Doppia tassazione sui piccoli pacchi extra UE: imprese della logistica e commercio chiedono il rinvio della misura italiana

Dal 1° luglio entrerà in vigore il nuovo dazio europeo da 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE. Alla misura comunitaria potrebbe però aggiungersi anche il contributo nazionale da 2 euro per spedizione, previsto dalla normativa italiana, dando origine a una potenziale doppia tassazione che preoccupa operatori della logistica, del commercio e dell’e-commerce.

La combinazione delle due misure porterebbe infatti il costo aggiuntivo a 5 euro per spedizione, a cui andrebbe sommata l’IVA applicabile. Una novità destinata a incidere in modo significativo sul mercato delle importazioni di prodotti a basso valore provenienti soprattutto dalla Cina e da altri Paesi extraeuropei.

Nuove regole per le spedizioni di basso valore

Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda i pacchi con valore inferiore a 150 euro, che finora hanno beneficiato di un regime agevolato.

Con l’introduzione delle nuove disposizioni, anche queste spedizioni saranno soggette ai nuovi oneri doganali, nell’ambito di una strategia europea finalizzata a rafforzare i controlli sulle importazioni e a riequilibrare la concorrenza tra operatori comunitari ed extraeuropei.

L’intervento nasce in risposta alla crescita esponenziale dell’e-commerce internazionale e all’aumento delle spedizioni provenienti da piattaforme specializzate nella vendita di prodotti a basso costo.

Confetra: rischio crollo dei traffici merci

Tra i soggetti più critici verso la possibile doppia imposizione figura Confetra, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica.

Secondo l’associazione, l’applicazione contemporanea della tariffa europea e del contributo nazionale potrebbe determinare una riduzione significativa dei flussi commerciali, con una contrazione stimata fino al 50% dei traffici merci interessati.

La Confederazione evidenzia inoltre il rischio di una riduzione del gettito fiscale e di effetti negativi sull’intera filiera logistica, che comprende spedizionieri, operatori doganali, corrieri e imprese di distribuzione.

Confcommercio favorevole al dazio UE ma contraria al contributo aggiuntivo

Anche Confcommercio è intervenuta sul tema, distinguendo tra la misura europea e quella nazionale.

L’associazione considera il dazio comunitario uno strumento utile per contrastare forme di concorrenza ritenute non equilibrate e per sostenere le imprese italiane ed europee che operano nel commercio e nella produzione.

Allo stesso tempo, però, ha chiesto il rinvio della tassa italiana almeno fino a novembre, quando entrerà pienamente in funzione il sistema europeo di handling fee, per evitare sovrapposizioni che potrebbero penalizzare consumatori e operatori economici.

Una misura già modificata più volte

Il contributo nazionale sui piccoli pacchi extra UE è stato introdotto con l’obiettivo di contrastare la crescita dei grandi operatori internazionali dell’e-commerce e dell’ultra fast fashion.

La sua applicazione, tuttavia, ha già subito diverse revisioni. Inizialmente prevista all’inizio dell’anno, la misura è stata prima sospesa e successivamente rinviata fino a luglio per coordinarla con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni europee.

Il dibattito resta aperto e nelle prossime settimane Governo, associazioni di categoria e operatori del settore potrebbero confrontarsi nuovamente sulla possibilità di un ulteriore rinvio o di una revisione del provvedimento.

L’esplosione delle importazioni dalla Cina

Alla base dell’intervento normativo vi è la crescita straordinaria delle spedizioni provenienti dai mercati extraeuropei.

Secondo i dati dell’Unione Europea, nel 2024 sono entrati nel mercato unico circa 4,6 miliardi di piccoli pacchi, dei quali il 91% proveniente dalla Cina.

Il fenomeno ha registrato una crescita particolarmente rapida: rispetto al 2022, il volume delle spedizioni risulta infatti raddoppiato ogni anno, evidenziando l’espansione delle piattaforme internazionali di vendita online e la crescente domanda di prodotti a basso costo da parte dei consumatori europei.

Prospettive per il settore

L’introduzione dei nuovi oneri rappresenta uno dei più importanti interventi regolatori degli ultimi anni nel comparto dell’e-commerce internazionale.

L’obiettivo delle istituzioni europee è creare condizioni di mercato più equilibrate e garantire una maggiore sostenibilità del sistema commerciale. Resta però aperto il confronto sugli effetti che una doppia imposizione potrebbe avere sulla competitività del settore logistico, sui prezzi finali per i consumatori e sui flussi di importazione provenienti dai mercati extra UE.