Btc dell’era Satoshi al centro di una causa da 285 miliardi di dollari: svolta dopo 14 anni
- 6 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un indirizzo Bitcoin che dal marzo 2011 custodiva inalterati 35,55 BTC, per un valore nominale di circa 2,54 milioni di dollari, ha mosso una parte dei fondi all’inizio di questa settimana, diventando una delle prime reazioni pubbliche riconducibili a un imputato nominato in una causa civile nello Stato di New York che rivendica la proprietà legale di oltre 39.000 portafogli dormienti.
L’indirizzo in questione ha trasferito 15 BTC verso un nuovo wallet e ha mantenuto i restanti 20,55 BTC come “cambio” nella transazione identificata come b90755b, registrata nel blocco 952104 del registro di Bitcoin alle 16:46 UTC del 2 giugno. Le monete originali erano state ricevute il 27 marzo 2011, quando il prezzo di Bitcoin era inferiore a un dollaro.
Il contenzioso e la richiesta di proprietà
La causa è stata introdotta l’11 marzo 2026 presso la Corte Suprema della Contea di New York con il numero di fascicolo 153119/2026 e successivamente modificata il 1º maggio. Il ricorrente è una figura pseudonima, indicata come Noah Doe, affiancata da due società registrate nel Wyoming, ABC Company e XYZ Company, cui sono stati assegnati interessi rilevanti.
I querelanti cercano il riconoscimento della proprietà legale di circa 3,8 milioni di Bitcoin, valutati indicativamente 285 miliardi di dollari, appellandosi all’Article 7-B del codice sullo «smaltimento di beni» dello Stato di New York, una norma che disciplina i beni perduti o abbandonati. Il ricorrente si presenta come un «finder» secondo la dottrina che regola i beni abbandonati.
Notifica on-chain e uso di OP_RETURN
La corte ha autorizzato la notifica degli imputati direttamente sulla blockchain tramite messaggi OP_RETURN, il campo di una transazione Bitcoin che consente di fissare testo o link in modo permanente nel registro distribuito. Questa procedura mira a raggiungere proprietari anonimi quando mezzi tradizionali di notifica risultano inefficaci.
Il consulente blockchain del ricorrente, Salomon Brothers Strategic Advisors, ha trasmesso 98 lotti di microtransazioni (cosiddetti “dust”) tra i blocchi 950446 e 950576 nei mesi di giugno e luglio 2025: ciascuna portava 546 satoshi e un riferimento alla comunicazione di abbandono. L’indirizzo 1LwWt è stato formalmente notificato il 31 luglio 2025, con una finestra di 90 giorni per rispondere.
Reazioni e tempistiche
Secondo analisi on-chain, centinaia di portafogli hanno effettuato movimenti durante la campagna di notifica originale e molti di questi sono poi stati esclusi dall’elenco finale degli imputati. Il trasferimento dall’indirizzo 1LwWt, avvenuto quando la causa era già in corso e il wallet era stato formalmente nominato tra i convenuti, figura come una delle prime risposte pubbliche visibili all’interno del fascicolo attivo.
Alex Thorn ha scritto:
“Apparentemente non erano, in effetti, abbandonati.”
Altri movimenti e contesto di mercato
Circa 13 ore prima della movimentazione dell’1LwWt, un diverso wallet dormiente dal 2011 ha trasferito 20 BTC verso un indirizzo SegWit, senza risultare però oggetto della campagna di notifica collegata al ricorso. Tali movimenti si collocano in un momento di forte volatilità di mercato: nei giorni recenti il prezzo di Bitcoin è sceso fino a circa 70.000 dollari, influenzato da vari fattori quali movimenti rilevanti nel mercato degli ETF spot, flussi di capitale netti negativi e tensioni geopolitiche con impatti sull’appetito per il rischio.
Le cosiddette monete dell’era “Satoshi”, acquistate quando il prezzo era vicino allo zero, rappresentano per qualsiasi venditore guadagni teoricamente enormi rispetto al costo storico. Una dismissione massiccia di queste risorse potrebbe avere effetti di prezzo molto marcati, oltre a sollevare questioni riguardo alla tracciabilità, all’origine dei fondi e agli obblighi fiscali nelle giurisdizioni di pertinenza dei soggetti coinvolti.
Implicazioni legali e pratiche
La strategia di usare la blockchain come canale di notifica apre questioni procedurali inedite: i tribunali stanno esplorando la validità e l’efficacia di comunicazioni ancorate on-chain per casi che coinvolgono beni digitali. Le difese attese in risposta a tali azioni includono contestazioni sulla titolarità originaria, la prescrizione, la buona fede dei terzi e la concreta prova di abbandono.
Per gli investitori e gli operatori professionali, la vicenda sottolinea la crescente intersezione tra diritto civile tradizionale e infrastrutture crittografiche: chi detiene chiavi private datate deve considerare non solo la sicurezza tecnica ma anche il rischio legale e fiscale legato al possesso e alla movimentazione di grandi quantità di Bitcoin.
In sintesi
- La mobilitazione on-chain di portafogli storici può spingere a vendite inattese, incrementando la volatilità: gli investitori dovrebbero monitorare gli indici di attività on-chain per cogliere segnali precoci di offerta straordinaria.
- La causa legale basata sull’Article 7-B di New York apre un precedente sull’uso della blockchain come strumento processuale; per gli operatori europei è rilevante valutare come normative locali possano reagire a simili meccanismi di notifica.
- Da un punto di vista fiscale e di compliance, lo spostamento di monete a costo storico quasi nullo accentua il rischio di impatti patrimoniali rilevanti: consulenze specialistiche su tracciabilità e obblighi tributari diventano imprescindibili per chi gestisce portafogli storici.