BBS nuova governance per rafforzare sviluppo e crescita globale

Bergami ha spiegato:

“Da piccola brigata siamo diventati un’organizzazione complessa e in crescita costante, che necessita quindi di una leadership forte e articolata. Stiamo cercando un nuovo dean che, oltre a competenze accademiche e manageriali, porti nuove idee, energia e soprattutto la voglia di abbracciare i valori di Bologna Business School e impegnarsi nella sua missione. Mi piace pensare che stiamo selezionando un co-fondatore.”

Bergami lascia così una eredità spirituale importante al futuro leader:

“Nei momenti di incertezza la sfida più grande è immaginare il futuro e poi rimboccarsi le maniche per costruirlo. Un compito che si realizza meglio se fatto insieme, e non da soli. Questo è il modo in cui lavoriamo a Bologna Business School. “

Max Bergami ha sottolineato:

“Siamo cresciuti e vogliamo continuare a farlo, perché sentiamo una responsabilità significativa nel contribuire al sistema produttivo, offrendo opportunità di sviluppo personale e professionale. La scelta di adottare un Dna interdisciplinare si è rivelata lungimirante: oggi il management non può prescindere dalle nuove tecnologie, ma entrambe le discipline hanno bisogno di una base umanistica. Il nostro radicamento nell’Università di Bologna e il rapporto dinamico con il mondo imprenditoriale ci danno fiducia per affrontare questa nuova fase di crescita.”

La sfida della successione e la nuova governance

La prossima sfida per la Bologna Business School riguarda la successione del suo carismatico fondatore. Nel nuovo ruolo di presidente esecutivo, Max Bergami avrà il compito di guidare la governance e gestire le attività strategiche, includendo la cura dei key account, lo sviluppo di iniziative innovative, la raccolta fondi, i rapporti internazionali e la definizione dell’identità aziendale.

Bergami ha spiegato:

“Da piccola brigata siamo diventati un’organizzazione complessa e in crescita costante, che necessita quindi di una leadership forte e articolata. Stiamo cercando un nuovo dean che, oltre a competenze accademiche e manageriali, porti nuove idee, energia e soprattutto la voglia di abbracciare i valori di Bologna Business School e impegnarsi nella sua missione. Mi piace pensare che stiamo selezionando un co-fondatore.”

Bergami lascia così una eredità spirituale importante al futuro leader:

“Nei momenti di incertezza la sfida più grande è immaginare il futuro e poi rimboccarsi le maniche per costruirlo. Un compito che si realizza meglio se fatto insieme, e non da soli. Questo è il modo in cui lavoriamo a Bologna Business School. “

La fase quattro della Bologna Business School è iniziata ieri, proprio alla vigilia delle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario, un traguardo che segna la maturità e coincide con l’avvio dei master. L’assemblea dei soci ha deciso un avvicendamento nella governance, mantenendo una continuità con il passato. Max Bergami, professore di comportamento organizzativo a Bologna e fondatore nonché anima della scuola, che fino ad oggi ha ricoperto il ruolo di dean, assume la carica di presidente esecutivo. A maggio, alla scadenza del suo mandato, lascerà la posizione di dean in favore di un manager scelto attraverso una selezione internazionale. Bergami manterrà le deleghe strategiche mentre il nuovo dean si concentrerà sulle responsabilità operative.

Max Bergami ha commentato con ironia:

“Uno dei soci ha detto che schiereremo un attacco a due punte.”

Prima di condividere questo, Bergami si è lasciato andare ai ricordi: ricorda ancora vividamente le prime selezioni dei master universitari, avvenute il 12 settembre 2001, il giorno dopo l’attacco alle Torri Gemelle. La metà dei candidati non si presentò a causa del caos nei trasporti aerei e dello shock globale.

Una storia iniziata con difficoltà e proseguita attraversando diverse crisi: dalla bolla della New Economy, alla crisi generata dal fallimento di Lehman Brothers, senza dimenticare la pandemia e la crisi energetica insieme a quella del settore edile. Quest’ultima coincise con la costruzione del nuovo campus della scuola, un periodo complesso che Bergami considera tuttavia fonte di opportunità perché ha insegnato a rispondere efficacemente all’incertezza, una delle caratteristiche salienti dei nostri tempi.

La crescita è stata costante e si è addirittura accelerata nell’ultimo decennio, con un tasso medio annuo del 11,9%. La Bologna Business School è entrata a far parte dell’esclusivo gruppo di business school accreditate Equis, un riconoscimento di massimo livello a livello internazionale, riservato a sole 222 istituzioni su 16mila.

I risultati della scuola rispecchiano la vivacità della Università di Bologna e dell’intera regione Emilia-Romagna: il 92% dei laureati trova impiego entro sei mesi dal termine dei master, che sono 27 tra full-time e executive. I programmi in catalogo superano il centinaio, tra offerta aperta e su misura per grandi aziende come Ferrari, Coesia, Marchesini, Carraro, Ferrarelle, Sacmi e Italcer. Il bacino internazionale è solido, con il 50% degli studenti provenienti dall’estero nei corsi svolti in inglese. Solo nel 2024 sono stati erogati 2,8 milioni di euro in borse di studio.

Max Bergami ha sottolineato:

“Siamo cresciuti e vogliamo continuare a farlo, perché sentiamo una responsabilità significativa nel contribuire al sistema produttivo, offrendo opportunità di sviluppo personale e professionale. La scelta di adottare un Dna interdisciplinare si è rivelata lungimirante: oggi il management non può prescindere dalle nuove tecnologie, ma entrambe le discipline hanno bisogno di una base umanistica. Il nostro radicamento nell’Università di Bologna e il rapporto dinamico con il mondo imprenditoriale ci danno fiducia per affrontare questa nuova fase di crescita.”

La sfida della successione e la nuova governance

La prossima sfida per la Bologna Business School riguarda la successione del suo carismatico fondatore. Nel nuovo ruolo di presidente esecutivo, Max Bergami avrà il compito di guidare la governance e gestire le attività strategiche, includendo la cura dei key account, lo sviluppo di iniziative innovative, la raccolta fondi, i rapporti internazionali e la definizione dell’identità aziendale.

Bergami ha spiegato:

“Da piccola brigata siamo diventati un’organizzazione complessa e in crescita costante, che necessita quindi di una leadership forte e articolata. Stiamo cercando un nuovo dean che, oltre a competenze accademiche e manageriali, porti nuove idee, energia e soprattutto la voglia di abbracciare i valori di Bologna Business School e impegnarsi nella sua missione. Mi piace pensare che stiamo selezionando un co-fondatore.”

Bergami lascia così una eredità spirituale importante al futuro leader:

“Nei momenti di incertezza la sfida più grande è immaginare il futuro e poi rimboccarsi le maniche per costruirlo. Un compito che si realizza meglio se fatto insieme, e non da soli. Questo è il modo in cui lavoriamo a Bologna Business School. “



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.