Solare ed eolico: la commissione Ue lancia il progetto T‑Med con il Maghreb e i paesi del bacino Mediterraneo

La Commissione europea ha lanciato un’iniziativa di cooperazione con i paesi del bacino mediterraneo per sviluppare fonti rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e avanzare verso la neutralità climatica entro il 2050.

Dubravka Šuica ha spiegato:

“La regione mediterranea presenta un enorme potenziale di energie rinnovabili ancora in gran parte inesplorato — circa 2.300 gigawatt, più del doppio della capacità attuale dell’Unione europea — e i costi di produzione di solare ed eolico possono risultare tra il 30% e il 40% inferiori rispetto all’Europa. Questo territorio può diventare uno dei principali poli mondiali per le energie pulite e le tecnologie verdi.”

La proposta europea, denominata T-MED, prevede la messa a disposizione di garanzie per cinque miliardi di euro con l’intento di mobilitare fino a 25 miliardi di euro entro la metà del prossimo decennio. L’iniziativa punta a sostenere lo sviluppo di nuova capacità rinnovabile — stimata intorno ai 15 gigawatt entro il 2035 — promuovere riforme regolatorie nei paesi partner e favorire la creazione di oltre 100mila posti di lavoro nei settori dell’energia pulita.

Nei primi anni del XXI secolo era già emerso un progetto simile, Desertec, elaborato da un consorzio di imprese tedesche che avrebbe dovuto sfruttare le risorse solari del Maghreb. Quell’iniziativa ottenne risultati limitati e fu frenata da questioni finanziarie, tecnologiche e politiche; l’attuale piano riprende tuttavia l’idea di fondo introducendo elementi di supporto pubblico e nuove condizioni di mercato.

La novità centrale di T-MED è proprio l’appoggio pubblico diretto, considerato cruciale dagli uffici della Commissione europea. Negli ultimi anni il calo dei costi per solare ed eolico, i progressi tecnologici e il miglioramento delle condizioni economiche in diversi paesi del Sud hanno reso più realistico un modello di cooperazione su larga scala. Inoltre, Italia e Spagna hanno mostrato un interesse marcato per il progetto, viste le ricadute potenziali su sicurezza energetica e costi.

Per funzionare su scala continentale, il piano richiederà però investimenti significativi in infrastrutture di trasmissione — inclusi cavi sottomarini e reti di interconnessione — capacità di accumulo e sistemi di gestione delle reti. Sarà inoltre fondamentale prevedere meccanismi di finanziamento a lungo termine, garanzie sovrane e percorsi chiari per le riforme normative nei paesi partner affinché i progetti attraggano capitali privati.

Un aspetto rilevante per il contesto italiano è la possibilità di sviluppare filiere industriali e opportunità d’investimento: aziende italiane potrebbero partecipare alla realizzazione di impianti, alla costruzione di infrastrutture di rete, alla fornitura di tecnologie per l’accumulo e alla produzione di idrogeno verde destinato al mercato europeo. Allo stesso tempo, permangono rischi legati a stabilità politica, governance locale e vincoli ambientali che richiederanno accordi bilaterali robusti e garanzie di beneficio per le comunità locali.

In sintesi

  • La strategia T-MED potrebbe abbassare la vulnerabilità energetica dell’Europa esponendo però gli investitori a rischi geopolitici che richiedono adeguati strumenti di mitigazione finanziaria.
  • Per le imprese italiane del settore energia e infrastrutture si aprono opportunità di mercato lungo l’intera filiera — dalla realizzazione di impianti alla tecnologia per lo stoccaggio — rendendo cruciale una politica industriale che favorisca partenariati pubblico-privati.
  • L’espansione di capacità rinnovabile nel bacino mediterraneo può contribuire a stabilizzare i prezzi dell’energia sul medio termine, ma richiederà investimenti coordinati in reti e accumulo per integrare efficacemente la produzione intermittente.
  • La sostenibilità politica e sociale dei progetti nei paesi partner sarà determinante: senza chiare ricadute locali e quadri regolatori affidabili, il ritorno economico e ambientale dell’iniziativa rischia di essere limitato.


Author: Tony
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