europa
Uno dei principali temi affrontati dalla Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia riguarda la frammentazione che ancora caratterizza il mercato europeo dei pagamenti al dettaglio.
Pur disponendo di un sistema monetario integrato sul fronte wholesale, l’Europa continua infatti a presentare differenze significative nei servizi di pagamento destinati a cittadini e imprese.
“Perché siamo un’unione monetaria altamente integrata a livello all’ingrosso, ma rimaniamo frammentati per quanto riguarda il mercato dei servizi di pagamento al dettaglio. Su questa frammentazione prosperano i sistemi extraeuropei con una presenza globale”.
La costruzione di un’infrastruttura comune rappresenterebbe quindi una risposta strategica per rafforzare l’autonomia europea in un settore sempre più rilevante per la competitività economica e tecnologica.
Innovazione privata e tutela dell’interesse pubblico
Nel suo intervento, Chiara Scotti ha inoltre chiarito che l’obiettivo dell’euro digitale non è limitare il ruolo degli operatori privati, ma creare un quadro di riferimento capace di garantire fiducia, accessibilità e sicurezza.
“L’obiettivo, tuttavia, non è quello di soffocare l’iniziativa privata – ha aggiunto – Si tratta piuttosto di garantire che l’iniziativa privata si sviluppi su una base che preservi le proprietà di bene pubblico della moneta: unicità, fiducia, accessibilità, sovranità monetaria e resilienza”.
L’evoluzione del progetto dell’euro digitale continua quindi a essere considerata una componente centrale delle strategie europee per l’innovazione finanziaria, con l’obiettivo di costruire un ecosistema dei pagamenti più integrato, efficiente e resiliente.