BCE: Philip Lane avverte sui rischi della crisi in Medio Oriente per inflazione e crescita dell’Eurozona

La crisi in Medio Oriente continua a rappresentare una delle principali fonti di incertezza per l’economia europea. Secondo Philip Lane, membro del Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea (BCE), l’aumento dei prezzi dell’energia causato dalle tensioni geopolitiche sta alimentando l’inflazione e, allo stesso tempo, sta rallentando la crescita economica dell’Eurozona.

Nel corso di un intervento davanti alla Commissione Affari Economici del Parlamento europeo, Lane ha evidenziato come gli effetti del conflitto si stiano trasmettendo sia ai prezzi sia all’attività economica, attraverso il peggioramento della fiducia di famiglie e imprese e la riduzione dei redditi reali.

Energia e inflazione sotto pressione

Secondo il rappresentante della BCE, il recente accordo di pace nell’area è un elemento positivo, ma il contesto resta fragile e caratterizzato dal rischio di nuove escalation.

Lane ha sottolineato che l’impatto complessivo sull’economia europea dipenderà dall’intensità e dalla durata dello shock energetico e dalla capacità dell’aumento dei costi energetici di propagarsi ad altri comparti dell’economia.

L’inflazione complessiva dell’Eurozona è salita al 3,2% a maggio, rispetto al 3% registrato ad aprile. A pesare è soprattutto la componente energetica, che continua a crescere a un ritmo del 10,8%, mentre l’inflazione di fondo è aumentata dal 2,2% al 2,6%.

Le previsioni della Banca Centrale Europea indicano che il rincaro dell’energia manterrà l’inflazione sopra il target del 2% almeno fino alla prima metà del 2027.

Le stime dell’istituto centrale prevedono:

  • Inflazione al 3% nel 2026
  • Inflazione al 2,3% nel 2027
  • Inflazione al 2% nel 2028

Crescita economica rallentata dall’incertezza

Sul fronte della crescita, Lane ha ricordato che il PIL dell’Eurozona ha registrato una contrazione dello 0,2% nel primo trimestre del 2026, un dato influenzato in larga misura dalla flessione dell’economia irlandese.

Escludendo l’Irlanda, l’economia dell’area euro ha comunque mostrato una crescita dello 0,3%, sostenuta dalla domanda interna e dalle esportazioni.

Tuttavia, il protrarsi delle tensioni internazionali sta producendo effetti negativi sull’attività economica, soprattutto nel comparto dei servizi, mentre il settore manifatturiero mostra una maggiore capacità di tenuta. Anche i nuovi ordinativi risultano sostanzialmente stagnanti.

Le più recenti proiezioni della BCE indicano:

  • Crescita del PIL reale dello 0,8% nel 2026
  • Crescita dell’1,2% nel 2027
  • Crescita dell’1,5% nel 2028

Lane ha confermato che i rischi per la crescita restano orientati al ribasso.

Salari in rallentamento

Un ulteriore elemento monitorato dalla BCE riguarda l’andamento delle retribuzioni.

La crescita dei salari contrattuali è infatti scesa al 2,5% nel primo trimestre del 2026, rispetto al 2,9% registrato nell’ultimo trimestre del 2025.

Il rallentamento salariale contribuisce a contenere parte delle pressioni inflazionistiche, ma non è sufficiente a compensare gli effetti derivanti dall’aumento dei costi energetici.

La BCE difende il rialzo dei tassi

Nel suo intervento, Lane ha anche difeso la recente decisione della Banca Centrale Europea di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base nel mese di giugno.

Il banchiere ha definito il provvedimento una “decisione robusta”, giustificata dai primi segnali di trasmissione dello shock energetico all’inflazione e dalla prospettiva di un’inflazione superiore all’obiettivo per un periodo prolungato.

Nonostante ciò, la BCE continuerà ad adottare un approccio prudente e basato sui dati economici.

Una politica monetaria guidata dai dati

Lane ha ribadito che il Consiglio Direttivo della BCE non seguirà un percorso prestabilito sui tassi di interesse, ma valuterà l’evoluzione dello scenario economico riunione dopo riunione.

L’obiettivo resta invariato: riportare stabilmente l’inflazione al 2% nel medio termine, preservando al tempo stesso la stabilità economica e finanziaria dell’Eurozona.