Vietnam apre alle piccole e medie imprese: asset digitali come nuova garanzia per i prestiti
- 31 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Ministero delle Finanze del Vietnam ha proposto di autorizzare le piccole e medie imprese (PMI) a utilizzare asset digitali, asset virtuali e proprietà intellettuale come garanzia per ottenere prestiti dalle banche. La misura è contenuta in una bozza di revisione della legge di sostegno alle PMI, attualmente aperta a consultazione pubblica.
Secondo il testo della bozza, le imprese potrebbero impegnare come collaterale anche asset in formazione futura, diritti di proprietà e altri beni immateriali, ampliando la definizione tradizionale di garanzia oltre ai soli beni materiali.
Le PMI e le imprese familiari rappresentano oltre il 98% del tessuto imprenditoriale del paese, ma i prestiti erogati a questo segmento costituiscono solo circa il 20% del credito bancario totale. Questa disparità è attribuita, nella bozza, alla mancanza di garanzie ammissibili, alla limitata trasparenza finanziaria e alla scarsa base patrimoniale di molte aziende di piccole dimensioni.
Numerose startup e imprese orientate alla tecnologia possiedono software, brevetti o altri diritti di proprietà intellettuale di valore, ma non hanno terreni o asset fisici da mettere in pegno. La proposta rappresenta un cambio di orientamento politico che potrebbe facilitare l’accesso al credito per migliaia di imprese innovative al momento escluse dal credito formale.
Valutazione del credito oltre gli asset fisici
La bozza sollecita anche gli istituti di credito ad ampliare i criteri di concessione del credito, basandoli su rating creditizio, piani aziendali, flussi di cassa e potenziale di mercato, anziché limitarsi alla garanzia di beni materiali. Questo approccio punta a riconoscere il valore intrinseco di attività immateriali e di progetti di crescita.
Incentivi per imprese verdi e sostenibili
Oltre alla riforma delle garanzie, la bozza prevede misure di supporto per attività green e sostenibili, offrendo accesso preferenziale a garanzie sul credito, finanziamenti agevolati e sostegno sui tassi d’interesse per progetti di economia circolare e risparmio energetico. Sono previste anche agevolazioni fiscali e incentivi per la rendicontazione conforme ai criteri ESG.
La normativa è ancora in fase di consultazione pubblica e dovrà essere perfezionata prima dell’eventuale approvazione definitiva.
Contesto del mercato crittografico
Il Vietnam è emerso tra i mercati più vivaci per l’adozione delle criptovalute: secondo i dati di Chainalysis risulta tra i paesi con maggiore penetrazione globale, piazzandosi al quarto posto nella classifica di adozione.
Il vice ministro Nguyen Duc Chi ha indicato che l’attività del mercato crittografico regolamentato potrebbe partire già nel terzo trimestre del 2026, in linea con gli sforzi delle autorità per costruire un quadro normativo e operativo per gli scambi regolamentati.
Nei mesi precedenti è stato aperto un percorso di licenza per le piattaforme di scambio crittografico nazionali: alcune società, tra cui affiliate di Techcombank, VPBank e LPBank, hanno superato una prima selezione per l’avvio della prima borsa regolamentata del paese.
Queste iniziative regolamentari si inseriscono in un più ampio tentativo di integrare la finanza tradizionale con strumenti digitali e tokenizzati, creando opportunità ma anche sfide in termini di valutazione degli asset, gestione del rischio e adeguamento normativo.
Per le banche e gli investitori la possibilità di accettare come garanzia asset immateriali richiede lo sviluppo di standard di valutazione, meccanismi di custodia e garanzie legali che rendano effettiva l’esigibilità in caso di insolvenza. A livello macroeconomico, l’operazione può mobilitare capitale verso l’innovazione e ridurre il credit gap che penalizza le imprese più dinamiche.
Implicazioni pratiche e rischi
L’introduzione di asset digitali e proprietà intellettuale come garanzia richiede anche tutele per prevenire sorprese legate a volatilità, doppie iscrizioni o contestazioni sui diritti di proprietà. Le autorità dovranno definire registri, requisiti di disclosure e procedure giudiziarie chiare per proteggere sia i creditori sia i debitori.
Per gli operatori italiani interessati al Sud-est asiatico, il progetto vietnamita può rappresentare un laboratorio utile per comprendere come si evolvono gli strumenti di finanza digitale, con potenziali opportunità di partnership tecniche e commerciali nel settore fintech e nella valutazione degli asset immateriali.
In sintesi
- L’apertura a asset digitali e proprietà intellettuale come garanzie potrebbe sbloccare credito per molte PMI innovative, aumentando la domanda di servizi di valutazione e custodia digitale.
- Per gli investitori, una regolamentazione più chiara riduce l’incertezza normativa e può rendere gli asset tokenizzati più appetibili nei portafogli a medio termine, pur richiedendo adeguati strumenti di gestione del rischio.
- Le banche dovranno investire in competenze tecniche e legali per valutare e monitorare beni immateriali; ciò favorirà lo sviluppo di nuove offerte finanziarie e partnership con società fintech.
- L’evoluzione normativa in Vietnam rappresenta un indicatore per i mercati emergenti: la standardizzazione delle prassi locali avrà ricadute sul commercio internazionale e sulle catene del valore tecnologico, interessando anche operatori europei e italiani.