Sì al decreto lavoro: bonus per le assunzioni di under 35 e per le donne, salario equo e tutele rafforzate per i rider
- 25 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il provvedimento estende fino al 31 dicembre le agevolazioni per le assunzioni stabili di giovani, già previste dal decreto Coesione e temporaneamente anticipate dal Milleproroghe: si tratta di misure pensate per incentivare l’ingresso nel mercato del lavoro e sostenere la domanda di occupazione stabile da parte delle imprese.
Incentivi per under 35
Per gli under 35 privi di occupazione, l’agevolazione è estesa fino al 31 dicembre e prevede uno sgravio contributivo totale, per un periodo massimo di 24 mesi, fino a 500 euro mensili. Se l’assunzione avviene nella Zes Unica, il beneficio cresce fino a 650 euro al mese. In alcuni casi specifici, legati a categorie definite di lavoratori svantaggiati, la durata dell’incentivo viene ridotta a 12 mesi.
Misure per le assunzioni femminili
Per le donne disoccupate o inattive è previsto uno sgravio contributivo fino a 650 euro al mese per 24 mesi, con un incremento a 800 euro se l’assunzione è effettuata nella Zes Unica. Anche in questo caso alcune categorie di lavoratori svantaggiati beneficiano di una durata ridotta a 12 mesi. Le assunzioni devono determinare un incremento occupazionale netto e il datore di lavoro non può aver effettuato licenziamenti nei sei mesi precedenti.
È prevista inoltre una specifica misura nella Zes Unica per chi ha superato i 35 anni e risulta disoccupato da almeno 24 mesi: in questo caso, per assunzioni effettuate fino a dicembre, lo sgravio è fino a 650 euro per 24 mesi, ma spetta solo ai datori di lavoro con un organico non superiore a 10 dipendenti.
Rinnovi contrattuali e adeguamenti salariali
Per incentivare la tempestiva chiusura dei contratti collettivi nazionali, il testo prevede che, in assenza di rinnovo entro i primi nove mesi dalla scadenza naturale e salvo diverse pattuizioni, le retribuzioni siano anticipate forfettariamente nella misura del 50% della variazione dell’Ipca-Nei (indice armonizzato dei prezzi al consumo al netto dei beni energetici importati).
Nei settori caratterizzati da forte stagionalità e variabilità dei ricavi, come il comparto turistico, e nei settori che erogano prestazioni sanitarie e sociosanitarie per conto del Ssn, l’importo dovuto durante la vacanza contrattuale viene determinato dalla contrattazione collettiva e non può superare il 50% previsto come anticipo. Le parti sociali sono invitate a individuare procedure che garantiscano la regolarità dei rinnovi e meccanismi di copertura economica nella fase di vacanza contrattuale.
Le disposizioni si applicano ai contratti collettivi nazionali di lavoro con scadenza successiva all’entrata in vigore del decreto; per i contratti già scaduti, l’applicazione è differita a decorrere dal 1° gennaio 2027.
Modifiche alla previdenza complementare
Sulla previdenza complementare il provvedimento riduce al 50% la quota del montante che il lavoratore può ottenere in capitale al momento del pensionamento, rispetto al 60% introdotto dalla legge di Bilancio. Viene inoltre posticipata al 31 ottobre la disciplina sull’erogazione frazionata del montante, ossia la possibilità di ricevere il capitale in più tranche distribuite su almeno cinque anni.
Vengono introdotte anche modifiche nella governance dei fondi pensione negoziali e preesistenti: gli organi amministrativi e di controllo manterranno l’incarico per cinque esercizi e gli incarichi non potranno essere rinnovati per più di due mandati consecutivi, a partire dal prossimo rinnovo statutario.
Tutele per i lavoratori delle piattaforme digitali
Per i lavoratori delle piattaforme digitali, in particolare per i rider, il testo introduce una presunzione di subordinazione quando emergono elementi che evidenziano poteri di direzione e controllo da parte della piattaforma, compresi sistemi di monitoraggio o decisioni automatizzate: tale presunzione è suscettibile di prova contraria da parte della piattaforma.
Il lavoratore ha inoltre il diritto di ottenere, su richiesta, una spiegazione comprensibile e il riesame mediante intervento umano delle decisioni automatizzate che comportano limitazioni, sospensioni o chiusure dell’account, il diniego della retribuzione per il lavoro svolto o modifiche della sua posizione contrattuale.
Per quanto riguarda l’accesso alla piattaforma, è ammesso l’utilizzo del sistema pubblico di identità digitale SPID, della carta di identità elettronica CIE o della carta nazionale dei servizi CNS, oppure di un account rilasciato dalla stessa piattaforma associato a un singolo codice fiscale con un sistema di autenticazione a più fattori.
La cessione dell’account o l’uso da parte di terzi comporta una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 800 e 1.200 euro. Le piattaforme non possono rilasciare più di un account per ogni codice fiscale né assegnare al medesimo lavoratore prestazioni temporalmente inconciliabili: la violazione di questa norma è sanzionata con una multa da 1.000 a 1.500 euro.
Implicazioni economiche e amministrative
Nel complesso le misure mirano a stimolare l’occupazione stabile e a regolare attività lavorative caratterizzate dall’uso intensivo di piattaforme digitali. Le agevolazioni per under 35 e per le donne potrebbero amplificare la domanda di lavoro, ma comportano costi fiscali che richiedono monitoraggio per valutarne la sostenibilità nel medio termine.
La limitazione della quota percepibile in capitale nella previdenza complementare e la modifica della governance dei fondi possono incidere sui flussi di risparmio e sulle strategie di investimento degli enti previdenziali, con possibili ripercussioni nei mercati finanziari e sugli strumenti a lungo termine offerti agli iscritti.
Per le piattaforme digitali, l’introduzione di regole più stringenti sull’autenticazione, sulla responsabilità nei confronti dei lavoratori e sulle sanzioni amministrative determinerà costi di compliance e spingerà probabilmente a riorganizzazioni operative o a nuove forme contrattuali per garantire trasparenza e tutela.
In sintesi
- Le agevolazioni all’assunzione possono sostenere la domanda di lavoro nel breve termine, ma richiedono valutazioni sulla loro efficacia nel generare occupazione stabile senza aumentare eccessivamente il carico fiscale.
- La riduzione della quota in capitale nella previdenza complementare tende a favorire soluzioni pensionistiche più orientate alla rendita, con possibili effetti sui portafogli dei fondi e sulle opportunità di investimento a lungo termine.
- La regolazione dei rider e delle piattaforme digitali introduce maggiori oneri di conformità che potrebbero tradursi in costi per le piattaforme e, in alcuni casi, in una ridefinizione del modello di business verso forme di occupazione più standardizzate.
- Per le imprese localizzate nella Zes Unica e per le PMI il mix tra incentivi e nuovi obblighi contrattuali potrà rappresentare un’opportunità per assumere ma anche una sfida amministrativa, con impatti differenziati per settore e dimensione aziendale.