Carbone: un ecosistema che unisce fisco e professionisti
- 24 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il ruolo dei professionisti fiscali è risultato centrale nel dibattito conclusivo del panel, dove è stata sottolineata la necessità di una relazione più stretta tra contribuenti e amministrazione finanziaria.
Vincenzo Carbone ha dichiarato:
“Il ruolo dei professionisti è determinante. Con l’amministrazione finanziaria condividiamo un unico ecosistema e l’evoluzione dei rapporti sarà caratterizzata dai nuovi strumenti a disposizione, a partire dalla cooperative compliance.”
Il messaggio è stato espresso durante il panel finale del Brainstorm Tax&Legal 2026, evento organizzato da Fortune Italia con il patrocinio del centro di ricerca Franco Fontana della Luiss e del Consiglio Nazionale dei Commercialisti.
Vincenzo Carbone ha affermato:
“L’adempimento collaborativo è un regime da trattare con la massima attenzione, con rispetto sacrale.”
Elbano de Nuccio, presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, ha sottolineato:
“La categoria è in prima linea per assicurare che questo nuovo approccio tra fisco e contribuenti produca i risultati attesi, conciliando certezza e correttezza.”
Un altro tema centrale emerso al convegno è stato l’impiego dell’intelligenza artificiale negli uffici pubblici e negli studi professionali, con particolare attenzione al ruolo della componente umana nella governance degli strumenti digitali.
Enzo Peruffo, prorettore per la didattica della Luiss, ha spiegato:
“L’intelligenza artificiale è uno strumento potente, ma la sua efficacia dipende sempre dalla supervisione e dalle scelte delle persone che ne fanno uso.”
Vincenzo Carbone ha sottolineato:
“L’uso dell’AI in Agenzia delle Entrate è governato dalle donne e dagli uomini che vi lavorano: dobbiamo rispettare principi costituzionali, assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione come previsto dall’articolo 97 della Costituzione. L’intelligenza artificiale ci aiuta a mettere insieme, più velocemente, una serie di dati che vengono utilizzati nel rispetto di questi principi.”
Anche sul fronte doganale la digitalizzazione è vista come elemento di efficienza e tutela per gli operatori in regola.
Roberto Alesse, direttore della Agenzia Dogane e Monopoli (Adm), ha dichiarato:
“La digitalizzazione e gli strumenti innovativi per la gestione del rischio facilitano i controlli e allo stesso tempo rappresentano una garanzia per gli operatori che rispettano le regole.”
Sullo sviluppo dei servizi della giustizia tributaria è intervenuto il direttore del dipartimento, che ha illustrato le trasformazioni tecnologiche in corso e le ricadute organizzative necessarie per accelerare i procedimenti.
Fiorenzo Sirianni ha illustrato:
“Le tecnologie possono migliorare l’accesso e la qualità dei servizi, ma richiedono investimenti in infrastrutture e formazione per garantire efficienza e rispetto delle garanzie processuali.”
Carolina Lussana, presidente del Consiglio di giustizia tributaria (Cpgt), ha sottolineato:
“Il ruolo della magistratura professionale è fondamentale per la certezza del diritto; la tecnologia deve supportare, non sostituire, il giudizio qualificato.”
Nel corso dell’incontro è emersa la necessità di chiarire il perimetro operativo della cooperative compliance: si tratta di un approccio che mira a ridurre l’incertezza fiscale attraverso un confronto preventivo e strutturato tra amministrazione e grandi contribuenti o gruppi, con benefici potenziali in termini di minori contenziosi e maggior pianificabilità degli investimenti.
Dal punto di vista regolamentare, l’adozione diffusa di tali strumenti richiederà aggiornamenti normativi, linee guida interpretative e protocolli di trasparenza per tutelare sia l’interesse pubblico sia la certezza per imprese e professionisti.
Sul fronte tecnologico, la sfida principale resta bilanciare l’efficienza fornita dall’analisi massiva dei dati con la protezione dei diritti fondamentali: ciò impone una governance chiara, auditabilità degli algoritmi e programmi di formazione continua per il personale pubblico e privato.
Infine, il confronto ha ribadito la centralità della collaborazione tra istituzioni, professionisti e operatori economici per trasformare gli strumenti digitali in leve concrete di competitività e certezza fiscale.
In sintesi
- La diffusione della cooperative compliance può ridurre il contenzioso fiscale, aumentando la prevedibilità per imprese e investitori e rendendo il mercato italiano più attrattivo per capitali a lungo termine.
- L’integrazione dell’intelligenza artificiale nella gestione fiscale richiederà investimenti in governance e formazione; chi adotta tempestivamente processi digitali e competenze specializzate potrà ottenere vantaggi competitivi nei servizi professionali.
- La trasformazione digitale delle agenzie fiscali e doganali può migliorare l’efficienza dei controlli e la compliance, ma impone trasparenza sugli algoritmi e garanzie costituzionali per evitare rischi reputazionali e legali alle imprese.
- Per gli operatori italiani, la nuova fase suggerisce opportunità di crescita per studi professionali e fornitori di tecnologie: chi saprà integrare competenze giuridiche, fiscali e digitali potrà intercettare una domanda crescente di servizi specialistici.