Startup femminili e idrogeno verde, a Catania il premio Mandarano dà slancio all’innovazione
- 7 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il Premio Lympha nasce come memoria attiva: non solo un riconoscimento commemorativo, ma un progetto pensato per trasformare una storia imprenditoriale in uno strumento concreto a sostegno di nuove imprese guidate da donne.
Patti ha affermato:
«Un’idea senza rete resta un sogno».
Questa filosofia si traduce in pratiche operative — incubazione, accompagnamento, networking e accesso a un ecosistema di competenze e finanziamenti — pensate per aumentare le probabilità di successo delle startup femminili, offrendo mentoring, connessioni con centri di ricerca e potenziali investitori.
Mandarano aveva dedicato una parte consistente della propria attività al sostegno dell’imprenditoria femminile: per un decennio ha presieduto il Comitato della Camera di Commercio di Catania, ha ricoperto la carica di vicepresidente di Confindustria Catania e ha lavorato come direttore generale del Consorzio Catania Ricerche, promuovendo relazioni tra imprese, università e istituzioni locali.
Patti ha sottolineato:
«Il talento femminile, nell’impresa e nella tecnologia, è la risorsa che il Sud spreca di più».
Vincitrici delle precedenti edizioni
Nel 2024 il premio è stato assegnato a Valentina Mancuso per Neurocognitive Virtual Reality, una piattaforma software che punta ad anticipare la diagnosi del decadimento cognitivo tramite simulazioni e valutazioni neurocognitive digitali. Il progetto rappresenta un punto di incontro tra salute digitale e tecnologie immersive, con potenziali ricadute nei servizi sanitari e nella silver economy.
Nel 2025 la vincitrice è stata Sarah Kamsu, fondatrice di We Africans United, un ecosistema culturale che produce contenuti digitali, eventi, una mappa della diaspora afroitaliana e gestisce lo Spazio WAU a Milano. L’iniziativa combina imprenditorialità culturale e comunità, aprendo percorsi per economie creative e modelli di impresa sociale.
La riflessione che sta dietro al premio è anche industriale: come può un territorio che ha costruito parti della propria economia su chimica, energia tradizionale e utility ripensare quelle competenze per generare nuova imprenditorialità tecnologica e sostenibile? La risposta passa attraverso reti di incubazione e progetti di trasferimento tecnologico.
Tra gli attori citati c’è una galassia di iniziative locali e nazionali che operano in sinergia: Proteo, Etna Hi-Tech, GreenWaveR e il Premio Lympha stesso. Queste realtà lavorano per creare percorsi integrati tra ricerca, capitale umano e mercato, favorendo la nascita di imprese che valorizzino know-how esistente e nuove specializzazioni.
Patti ha affermato:
«Proteo, EHT, GreenWaveR, il Premio Lympha: un solo filo».
Questa visione richiama l’importanza di collegare poli di innovazione, consorzi di ricerca e strumenti di finanziamento — dai bandi pubblici agli investimenti privati — per trasformare competenze tradizionali in prodotti e servizi a maggiore valore aggiunto. Per le istituzioni regionali e nazionali si tratta di disegnare politiche che favoriscano l’accesso al capitale di rischio, la formazione specialistica e la rete commerciale per le startup emergenti.
In questo contesto, il Premio Lympha funge da catalizzatore: non solo una vetrina, ma un nodo di collegamento tra proposte imprenditoriali e attori in grado di scalare le idee sul mercato, contribuendo allo sviluppo economico locale e alla riduzione del gap tra Nord e Sud in termini di opportunità imprenditoriali.
In sintesi
- La trasformazione di competenze tradizionali verso tecnologie e servizi ad alto valore può attrarre capitale privato: gli investitori guardano a progetti con chiari percorsi di scalabilità e ricadute sul mercato sanitario e culturale.
- Reti di incubazione come quelle collegate al Premio Lympha aumentano la bankability delle startup femminili, riducendo il rischio percepito dagli investitori e facilitando l’accesso a round seed e grant pubblici.
- Per il Sud la combinazione di trasferimento tecnologico, formazione specialistica e politiche di incentivo può essere leva per riconvertire settori industriali consolidati in filiere green e digitali competitive a livello europeo.
- Il rafforzamento di collaborazioni tra enti locali, consorzi di ricerca e network privati è essenziale per trasformare progetti culturali e sociali in modelli di business sostenibili, con impatto positivo sull’occupazione femminile e sull’innovazione territoriale.