Farmaci, Dompé scommette un miliardo sull’innovazione per il triennio 2026-2028

Sergio Dompé, fondatore e presidente di Dompé Farmaceutici, ha dichiarato:

“Abbiamo conquistato il voucher della Food and Drug Administration per ridurre i tempi di valutazione regolatoria da 10-12 mesi a 1-2 mesi, per una delle ricerche più innovative per la formulazione intranasale di cenegermin-bkbj nella Naion, la neuropatia ottica ischemica anteriore non-arteritica, una patologia priva di terapie approvate”.

L’azienda annuncia un piano di investimenti significativo per il triennio 2026-2028: circa un miliardo di euro destinato sia alla capacità produttiva sia alla ricerca, con concentrazione prevalente tra Italia e Stati Uniti. Nel 2025 sono stati investiti 400 milioni di euro e il budget aziendale per l’anno in corso è stato incrementato di ulteriori 100 milioni. Per il 2026 è prevista una crescita superiore al 50% degli investimenti in ricerca dedicati ai trial clinici.

In due anni 11 nuovi studi clinici

Tra il 2025 e il 2026 il gruppo ha lanciato 11 studi clinici, otto nel 2025 e tre nel 2026. L’attenzione scientifica è rivolta in particolare alla proteina che ha valso il Nobel a Rita Levi Montalcini e Stanley Cohen, il NGF (Nerve Growth Factor), ritenuta ancora portatrice di potenziale terapeutico non del tutto esplorato.

Secondo la dirigenza, l’innovazione deriva dalla costanza nella sperimentazione: gli investimenti in ricerca sono considerati prioritari anche quando i risultati non sono immediati, poiché solo la perseveranza nelle fasi sperimentali permette di giungere a terapie validate e commercializzabili.

Aree di ricerca

Attualmente il gruppo concentra gli sforzi su tre macro-ambiti: oftalmologia, neurologia e trattamento del dolore. In oftalmologia, oltre alla Naion, le linee di ricerca includono cheratocongiuntivite atopica, difetto persistente dell’epitelio corneale e patologie oculari associate al trapianto contro l’ospite.

In neurologia vengono sviluppati studi su paralisi cerebrale infantile, trauma cranico ed encefalopatia ipossico-ischemica neonatale. Sul fronte del dolore la ricerca si focalizza su dolore cronico e osteoartrite, con l’obiettivo di trovare approcci terapeutici innovativi e sostenibili nel tempo.

Bilancio 2025

I ricavi del 2025 hanno superato 1,7 miliardi di euro, in aumento di quasi 500 milioni rispetto ai 1,234 miliardi registrati nel 2024. L’organico aziendale conta circa 1.100 dipendenti, con il 56% di donne e una quota del 46% femminile nelle posizioni di leadership.

Sergio Dompé ha spiegato:

“Non dimentichiamoci che il settore farmaceutico è soggetto a molti stress. Ci sono brevetti nuovi, brevetti in scadenza, e innovazioni che possono avere successo o meno; in ogni caso un’azienda non ha il valore di un progetto fino a quando non ottiene la licenza autorizzativa”.

Il gruppo sottolinea un grande orientamento all’export: in media il settore farmaceutico italiano esporta il 75% della produzione (quasi 70 miliardi di euro), mentre Dompé dichiara un tasso di esportazione superiore all’86% con un incremento del 46% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, l’azienda evidenzia anche l’onere fiscale sostenuto in Italia: il bilancio 2025, interamente consolidato nel Paese, ha registrato imposte per oltre 393 milioni di euro.

Da qui l’appello a una politica industriale più attiva: secondo i vertici aziendali è necessario che le istituzioni europee e nazionali riprendano e attuino le raccomandazioni già emerse nei documenti politici degli ultimi anni per evitare la perdita di competitività rispetto a Stati Uniti e Cina, e per incentivare gli investimenti produttivi in territorio nazionale.

Il polo di L’Aquila

Sul fronte industriale il sito produttivo di L’Aquila è stato rafforzato con l’aggiunta di una nuova linea dedicata a sciroppi e liquidi orali, portando a nove le linee operative complessive del sito. La linea integra un sistema di riempimento ad alta capacità—oltre 10.000 flaconi all’ora—e sistemi di controllo moderni per garantire qualità e efficienza.

Questo ampliamento rappresenta un esempio concreto della strategia aziendale: rafforzare la produzione nazionale per rispondere sia alle esigenze del mercato interno sia alle richieste dell’export, mantenendo competenze e posti di lavoro sul territorio.

Contesto e impatti

Il piano di investimenti annunciato e i programmi clinici in corso possono avere effetti rilevanti sul settore farmaceutico italiano: aumentano le opportunità di collaborazione con centri clinici e università, stimolano la domanda di personale qualificato e favoriscono l’attrazione di capitali esteri quando le pipeline si dimostrano solide.

Allo stesso tempo, la pressione fiscale e la concorrenza internazionale restano fattori determinanti nelle decisioni di localizzazione degli investimenti. Politiche pubbliche mirate a sostenere la produzione strategica e a semplificare i percorsi autorizzativi possono ridurre il rischio di delocalizzazione e rafforzare il sistema industriale italiano nel lungo termine.

In sintesi

  • Gli investimenti annunciati dalla Dompé segnalano un rafforzamento della filiera farmaceutica italiana, con potenziali ricadute occupazionali e tecnologiche nei siti produttivi nazionali.
  • L’accelerazione dei trial clinici e il dialogo con la Food and Drug Administration aumentano il valore commerciale delle pipeline, riducendo il time-to-market e migliorando l’attrattività verso partner e investitori internazionali.
  • Il saldo tra elevata esportazione e forte imposizione fiscale evidenzia la necessità di politiche industriali che bilancino competitività e sostenibilità fiscale, per evitare la perdita di capitale produttivo a favore di Paesi con condizioni più favorevoli.


Author: Tony
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