Bonus 5.0, domande aperte dal 12 giugno

Si conclude l’attesa per le imprese interessate agli incentivi del nuovo piano Transizione 5.0: da domani, alle ore 12, sarà possibile inviare le prenotazioni relative all’iperammortamento attraverso la piattaforma del Gestore dei servizi energetici (Gse).

La riapertura è regolata da un decreto direttoriale della DG Politica industriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, pubblicato con le istruzioni per la compilazione. Le comunicazioni dovranno essere trasmesse accedendo con Spid oppure con la CIE, nella sezione Area Clienti della piattaforma del Gse.

Dettagli sulle agevolazioni e sui limiti

La misura, prevista dall’ultima legge di bilancio, è rivolta agli investimenti in beni strumentali effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Nella versione definitiva del decreto attuativo di Mimit e Mef, che ha ricevuto il visto della Corte dei conti, viene ribadito che gli scaglioni per l’applicazione dell’iperammortamento si calcolano su base annua.

La progressività prevista è la seguente: iperammortamento del 180% per la quota fino a 2,5 milioni di euro, 100% per la porzione oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni, e 50% per l’intervallo oltre 10 milioni e fino a 20 milioni. Il calcolo su base annua influisce sulla pianificazione temporale degli investimenti per collocare spese nella fascia più vantaggiosa.

Passaggi operativi per le imprese

Il primo adempimento richiesto alle imprese è l’invio di una o più comunicazioni preventive, da presentare per ciascuna unità produttiva oggetto dell’investimento. Ogni struttura produttiva deve dunque essere identificata separatamente nella procedura.

Successivamente, entro 60 giorni dalla notifica dell’esito positivo inviata dal Gse, l’impresa deve trasmettere la comunicazione di conferma dell’investimento. In questa fase vanno indicati la data e l’importo del pagamento relativa all’ultima quota dell’acconto utile a raggiungere il 20% del costo di acquisizione. L’adeguamento operativo della piattaforma per questa seconda fase sarà definito con un ulteriore decreto direttoriale del Mimit.

Al completamento degli investimenti e dopo l’avvenuta interconnessione dei beni — e, in ogni caso, entro il 15 novembre 2028 — l’impresa è tenuta a inviare una o più comunicazioni di completamento riferite ai singoli beni. Il mancato invio di queste comunicazioni determina il mancato perfezionamento della procedura per beneficiare dell’agevolazione.

Sono inoltre previste due comunicazioni di monitoraggio, introdotte su impulso della Ragioneria dello Stato. La prima va trasmessa entro il 20 gennaio di ciascun anno e riguarda gli investimenti effettuati; la seconda, integrativa, entro il 30 giugno e contiene il piano di ammortamento con l’indicazione delle quote di incentivo imputate a ciascun esercizio. Questi adempimenti hanno carattere informativo e di controllo ma non costituiscono condizioni di perfezionamento nella stessa misura delle comunicazioni di completamento.

Impatto pratico e considerazioni per le imprese

La misura punta a stimolare investimenti in beni strumentali, con particolare rilevanza per i settori manifatturieri che stanno digitalizzando e ammodernando gli impianti. L’iperammortamento migliora la liquidità fiscale e può accelerare progetti di automazione, robotica e tecnologie abilitanti che aumentano la competitività internazionale delle imprese italiane.

Il calcolo su base annua degli scaglioni può indurre le imprese a programmare e distribuire gli acquisti in modo da rientrare nella fascia più favorevole: questo comporta una stretta coordinazione tra funzioni acquisti, controllo di gestione e consulenti fiscali. Le aziende devono anche valutare vincoli di fornitura e tempi di consegna, per non compromettere l’ammissibilità degli investimenti entro le date previste.

Per il sistema finanziario e gli operatori del leasing, l’estensione degli incentivi può tradursi in una maggiore domanda di servizi di finanziamento a supporto dell’anticipo dei pagamenti. Contemporaneamente, le imprese dovranno rinforzare la capacità amministrativa per rispettare scadenze e interoperabilità con la piattaforma telematica del Gse.

Infine, l’implementazione delle nuove comunicazioni di monitoraggio rafforza il controllo pubblico sull’effettivo utilizzo delle agevolazioni, con possibili riflessi sulla programmazione di risorse pubbliche nel triennio 2026-2028.

In sintesi

  • Il calcolo annuale degli scaglioni può spingere le imprese a differire o anticipare acquisti per massimizzare l’agevolazione, influenzando i cicli di approvvigionamento e la domanda di beni strumentali.
  • Le aziende con capacità amministrativa consolidata e rapporti stretti con istituti finanziari saranno in posizione favorevole per sfruttare i benefici fiscali e ottimizzare il cash flow.
  • L’introduzione di monitoraggi più stringenti migliora la tracciabilità delle agevolazioni ma aumenta anche gli oneri di rendicontazione; ciò rende rilevante il ruolo dei consulenti fiscali e dei sistemi gestionali.
  • Per il tessuto produttivo italiano, il provvedimento rappresenta un’opportunità per accelerare la transizione tecnologica, seppure subordinata alla capacità di rispettare scadenze e requisiti formali.


Author: Tony
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