Coinbase (COIN) e Cardless svelano carta di credito supportata da stablecoin
- 9 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Cardless, società nota per aver facilitato carte di pagamento per brand come Qatar Airways e Alibaba, ha annunciato di aver sviluppato una carta in collaborazione con lo scambio cripto Coinbase pensata per titolari di stablecoin che non riescono ad ottenere strumenti di pagamento tradizionali.
Il nuovo prodotto
Il prodotto si rivolge a casi in cui una carta di credito convenzionale non può essere approvata su base non garantita, ma il richiedente detiene attività digitali presso lo scambio. Parte delle posizioni in USDC sono vincolate come garanzia a fronte del debito, secondo quanto spiegato dai responsabili dell’iniziativa.
Michael Spelfogel ha dichiarato:
“Persone con profili creditizi molto diversi presentano domanda. Alcuni scelgono questa via perché credono nelle criptovalute ma sono all’inizio del loro percorso e stanno ancora accumulando patrimonio.”
Spelfogel ha aggiunto che alcuni degli importi in stablecoin vengono accantonati come collaterale sul conto e che i titolari di carta, pagando una commissione di 49,99 dollari, continuano a ottenere rendimento sulle somme sequestrate.
Partnership e premi
La soluzione è un’evoluzione di una collaborazione avviata a settembre, quando le due società hanno lanciato una carta a marchio Coinbase in associazione con American Express. Quella carta offriva incentivi sotto forma di cashback in bitcoin fino al 4%. Cardless non ha fornito dati sul numero complessivo di carte emesse.
Perché nasce questa soluzione
Secondo gli ideatori, i programmi di credito tradizionali sono sistemi lenti e rigidi, strutturati attorno alle banche, che spesso non permettono alle aziende di definire prodotti di credito flessibili sulle proprie condizioni. Le tecnologie fintech consentono invece di modellare offerte su specifiche esigenze dei clienti, includendo strumenti che sfruttano asset digitali come garanzia.
Dal punto di vista operativo, una carta garantita da stablecoin trasferisce parte del rischio dal prestatore al controllo delle risorse digitali bloccate. Questo approccio riduce l’esposizione creditizia diretta dell’emittente, ma introduce elementi di rischio legati alla custodia delle attività, alla solidità della piattaforma di scambio e al quadro normativo in evoluzione.
Implicazioni per mercato e consumatori
Per gli utenti europei e italiani, soluzioni di questo tipo possono ampliare l’accesso al credito per chi detiene criptovalute ma non ha una storia creditizia tradizionale. Tuttavia, convivono questioni rilevanti: la necessità di trasparenza sulle condizioni contrattuali, l’adeguata protezione del consumatore in caso di insolvenza e la gestione del rischio controparte se le attività sono custodite su exchange terzi.
Per gli istituti finanziari e gli investitori istituzionali, l’espansione di prodotti ibridi—che combinano caratteristiche di credito tradizionale e finanza digitale—può rappresentare un’opportunità per diversificare ricavi, ma richiede controlli di compliance e modelli di rischio aggiornati.
Considerazioni regolatorie e di rischio
L’evoluzione normativa sull’ecosistema cripto, specialmente riguardo alle stablecoin, influirà direttamente sulla scalabilità di questi prodotti. Autorità di vigilanza e legislatori potrebbero richiedere requisiti di capitale specifici, limiti sulla collateralizzazione o standard di custodia che impattano i costi e la redditività delle emissioni di carte garantite da asset digitali.
Inoltre, benché le stablecoin mirino a mantenere un valore stabile rispetto a una valuta fiat, permangono rischi di liquidità e controparte che occorre valutare con attenzione prima di considerare queste soluzioni come alternativa alla carta tradizionale.
In sintesi
- Prodotti come la carta garantita da USDC aprono potenziali nuovi segmenti di clientela, ma richiedono controlli rigorosi su custodia e trasparenza contrattuale per tutelare i consumatori italiani.
- Per gli investitori, l’espansione di credito legato a asset digitali può offrire nuove fonti di rendimento, ma aumenta l’esposizione a rischio regolamentare e a eventuali shock di liquidità sul mercato delle criptovalute.
- Le banche e gli emittenti tradizionali potrebbero dover adattare i propri modelli di valutazione del rischio e le infrastrutture di compliance per competere con soluzioni fintech più agili.
- Un’adozione più ampia in Italia dipenderà dalla chiarezza normativa europea e nazionale; misure di tutela adeguate potrebbero accelerare la fiducia degli utenti e la penetrazione di questi strumenti nel mercato retail.