Finanza tradizionale diserta la crescita della finanza decentralizzata finché non saranno risolti i problemi di sicurezza, avvertono i dirigenti
- 3 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il valore a lungo termine della DeFi dipenderà dalla sua capacità di trasformare i processi di back-office delle grandi istituzioni bancarie mondiali, piuttosto che dal proporre semplicemente ambienti alternativi di scambio, secondo dirigenti del settore bancario e della gestione patrimoniale intervenuti a un convegno a Parigi.
Le vulnerabilità che frenano la crescita
Ad aprile sono stati segnalati attacchi in 27 giorni su 30, una serie di eventi che il CEO di CertiK, Ronghui Gu, ha definito il peggior mese per la DeFi degli ultimi quattro anni. Tra gli episodi più rilevanti figurano gli exploit che hanno colpito Drift Protocol e Kelp Dao, sfruttati da cybercriminali collegati alla Corea del Nord, che hanno sottratto quasi 600 milioni di dollari.
Secondo i manager intervenuti, la debolezza principale riguarda la sicurezza onchain, in particolare i bridge che collegano diverse blockchain: sono questi punti di passaggio a costituire spesso il tallone d’Achille delle infrastrutture decentralizzate.
Il punto di vista degli operatori
Maja Vujinovic, CEO della società di consulenza e investimento OGroup, ha dichiarato:
“Non penso che la DeFi cresca finché non risolviamo il problema principale… cioè gli attacchi informatici.”
Maja Vujinovic ha aggiunto:
“È un problema assoluto finché non sistemiamo i bridge. Non credo che la DeFi si espanda al di fuori della comunità degli ‘DeFi degen’ finché non verrà probabilmente rifatta un’intera infrastruttura.”
Ben Nadereski, cofondatore e CEO di Solstice, ha affermato:
“La crescita è frenata dall’ondata di exploit: spesso gli sviluppatori costruiscono codice innovativo senza dedicare sufficiente attenzione alla gestione del capitale e alle responsabilità fondamentali.”
Le banche tradizionali e le soluzioni regolamentate
Stéphanie Cabossioras, chief strategy and global policy officer di Societe Generale Forge, ha spiegato che le banche tradizionali stanno già intervenendo per colmare questi vuoti strutturali: l’istituto ha sperimentato la tokenizzazione di prodotti strutturati e di green bond su blockchain pubbliche.
Stéphanie Cabossioras ha aggiunto:
“Alla fine eravamo bloccati perché esisteva solo la componente di titoli sulla blockchain, mentre non c’era la componente di liquidità su catena. Per questo abbiamo cominciato a emettere un stablecoin regolamentato.”
Per rendere operativi gli asset digitali, SG-Forge ha sviluppato stablecoin regolamentati come EURCV e USDCV per risolvere il problema del regolamento in contanti su catena. Questo approccio mira a garantire un anello di liquidità affidabile tra la leggera digitalizzazione dei titoli e i pagamenti, riducendo l’attrito tra mercati tradizionali e infrastrutture tokenizzate.
Stéphanie Cabossioras ha commentato:
“Nella vita quotidiana, qualsiasi individuo o impresa — piccola o grande — cerca una controparte fidata. Non vogliamo tenere i nostri asset in portafogli privati o casseforti domestiche: delegare questa tranquillità a una terza parte è spesso preferibile. È per questo che i custodi e le banche mantengono ancora un ruolo.”
Implicazioni e prospettive per il mercato
La strada verso una DeFi integrata con il sistema finanziario tradizionale passa per soluzioni regolamentate e per il rafforzamento della sicurezza tecnica. L’emergere di stablecoin bancarie o regolamentate può facilitare la liquidità onchain e l’adozione istituzionale, ma richiede coordinamento con le autorità di vigilanza, standard di custodia elevati e audit continuativi del codice.
Per gli investitori e gli operatori italiani, il processo comporta opportunità e rischi: le banche che offriranno servizi di tokenizzazione e custodia possono aprire nuovi mercati e prodotti, mentre il perdurare di vulnerabilità tecniche potrebbe continuare a generare perdite significative e frenare la fiducia degli allocatori di capitale.
In sintesi
- La diffusione di stablecoin regolamentati rappresenta una leva per integrare la DeFi nei processi bancari, ma richiede supervisione e infrastrutture di custodia robuste.
- I recenti exploit evidenziano che la sicurezza dei bridge e la gestione del capitale sono vincoli critici: gli investitori dovrebbero privilegiare controparti con controlli tecnici e governance certificate.
- Per le banche italiane esiste un’opportunità strategica di offrire servizi di tokenizzazione e custodia: ciò può diversificare le fonti di ricavo ma impone investimenti in compliance e competenze digitali.
- Dal punto di vista del mercato, la transizione verso soluzioni ibride (tradizionali + onchain) determinerà la qualità degli asset tokenizzati e la velocità con cui i portafogli istituzionali reindirizzeranno capitali verso prodotti digitali.