Confindustria rilancia crescita, investimenti e patrimonializzazione: Angelo Camilli chiede misure strutturali per le imprese
- 17 Giugno 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia
La crescita economica deve tornare al centro delle politiche industriali e fiscali del Paese. È il messaggio lanciato da Confindustria nel corso dell’incontro dedicato a “Accelerare la crescita, fisco e finanza leve di sviluppo”, appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema finanziario e del mondo imprenditoriale per discutere le strategie necessarie a rafforzare la competitività dell’Italia.
Ad aprire i lavori è stato Angelo Camilli, Vicepresidente di Confindustria per Credito, Finanza e Fisco, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di adottare politiche capaci di sostenere uno sviluppo duraturo e strutturale.
La crescita come priorità strategica
Secondo Confindustria, il tema della crescita rappresenta oggi una priorità non più rinviabile per il sistema economico italiano.
“C’è una parola che deve guidare ogni scelta di politica economica: crescita. Non una crescita episodica, ma stabile, duratura e capace di rafforzare la competitività dell’Italia. È questa una delle priorità per il Paese, perché la crescita è oggi un’urgenza strategica”, ha affermato Angelo Camilli.
L’associazione degli industriali evidenzia la necessità di costruire un quadro di interventi coerente e stabile nel tempo, capace di favorire investimenti, innovazione e rafforzamento patrimoniale delle imprese.
Più capitale, innovazione e apertura ai mercati
Per raggiungere questi obiettivi, Confindustria propone un approccio coordinato che coinvolga politiche fiscali, finanziarie e regolatorie.
“Serve un mix coordinato di strumenti fiscali, finanziari e regolatori che agisca con continuità nel tempo, senza interventi emergenziali o temporanei, e che orienti il sistema verso più capitale proprio, più scala dimensionale, più innovazione e più apertura ai mercati”, sottolineano gli industriali.
Per Camilli, la crescita non rappresenta soltanto un indicatore economico, ma una condizione necessaria per garantire lo sviluppo futuro del Paese.
“La crescita non è solo un obiettivo economico, ma una necessità per il futuro del Paese”.
Incentivi stabili e semplificazione delle procedure
Tra le richieste avanzate da Confindustria figura una maggiore continuità delle misure di sostegno agli investimenti.
L’associazione propone una programmazione almeno triennale degli strumenti che hanno dimostrato efficacia, evitando frequenti modifiche normative che rischiano di rallentare le decisioni delle imprese.
Particolare attenzione viene riservata al Fondo di Garanzia per le PMI, che secondo Confindustria dovrebbe diventare una misura strutturale, e ai Contratti di Sviluppo, per i quali viene richiesta una semplificazione delle procedure.
Secondo gli industriali, incentivi soggetti a continue modifiche, uniti a iter burocratici sempre più complessi, finiscono per generare incertezza e scoraggiare nuovi investimenti.
Patrimonializzazione e crescita dimensionale delle imprese
Un altro tema centrale riguarda il rafforzamento della struttura patrimoniale delle aziende italiane.
Confindustria torna a chiedere strumenti in grado di incentivare l’apporto di capitale proprio nelle imprese e rilancia il dibattito sull’ACE (Aiuto alla Crescita Economica).
“La sua abrogazione ha lasciato un vuoto che non è stato colmato. Nelle intenzioni del governo l’Ires premiale poteva sostituirne le finalità ma non ha prodotto effetti sufficienti per limiti applicativi, risorse e durata. Per questo è necessario riaprire un confronto su una nuova misura strutturale che riprenda quello schema, incentivando la patrimonializzazione”, ha dichiarato Camilli.
L’obiettivo è favorire una crescita dimensionale delle imprese italiane e rafforzarne la capacità di investimento nel lungo periodo.
Mobilitare il risparmio verso l’economia reale
Tra le priorità indicate da Confindustria emerge anche la necessità di valorizzare il risparmio privato presente nel Paese.
Secondo l’associazione, una quota significativa della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane resta oggi inutilizzata dal punto di vista produttivo.
“L’Italia è un Paese ricco di risparmio ma ancora povero di strumenti capaci di trasformarlo in investimenti produttivi. La ricchezza finanziaria delle famiglie supera i 6.000 miliardi di euro, di cui circa 1.500 miliardi restano fermi su conti correnti e depositi”.
Per Confindustria, creare strumenti capaci di convogliare una parte di queste risorse verso investimenti produttivi potrebbe rappresentare una leva importante per sostenere innovazione, competitività e sviluppo economico.