Borsa: le pmi moltiplicano il valore con rendimenti fino al +173% in 5 anni
- 18 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Nel segmento delle Mid & Small Cap italiane la quotazione in Borsa si conferma un potente moltiplicatore di crescita industriale e finanziaria, sebbene il mercato mostri elevati livelli di selettività. Secondo la nona edizione dei Quaderni di ricerca di Intermonte, realizzati in collaborazione con il Politecnico di Milano, le società più performanti del campione registrano un rendimento cumulato pari a +173,8% a cinque anni, mentre il miglior 25% arriva a +49,7% nello stesso orizzonte. Sul fronte delle valutazioni emerge una dispersione marcata: il EV/Ebitda mediano si attesta intorno a 8 volte, ma nel top 10% del gruppo sale fino a valori compresi tra 19 e 31 volte, a evidenziare la netta polarizzazione tra imprese capaci di sostenere crescita elevata e il resto del mercato.
Guglielmo Manetti ha dichiarato:
“L’Italia è, da sempre, un Paese di imprese. Cinque milioni di realtà imprenditoriali sostengono il tessuto economico dei territori, generano occupazione e alimentano interi distretti produttivi. Di queste cinque milioni di aziende, solo 373 sono oggi quotate in Borsa.”
I dati dello studio
Lo studio prende in esame 363 società quotate su Borsa Italiana tra il 2011 e il 2025, con capitalizzazione iniziale inferiore a 1 miliardo di euro, distribuite sui listini Euronext Milan, Euronext Star Milan e Euronext Growth Milan. Al momento dell’ingresso sul mercato queste imprese presentavano complessivamente 25,2 miliardi di euro di ricavi, 3,37 miliardi di euro di Ebitda, 1,18 miliardi di euro di utile netto e oltre 107.000 addetti, con una capitalizzazione aggregata pari a 32,2 miliardi e un flottante medio post-IPO del 36%. Il valore mediano dei ricavi, pari a 79 milioni di euro per impresa, conferma la natura prevalentemente “mid market” del campione.
Un elemento strutturale evidenziato dall’analisi è la forte concentrazione degli scambi sulle grandi capitalizzazioni: circa il 90% dei volumi si concentra sulle 40 blue chip dell’FTSE Mib, rendendo meno visibile la dinamica delle piccole e medie imprese quotate, pur economicamente rilevanti per i territori. La composizione settoriale del campione rispecchia l’economia reale nazionale, con circa il 65% delle società attive nei comparti consumer, industrial e technology, cioè nei settori chiave della manifattura e dei servizi avanzati.
I rendimenti
L’analisi dei rendimenti mostra una marcata divergenza tra le aziende top e il resto del campione. Le imprese che compongono il top 10% registrano una performance cumulata del +70,2% nel primo anno dopo la quotazione, che cresce fino al +133,2% a tre anni e raggiunge il +173,8% a cinque anni. Espandendo l’orizzonte al miglior 25% del campione, il rendimento a cinque anni si attesta a +49,7%, indicando che una porzione significativa delle IPO italiane è in grado di generare ritorni rilevanti e persistenti.
Questi dati riflettono un mercato molto selettivo, dove la capacità di esprimere crescita sostenibile e una governance efficace viene premiata con multipli elevati, mentre le realtà che non dimostrano progressi consistenti scontano valutazioni più contenute. La dispersione valutativa incide anche sul costo del capitale e sulle scelte strategiche delle imprese, influenzando la propensione a ricorrere al mercato per finanziare la crescita o a privilegiare altre forme di raccolta privata o aggregazioni tramite M&A.
Per investitori e consulenti finanziari il messaggio è chiaro: l’identificazione dei fattori di successo a lungo termine — come posizione competitiva, capacità di innovazione e qualità del management — è cruciale per cogliere il potenziale rendimento delle Mid & Small Cap, ma occorre anche valutare i rischi di liquidità e la maggiore variabilità dei risultati rispetto alle large cap.
In sintesi
- La forte polarizzazione dei rendimenti implica che il mercato premia in modo significativo crescita e qualità gestionale; per gli investitori italiani ciò suggerisce strategie di selezione attiva e valutazione fondamentale approfondita.
- La concentrazione dei volumi sulle grandi capitalizzazioni riduce la visibilità e la liquidità delle piccole quotate, con possibili riflessi sul costo del capitale e sulla capacità delle PMI di usare la quotazione come leva di sviluppo.
- La dispersione dei multipli (EV/Ebitda) segnala opportunità per operazioni di M&A e per fondi di private equity, che possono valorizzare aziende sottovalutate attraverso capitale e industrializzazione.
- Per le politiche pubbliche, l’esiguo numero di imprese quotate rispetto al tessuto produttivo nazionale invita a considerare interventi mirati a facilitare l’accesso al mercato dei capitali e a sostenere percorsi di crescita e internazionalizzazione.