Bitcoin riconquista $61.000 dopo essere sceso sotto $60.000 in un crollo guidato dall’ia
- 6 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha recuperato la soglia dei 61.000 dollari nelle prime ore mattutine asiatiche di sabato, dopo un breve calo sotto i 60.000 dollari avvenuto durante la notte. Il rimbalzo è arrivato dopo che un robusto rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti ha scatenato una forte svendita su azioni, obbligazioni e criptovalute: il token era sceso fino a 59.227 dollari prima che gli acquirenti tornassero a intervenire, tornando a scambiare attorno ai 61.000 dollari, in calo di circa l’1,3% sulla giornata.
Il recupero è partito da un livello che molti operatori monitoravano con attenzione. Nel corso della settimana Bitcoin aveva flirtato con la soglia dei 60.000 dollari, spinto dall’uscita continua di capitali dagli ETF e dalla prima vendita in bitcoin da parte di un fondo strategico dall’inizio del 2022, eventi che avevano eroso la domanda che aveva sostenuto il prezzo. La discesa notturna non si è trasformata in un cedimento più profondo: il token ha recuperato oltre 1.500 dollari dal minimo raggiunto.
Dinamica del mercato e fattori macro
La svendita che ha innescato il calo non è nata nei mercati crypto, ma nella lettura del rapporto nonfarm payrolls statunitense, che si è rivelato solido. Al contrario delle aspettative, i mercati hanno interpretato la forza dei dati come motivo per anticipare una politica monetaria più restrittiva: gli strumenti dei tassi hanno rapidamente riprezzato la probabilità di un rialzo dei tassi entro la fine del 2026, invertendo le attese di tagli strettamente legate alle nuove prospettive della guida della Federal Reserve sotto la presidenza di Kevin Warsh.
Il risultato si è tradotto in un aumento dei rendimenti a breve termine (con il decennale a due anni che ha registrato un forte balzo), nell’apprezzamento del dollaro e in una riduzione del rischio sui mercati finanziari. I settori più esposti all’intelligenza artificiale hanno subito il colpo più duro: il Nasdaq 100 ha perso circa il 5%, la componente dei produttori di chip è crollata di circa il 10%, e il S&P 500 ha ceduto il 2,6%, interrompendo una serie di risultati settimanali positivi.
Performance delle principali crypto
Altre criptovalute hanno segnato perdite ancora più marcate nella settimana: Ether ha lasciato sul terreno oltre il 20% attestandosi intorno ai 1.575 dollari, Solana è scesa di quasi il 24% a circa 63 dollari, mentre XRP, Dogecoin e BNB hanno registrato ribassi compresi tra il 13% e il 20%. Anche token con performance relativamente migliori nel corso della correzione, come HYPE di Hyperliquid, sono tornati a perdere terreno, segnando una flessione vicina al 10% nello stesso arco di tempo.
Sul fronte dei casi specifici, Zcash ha subito una caduta del 44% collegata alla divulgazione di un bug nella sua pool di privacy chiamata Orchard, un evento che ha aggravato le vendite e le liquidazioni nell’ecosistema.
Liquidazioni e impatto della leva finanziaria
La fase di sell-off ha determinato un massiccio washout della leva: nelle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni per circa 1,6 miliardi di dollari, coinvolgendo oltre 300.000 trader, con le posizioni long che rappresentavano la maggior parte delle chiusure forzate. Nel dettaglio, circa 534 milioni di dollari di liquidazioni hanno riguardato Bitcoin e 423 milioni di dollari Ether, mentre progetti già in difficoltà come Zcash hanno subito ulteriori ondate di liquidazioni per decine di milioni di dollari.
Prospettive e scenari
Con i 60.000 dollari violati temporaneamente ma rapidamente riguadagnati, il mercato si trova davanti a due possibili scenari: un consolidamento del rimbalzo che potrebbe attirare nuovi compratori in cerca di sconti, oppure un cedimento sulla ritest che riporterebbe il prezzo nelle aree toccate durante la contrazione di febbraio. La probabilità di uno scenario rispetto all’altro dipenderà dall’evoluzione dei dati macro statunitensi, dalla comunicazione della Federal Reserve e dall’andamento degli afflussi negli strumenti istituzionali come gli ETF.
Per gli investitori è cruciale considerare la maggiore sensibilità delle criptovalute ai movimenti dei tassi reali e alla forza del dollaro. La combinazione di posizioni leva elevate e volatilità macro può amplificare i ribassi, rendendo la gestione del rischio—tramite dimensionamento delle posizioni, stop loss o coperture—fondamentale in questa fase di mercato.
In sintesi
- La recente volatilità di Bitcoin riflette una sensibilità elevata ai dati macro e alle aspettative sulla politica della Federal Reserve, indicando che i tassi reali continueranno a guidare i flussi verso le asset class rischiose.
- La liquidazione massiccia delle posizioni con leva evidenzia il rischio sistemico intrinseco nelle strategie speculative: per gli investitori istituzionali e retail italiani è essenziale rivedere l’allocazione e la gestione della leva nel portafoglio.
- Un ritorno prolungato sotto i 60.000 dollari amplificherebbe la pressione di vendita e potrebbe aprire opportunità di acquisto strutturali per chi ha orizzonti di lungo periodo, ma richiede una valutazione attenta della tolleranza al rischio e della duration dell’investimento.