Anghileri dei Giovani Imprenditori chiede esenzione irpef per gli under 35

Una proposta mirata a rendere la Italia più attrattiva per i giovani lavoratori è stata presentata dalla presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Maria Anghileri, durante un convegno a Rapallo. L’idea punta a sostenere i neoinseriti nel mercato del lavoro con un incentivo previdenziale e fiscale temporaneo che, secondo la promotrice, può fare la differenza nell’orientamento delle carriere giovanili.

Maria Anghileri ha affermato:

“È una proposta concreta: fino a mille euro in più al mese nel primo anno di lavoro per un under 35. Mille euro che cambiano la vita. Il meccanismo è un’esenzione Irpef decrescente su cinque anni, fino a 50.000 euro di reddito: dal 100% nel primo anno al 20% nel quinto.”

La dirigente ha precisato che l’intervento intende creare un innesco per l’occupazione giovanile, non sostituirsi alle riforme strutturali necessarie per rilanciare la crescita e la competitività del Paese.

Togliere da imprese e lavoratori le inefficienze del sistema

Secondo Anghileri, è fondamentale alleggerire le imprese e i dipendenti dal peso delle inefficienze: fisco complesso, burocrazia e costo dell’energia riducono le risorse disponibili per investimenti, innovazione e aumenti salariali. Ha sottolineato che lo Stato dovrebbe eliminare gli oneri superflui che limitano la capacità di crescita delle aziende di ogni dimensione.

Maria Anghileri ha affermato:

“Continuare a utilizzare le imprese e i lavoratori dipendenti come una miniera da cui estrarre l’80% del gettito fiscale è ingiustificabile.”

Passo avanti con il decreto Primo Maggio ma non basta

La leader dei giovani imprenditori ha riconosciuto che il decreto Primo Maggio rappresenta un avanzamento nella direzione di salari più equi, ma ha avvertito che l’intervento resta insufficiente per competere con gli altri Paesi europei nella conquista dei talenti. Per attrarre e trattenere figure qualificate, ha osservato, è necessario offrire retribuzioni competitive e condizioni favorevoli alla carriera.

Nel suo intervento ha anche posto l’accento sui limiti della crescita italiana: basso incremento produttivo e debito pubblico elevato, che nonostante la prudenza nella gestione dei conti pubblici continua a influire sulle opportunità per i giovani.

Il taglio Irpef non sarebbe un costo, ma un investimento

Anghileri ha riconosciuto che una riduzione dell’Irpef per gli under 35 comporterebbe un impatto sui conti pubblici, ma ha insistito che va letta come un investimento nel medio-lungo periodo: maggiore partecipazione al lavoro, consumi più elevati e incentivi a restare e a creare impresa sul territorio.

Ha citato dati di spesa pubblica per evidenziare la distribuzione delle risorse: delle oltre 1.100 miliardi di spesa, una quota limitata è destinata a istruzione, ricerca e politiche per la natalità, mentre una parte consistente continua ad assorbire la spesa previdenziale e assistenziale. In questo quadro la proposta include anche la creazione di un Indice Futuro, uno strumento pubblico annuale per misurare l’efficacia degli investimenti e delle politiche rivolte a natalità, istruzione, innovazione e giovani, nell’ambito di una più ampia Filiera Futuro.

L’Indice Futuro verrebbe pensato come metrica stabile e trasparente per valutare non solo quanto si spende, ma quali risultati si ottengono, orientando così decisioni politiche e fiscali verso interventi con impatti misurabili sul capitale umano e sulla crescita.

In sintesi

  • L’introduzione di un incentivo fiscale temporaneo per gli under 35 favorirebbe un aumento dei consumi delle fasce giovanili, con possibili ricadute positive sulla domanda interna e sul fatturato delle piccole e medie imprese.
  • Per le imprese la misura rappresenta sia un’opportunità per attrarre competenze sia una sfida di medio periodo: se non accompagnata da semplificazioni e da interventi sull’energia, potrebbe tradursi in costi salariali più elevati senza gli investimenti necessari per aumentare la produttività.
  • Dal punto di vista degli investitori, un segnale pubblico forte a favore delle politiche giovanili può migliorare la percezione di stabilità della forza lavoro italiana e incentivare progetti di lungo termine in ricerca e formazione, ma richiede ancoraggi di bilancio e metriche (come l’Indice Futuro) per valutare il ritorno dell’investimento pubblico.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.