Veneto, Cdp investe oltre 7 miliardi in tre anni per il rilancio del territorio

Il Protocollo firmato tra Confindustria e Cdp è concepito per affrontare nodi strutturali che pesano sulle imprese italiane: accesso al credito, patrimonializzazione, innovazione, internazionalizzazione, transizione energetica, crescita dimensionale e la questione dell’abitare sostenibile per i lavoratori, ha dichiarato Angelo Camilli.

Secondo il rappresentante, il tema dell’abitare è particolarmente rilevante per il Veneto e figura tra i pilastri del Protocollo; nei dati elaborati dal Centro Studi Confindustria Venezia emerge tra i territori dove il costo degli affitti supera la produttività del lavoro. Per Camilli, l’emergenza abitativa non è solo una questione sociale ma anche economica e industriale, perché la carenza di alloggi di qualità e a costi accessibili ostacola la mobilità dei lavoratori, complica l’attrazione di competenze straniere, frena nuovi insediamenti produttivi e diminuisce l’attrattività delle aree.

Obiettivi e applicazione sul territorio

Il Protocollo si pone l’obiettivo di tradurre risorse e strumenti in interventi concreti capaci di raggiungere tanto i grandi centri quanto i comuni di dimensione medio-piccola, dove spesso il fabbisogno abitativo e produttivo è più acuto. Per ottenere risultati efficaci occorrono tempi rapidi di attuazione, meccanismi che coinvolgano gli enti locali e formule finanziarie che rendano gli investimenti attrattivi per operatori privati.

Sul fronte delle politiche abitative il DL Piano Casa, che prevede l’obiettivo di realizzare e rendere disponibili 100 mila alloggi a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni, viene valutato positivamente, ma Angelo Camilli ha sottolineato che perché l’intervento abbia piena efficacia devono essere previste misure fiscali e garanzie finanziarie in grado di mobilitare capitali privati e operatori di mercato anche nei contesti minori.

Capitale e governance per le piccole e medie imprese

Paola Carron ha affermato che la sfida della crescita e della competitività passa attraverso il rafforzamento strutturale del capitale e della governance, in particolare per le pmi. Occorre promuovere una cultura d’impresa orientata alla dimensione e alla collaborazione — reti, aggregazioni e apertura del capitale — per finanziare l’innovazione e gli investimenti strategici.

Nel suo intervento Carron ha definito strategico l’accordo tra Confindustria e Cdp, evidenziando che la decisione del gruppo di destinare oltre il 60% delle risorse alle imprese rappresenta uno strumento di politica industriale rilevante anche per il Veneto. Ha ricordato inoltre la necessità che istituzioni, associazioni d’impresa, sindacati, banche e operatori finanziari agiscano in modo coordinato per generare benefici misurabili e duraturi per i territori.

Finanza, equity e strategia di sistema

Per competere sui mercati internazionali serve un’accelerazione degli investimenti, con particolare attenzione alla transizione green e alla trasformazione digitale, oltre a strumenti finanziari più flessibili e accessibili. Lo sviluppo non può fondarsi esclusivamente sul credito ordinario, essenziale per la gestione quotidiana ma insufficiente per gli sforzi strategici.

Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto, ha osservato che è necessario un cambio culturale che favorisca la diffusione dell’equity e, insieme, una grande operazione di sistema che coinvolga tutte le parti interessate — parti sociali, banche, confidi e investitori — intorno a un piano del credito condiviso in grado di sostenere la crescita dimensionale delle imprese.

Questa prospettiva richiede anche lo sviluppo di strumenti che riducano il rischio percepito dagli investitori e migliorino l’attrattività degli strumenti di capitale, promuovendo al tempo stesso capacità manageriali e progetti di innovazione che possano tradursi in crescita occupazionale e resilienza produttiva.

Ruolo degli stakeholder e prospettive locali

Il Protocollo implica un impegno multilaterale: le istituzioni locali dovranno semplificare iter autorizzativi e pianificazioni, il sistema bancario e i confidi dovranno modulare prodotti di finanziamento compatibili con progetti di medio-lungo termine, mentre il capitale privato sarà chiamato a valutare strumenti di investimento orientati a impatti sociali e territoriali misurabili.

Per il Veneto e per altri territori con vocazione manifatturiera l’efficacia di queste misure potrà tradursi in maggiore capacità di attrarre talenti, stabilità occupazionale e nuove opportunità per la rigenerazione urbana e residenziale collegata ai poli produttivi.

In sintesi

  • La concentrazione di risorse pubbliche e private verso capitale ed equity può ridurre la dipendenza dal credito bancario e favorire investimenti a lungo termine nelle imprese italiane.
  • Misure che rendano l’edilizia residenziale sostenibile più accessibile aumenterebbero la mobilità del lavoro e l’attrattività dei territori, con effetti positivi sugli investimenti produttivi locali.
  • Un piano del credito condiviso che coinvolga banche, confidi e investitori istituzionali può abbassare il costo del rischio e stimolare operazioni di aggregazione e internazionalizzazione delle PMI italiane.


Author: Tony
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