Brennero a rischio: divieti provocano maxi danni, serve l’arbitro Ue per i valichi
- 9 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Destro, esponente di Confindustria, ha sottolineato che le misure attuali hanno generato costi aggiuntivi pari a circa 370 milioni di euro all’anno e oltre 1,8 miliardi di euro nell’ultimo quinquennio, sollecitando l’istituzione di un coordinatore europeo con poteri specifici in tema di restrizioni e programmazione dei lavori di manutenzione.
Contesto e natura dei costi
I rincari indicati da Confindustria derivano principalmente dall’accumulo di oneri logistici, ritardi nelle filiere produttive e maggiori spese per adeguamenti tecnici e amministrativi. Tali voci si manifestano attraverso procedure autorizzative più complesse, interventi di manutenzione non coordinati e restrizioni temporanee che incidono sulla continuità operativa delle imprese.
La proposta del coordinatore europeo
La richiesta avanzata prevede la nomina di un soggetto a livello comunitario con il compito di armonizzare le decisioni che determinano restrizioni e di programmare i lavori di manutenzione in modo da ridurne l’impatto economico. L’obiettivo è creare regole comuni, definire finestre temporali condivise e rendere più prevedibili gli interventi che interessano infrastrutture e flussi commerciali transfrontalieri.
Implicazioni per il sistema produttivo
Un coordinamento a livello di Unione Europea potrebbe migliorare la pianificazione delle supply chain e ridurre i costi opportunità legati a stoppages imprevisti. Per le imprese italiane, fortemente integrate nei mercati internazionali, una maggiore prevedibilità delle condizioni operative è fondamentale per mantenere competitività e attrattività per investimenti esteri.
Aspetti istituzionali e ostacoli normativi
L’introduzione di un coordinatore europeo richiederebbe un confronto tra le istituzioni comunitarie — come la Commissione Europea, il Consiglio e il Parlamento Europeo — e gli Stati membri, perché tocca prerogative nazionali su sicurezza, ambiente e gestione delle infrastrutture. Sarà necessario bilanciare il principio di sussidiarietà con l’esigenza di strategie comuni per le catene del valore.
Possibili benefici e limiti pratici
Se applicata efficacemente, la proposta potrebbe ridurre i costi diretti e indiretti per le imprese, favorire investimenti infrastrutturali più efficienti e attenuare gli shock logistici. Tuttavia, la complessità normativa e la necessità di competenze amministrative condivise rappresentano sfide non trascurabili per una rapida attuazione.
Nei prossimi mesi è probabile che Confindustria cerchi interlocuzioni con le autorità nazionali e comunitarie per tradurre la proposta in un percorso operativo, valutando modalità di governance, strumenti di monitoraggio e possibili incentivi per una programmazione concertata dei lavori.
In sintesi
- L’istituzione di un coordinatore europeo potrebbe aumentare la prevedibilità operativa e ridurre i premi di rischio per le imprese italiane esposte a catene internazionali.
- La riduzione dei costi legati a restrizioni e lavori di manutenzione potrebbe incidere positivamente sui margini aziendali e rendere più appetibili gli investimenti produttivi nel nostro paese.
- Per realizzare benefici concreti occorrerà definire un quadro normativo condiviso a livello europeo, mitigando vincoli nazionali e prevedendo meccanismi di coordinamento e controllo efficaci.