Scoppia il dibattito sui perpetual crypto di Kalshi: sono futures o swap?

Il lancio da parte di Kalshi di crypto perpetuals regolamentati dalla CFTC ha riacceso un dibattito di lunga data sulla definizione normativa degli strumenti finanziari derivati.

Su questo tema si sono confrontati John Lothian, editore di John Lothian News, e Udesh Jha, responsabile dell’analisi degli scambi per Kalshi, intervenuti alla trasmissione The Policy Protocol.

I punti del contendere

Al centro della controversia c’è la natura tecnica dei perpetuals: se considerarli più vicini ai futures standard o ai swap. La distinzione non è puramente teorica, perché influisce su regole di accesso, requisiti di compensazione e obblighi di trasparenza.

John Lothian ha dichiarato:

“I perpetuals presentano flussi di cassa ricorrenti tra controparti attraverso il meccanismo di tasso di funding, una caratteristica che li avvicina agli swap piuttosto che ai futures tradizionali.”

Nella sua analisi, Lothian sottolinea come i pagamenti periodici del tasso di funding generino obblighi bilateralmente ricorrenti che ricordano la struttura dei contratti di scambio, con implicazioni per la contabilizzazione, la gestione della liquidità e il rischio di credito tra operatori.

Udesh Jha ha dichiarato:

“I perpetuals sono strumenti scambiati in borsa, con compensazione centrale e concepiti per seguire i mercati spot: per queste ragioni si comportano più come futures efficienti che come swap.”

Jha ha evidenziato che il tasso di funding non sarebbe altro che una trasparenza dei costi di finanziamento, anziché un elemento che modifica la natura fondamentale del contratto. Ha inoltre evidenziato la riduzione delle frizioni per i trader, perché i perpetuals eliminano la necessità di eseguire continui roll-over su scadenze diverse.

Perché la classificazione è importante

La qualificazione giuridica del prodotto determina chi può negoziare, quali entità devono intervenire nella compensazione e quali regole prudenziali si applicano. Se un perpetual venisse trattato come swap, potrebbe essere soggetto a requisiti diversi rispetto a un futures regolamentato, con possibili limitazioni sull’accesso per i retail e obblighi di segnalazione e clearing più stringenti.

La supervisione della CFTC nel caso di Kalshi segna comunque un precedente: mostra come le autorità possano approvare soluzioni ibride se ritenute coerenti con il quadro regolatorio. Per gli operatori europei e per gli investitori italiani l’attenzione resta alta, perché decisioni analoghe potrebbero influenzare la disponibilità degli stessi prodotti su piattaforme transfrontaliere e la necessità di adeguare pratiche di compliance.

Meccanica dei perpetuals e differenze pratiche

I perpetuals sono progettati per replicare il prezzo dello spot senza scadenza fissa: il tasso di funding bilancia l’esposizione tra posizioni long e short, trasferendo pagamenti periodici tra partecipanti per mantenere il prezzo allineato al mercato sottostante. Nei futures tradizionali, invece, il costo di finanziamento è spesso incorporato nel prezzo del contratto e i mercati adottano scadenze su cui i trader devono effettuare il roll-over.

Dal punto di vista operativo, la compensazione centrale e la negoziazione su una borsa regolamentata possono ridurre il rischio di controparte e aumentare la trasparenza, ma non annullano le caratteristiche economiche introdotte dai meccanismi di funding. La discussione tra le parti mette in luce proprio questo nodo: quale elemento definisce primariamente la natura giuridica di un derivato, la struttura dei flussi o la modalità di scambio e clearing?

Implicazioni per il mercato e per gli investitori

La decisione su come inquadrare i perpetuals avrà effetti pratici su liquidità, leva disponibile, oneri di regolamentazione e costi di negoziazione. Per gli investitori italiani interessati a prodotti derivati su asset digitali, la chiarezza normativa è fondamentale per valutare rischi di controparte, requisiti patrimoniali dei broker e la trasparenza dei prezzi.

Inoltre, la possibile convergenza o divergenza tra le autorità statunitensi e quelle europee può creare situazioni di arbitraggio regolamentare: operatori e gestori dovranno monitorare attentamente le decisioni delle autorità per adeguare strategie e infrastrutture di trading.

Prospettive future

Il confronto tra interpretazioni diverse è destinato a proseguire man mano che sempre più piattaforme introdurranno versioni regolate di perpetuals. L’esito potrà influenzare l’innovazione sui mercati dei derivati digitali, la semplicità d’accesso per investitori istituzionali e retail, e le modalità con cui i regolatori definiscono i confini tra categorie contrattuali tradizionali e nuovi strumenti ibridi.

In sintesi

  • La decisione regolamentare sulla natura dei perpetuals influenzerà costi di compliance e requisiti di clearing, con potenziali ripercussioni sui prezzi e sulla liquidità disponibile per gli investitori italiani.
  • I gestori e i broker italiani dovranno valutare l’impatto su infrastrutture di rischio e capitale, considerando possibili esigenze di revisione dei modelli di marginazione e contabilità dei derivati digitali.
  • Un riconoscimento come futures regolamentati potrebbe ampliare l’accesso istituzionale; una classificazione come swap potrebbe invece introdurre limiti e maggiori oneri, influenzando la strategia d’offerta delle piattaforme europee.


Author: Tony
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