Design, al festival di Copenaghen la scena italiana si fa più forte
- 10 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Negli ultimi anni Copenhagen è diventata una tappa sempre più rilevante per il settore del design, attirando brand e studi internazionali in occasione di 3daysofdesign, un appuntamento che privilegia relazioni professionali e scambi culturali più che la mera presentazione di novità di prodotto.
Le testimonianze
Giulia Molteni ha spiegato:
“Da qualche anno questa manifestazione assume un interesse crescente. Copenhagen è un polo significativo per il design d’autore, con progettisti di rilievo e una cultura consolidata nel campo. Lo scorso anno abbiamo partecipato a 3daysofdesign e sono rimasta colpita dalla quantità e dalla qualità degli architetti presenti.”
In occasione del festival Molteni&C è presente con una selezione di pezzi alla mostra Design | Dialogue, ospitata presso il Den Frie Centre of Contemporary Art e curata da Ark Journal. Tra gli oggetti esposti figurano lavori del duo GamFratesi, con cui l’azienda ha avviato una collaborazione nel 2025, come la madia Midday e la poltrona Lia, affiancati da referenze della Heritage Collection, tra cui il tavolino 555.1 e il tappeto D.754.1 di Gio Ponti, il tavolo Blevio di Ignazio Gardella e la sedia Monk di Tobia Scarpa.
Giulia Molteni ha osservato:
“Non si può paragonare a eventi come il nostro Salone del Mobile: a Copenhagen non si va principalmente per lanciare o scoprire novità come a Milano. È però un’occasione da non perdere per stabilire contatti con architetti e designer locali o emergenti, molti dei quali non partecipano al Fuorisalone milanese anche a causa dei costi elevati durante la Design Week.”
Giorgio Gobbi ha spiegato:
“Saremo presenti con tre marchi del gruppo: Meridiani, Saba Italia e Davide Groppi. Meridiani espone tramite un rivenditore locale, Saba partecipa a The Conary in collaborazione con Openhouse e altri brand, mentre Davide Groppi si unisce al progetto collettivo Artistic Position in Space, insieme a marchi come Agape, Agapecasa, Garde Hvalsøe e V-ZUG.”
Giorgio Gobbi ha aggiunto:
“Negli ultimi anni Copenhagen è emersa come fenomeno: dopo un periodo di minore attenzione, ha guadagnato visibilità anche grazie al ridimensionamento di altre manifestazioni dell’arredo, come quelle di Colonia e Parigi. Ritengo che, dopo Milano, sia l’evento più importante per incontrare un pubblico internazionale composto soprattutto da architetti e designer.”
Luca Fuso ha dichiarato:
“Il pubblico qui è specifico: meno buyer tradizionali, più professionisti della progettazione provenienti da diverse aree del mondo, in particolare dagli Stati Uniti e dall’Asia. In passato la nostra presenza era limitata al marchio danese Karakter, ma da due anni produciamo anche una linea Karakter per Cassina, perciò abbiamo deciso di partecipare a 3daysofdesign presentando un appartamento arredato per offrire un’esperienza completa.”
A differenza delle fiere tradizionali, 3daysofdesign privilegia esposizioni diffuse nella città, allestimenti in contesti residenziali e il dialogo diretto con progettisti. Questo formato, definibile come un Fuorisalone più raccolto e informale, si integra con la sensibilità scandinava verso ambienti accoglienti e curati.
Per le aziende italiane la partecipazione a Copenhagen rappresenta un’opportunità strategica: permette di consolidare relazioni con studi internazionali, testare l’interesse di mercati specifici e valorizzare il patrimonio storico del made in Italy in contesti che privilegiano qualità artigianale e progettuale. Allo stesso tempo, l’evento offre spunti per ripensare le modalità di comunicazione e di vendita per un pubblico professionale meno orientato all’acquisto immediato e più alla progettazione su misura.
In sintesi
- La crescita di 3daysofdesign consolida Copenhagen come piattaforma di relazione professionale: per le aziende italiane significa maggiore visibilità presso studi internazionali e opportunità di partnership progettuali.
- Il formato più intimo e contestuale dell’evento favorisce la valorizzazione di prodotti di alta gamma e delle collezioni storiche, utile per differenziare l’offerta rispetto alle fiere di massa.
- Per gli investitori e i retailer italiani è un segnale di diversificazione dei canali: investire in presenze mirate all’estero può aumentare la penetrazione in mercati premium senza competere unicamente sul volume.