Famiglie in allarme: Bankitalia avverte, il divario di ricchezza crescerà
- 31 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La ricchezza netta delle famiglie italiane è continuata a crescere: a fine 2025 il patrimonio netto complessivo è stato stimato in 12.326 miliardi, pari a circa 8,5 volte il reddito disponibile (in aumento rispetto a 8,3 nel 2024). A trainare il risultato è stata in particolare la ricchezza finanziaria lorda, salita del 7,4% nel 2025 fino a quota 6.500 miliardi, sostenuta soprattutto dalla forte rivalutazione delle azioni e delle partecipazioni in imprese residenti in Italia. Il rapporto tra attività finanziarie e reddito disponibile si è attestato a 4,5, uno dei valori più elevati nell’area euro.
Banca d’Italia ha affermato:
“Il rilevante patrimonio detenuto dalle famiglie con componenti più anziani sarà oggetto nei prossimi anni di un significativo trasferimento intergenerazionale, con effetti sui comportamenti economici e sulla distribuzione della ricchezza.”
La relazione annuale della Banca d’Italia dedica quest’anno un approfondimento al tema dell’invecchiamento demografico e alle sue implicazioni per la ricchezza accumulata. Tra il 1991 e il 2022 la quota di nuclei familiari il cui percettore principale di reddito ha meno di 36 anni è scesa dal 16% al 6%, mentre la quota di nuclei con un percettore over 65 è aumentata di circa 5 punti, arrivando al 28%.
Nel medesimo periodo la quota della ricchezza complessiva detenuta dalle famiglie più anziane è quasi raddoppiata, raggiungendo il 32%, mentre la porzione di ricchezza attribuibile ai nuclei più giovani è diminuita, passando dal 13% al 4%.
Conseguenze delle dinamiche demografiche
Banca d’Italia ha spiegato:
“Le analisi indicano che l’incremento del peso della ricchezza delle famiglie più anziane riflette principalmente l’andamento positivo della loro ricchezza media rispetto a quella complessiva, mentre il contributo della maggiore incidenza di questa classe di età sulla popolazione appare secondario.”
Secondo la relazione, le coorti nate tra il 1941 e il 1950 hanno beneficiato di un contesto macroeconomico più favorevole — con maggiore crescita dei redditi e dinamiche immobiliari più positive — e mostrano profili di accumulo di ricchezza lungo il ciclo di vita superiori rispetto sia alle generazioni precedenti sia a quelle successive.
Trasferimenti intergenerazionali e disuguaglianze
La Banca d’Italia ritiene che nei prossimi anni gran parte di questi patrimoni sarà trasferita alle generazioni nate tra il 1966 e il 1975, coorti più esigue per via della minore fecondità. Gran parte del patrimonio trasferito riguarderà soprattutto gli immobili, e la quota di ricchezza che passerà per successione sarebbe superiore a quella osservata nei trasferimenti tra generazioni precedenti (circa il 40% rispetto al 30% indicato per epoche anteriori).
La relazione segnala inoltre che gli eredi con livelli di istruzione elevati, provenienti da famiglie già istruite, tenderebbero a ricevere benefici patrimoniali più consistenti rispetto agli eredi con minore scolarizzazione, con il probabile effetto di ampliare il divario nella distribuzione della ricchezza.
Banca d’Italia ha sottolineato:
“I nuclei che si attendono di ricevere un’eredità presentano in media livelli di consumo superiori del 7 per cento e un risparmio inferiore di circa il 17 per cento rispetto a quelli che non hanno tale aspettativa.”
Questa anticipazione di risorse può quindi tradursi in un aumento della domanda di beni e servizi da parte di chi si aspetta un trasferimento, con effetti differenziati sui consumi e sui tassi di risparmio tra le classi di reddito.
Reddito disponibile, consumi e composizione del risparmio
Nel 2025 il reddito disponibile delle famiglie italiane è aumentato dello 0,9% in termini reali. I consumi sono cresciuti in linea con i redditi, mantenendo sostanzialmente invariato il tasso di risparmio intorno all’8,2%.
La relazione attribuisce il livello del risparmio a una combinazione di fattori: l’effetto dei tassi di interesse reali ancora elevati, l’incertezza economica persistente e i cambiamenti demografici e sul mercato del lavoro che incentivano a mettere da parte risorse. Questi elementi sono stati in parte compensati da una ridotta capacità di risparmio, in particolare tra i nuclei a reddito più basso.
Prosegue inoltre la ricomposizione delle attività finanziarie delle famiglie a favore del risparmio gestito e dei titoli di Stato italiani. La quota di Bot e Btp in mano a investitori esteri è salita dal 24,8% al 28,2%; la partecipazione degli istituti bancari è aumentata di un punto percentuale fino al 15,1%; la quota detenuta dalle famiglie è cresciuta dal 12,5% al 13,1%, un incremento che corrisponde a circa 30 miliardi.
Questi spostamenti nella domanda di attività finanziarie influiscono sulle condizioni di mercato e sugli strumenti di finanziamento pubblico, oltre a modificare l’esposizione patrimoniale delle famiglie italiane verso asset nazionali.
Implicazioni per mercati, politiche e investimenti
L’accumulazione di ricchezza tra le generazioni più anziane e il previsto trasferimento verso coorti più piccole possono avere effetti duraturi su vari fronti: pressione sul mercato immobiliare (sia per l’offerta che per la domanda), possibili cambiamenti nella propensione al rischio degli investitori privati e un impatto sui consumi aggregati. Inoltre, la maggiore detenzione domestica di titoli di Stato e l’aumento della presenza di investitori esteri nei BTP influenzano la sensibilità dei rendimenti pubblici a fattori esterni.
Per gli investitori e i gestori del risparmio è rilevante valutare come la composizione demografica e il livello di istruzione degli eredi possano orientare la domanda di prodotti finanziari, immobili e servizi, e quali politiche pubbliche potrebbero mitigare l’aumento delle disuguaglianze patrimoniali, per esempio attraverso misure fiscali o programmi di sostegno al reddito.
In sintesi
- Il trasferimento massiccio di ricchezza dalle generazioni anziane a quelle successive può comprimere la dinamica del mercato immobiliare e incentivare la riallocazione di capitale verso investimenti finanziari più liquidi.
- L’aumento della quota di titoli di Stato in mani straniere e domestiche rende il finanziamento pubblico più esposto a segnali globali; per gli investitori italiani ciò richiede attenzione al rischio politico e di tasso.
- La concentrazione patrimoniale nelle mani di eredi più istruiti può ampliare le disuguaglianze e modificare la domanda aggregata, con possibili effetti su consumi di lungo periodo e sulla domanda di servizi finanziari sofisticati.
- Per il risparmiatore italiano è opportuno considerare la diversificazione internazionale e settoriale, tenendo conto dei cambiamenti demografici che influenzeranno l’offerta e la domanda di asset nei prossimi anni.