Paxos ottiene il via libera della SEC per compensare le azioni statunitensi sulla blockchain
- 29 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Paxos Securities Settlement Company, LLC (PSSC) ha ottenuto la registrazione completa dalla U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) per offrire servizi di clearing e settlement, segnando un passo significativo nell’integrazione di tecnologie blockchain nei processi post-trade tradizionali.
Secondo Paxos, questa autorizzazione rende la sua controllata la prima società basata su blockchain abilitata a operare come central securities depository (CSD) per le azioni tradizionali negli Stati Uniti, collocandola accanto a infrastrutture post-trade storiche come il Depository Trust & Clearing Corporation (DTCC).
L’approvazione rimuove un punto di congestione per l’obiettivo di Paxos di tokenizzare real-world assets (RWAs), offrendo agli operatori istituzionali un canale per il clearing e il settlement di operazioni su asset digitali che rappresentano titoli tradizionali, come indicato nella corrispondenza della SEC con Paxos.
Paxos dispone già di licenze dalla Office of the Comptroller of the Currency (OCC) negli Stati Uniti, dalla Monetary Authority of Singapore (MAS) e dall’autorità europea FIN-FSA, e la qualifica come centrale di clearing permette alla società di integrare il regolamento azionario regolamentato con la propria infrastruttura white-label utilizzata da partner come PayPal e Mastercard.
La SEC aveva concesso a Paxos un regime di no-action nel 2019, che ha permesso di sviluppare un pilota operativo nel 2020 e di integrare grandi operatori del TradFi come Bank of America, Credit Suisse e Société Générale per il clearing giornaliero delle transazioni azionarie statunitensi.
Con la registrazione formale, PSSC può aggirare parte dell’infrastruttura di settlement tradizionale: sfruttando la blockchain come canale di clearing, è possibile regolare titoli idonei in giornata o quasi istantaneamente, riducendo la finestra temporale di settlement e liberando capitale immobilizzato per gli attori istituzionali.
Nelle borse tradizionali le negoziazioni eseguono in pochi millisecondi, ma il trasferimento finale di denaro e proprietà legale del titolo avviene tramite una centrale di clearing centralizzata, storicamente il DTCC. Nonostante il passaggio al ciclo di regolamento T+1 nel 2024, le infrastrutture esistenti mantengono ritardi strutturali, capitale bloccato e rischi di controparte.
Come funziona la nuova infrastruttura
La trasformazione proposta da PSSC si basa su due elementi chiave: la qualificazione giuridica come CSD e l’uso della blockchain per registrare trasferimenti di titoli. In pratica, il registro digitale funge da registro centrale per la proprietà, consentendo l’esecuzione atomica delle operazioni e una minore necessità di buffer di capitale tra le controparti.
Per gli operatori istituzionali questo si traduce in una potenziale riduzione dei requisiti di marginazione e in una maggiore efficienza della gestione della liquidità: il capitale precedentemente immobilizzato durante il processo di settlement potrebbe essere impiegato più velocemente nelle attività di mercato o nel finanziamento delle imprese.
Implicazioni per i mercati e gli investitori
L’arrivo di una CSD su base blockchain autorizzata negli Stati Uniti potrebbe accelerare la concorrenza sulle infrastrutture post-trade, spingendo operatori tradizionali come il DTCC ad aumentare gli investimenti in modernizzazione. Per gli investitori europei e italiani questo significa che, nel medio termine, potrebbero emergere prodotti e servizi con regolamento più rapido e costi complessivi di transazione inferiori.
Tuttavia, le opportunità vanno bilanciate con rischi operativi e normativi: la finalità del settlement in un registro digitale richiede chiarezza giuridica su custodia, riconoscimento transfrontaliero e gestione degli eventi di mercato estremi. I gestori patrimoniali dovranno valutare l’affidabilità degli standard tecnici e la resilienza operativa della nuova infrastruttura.
Aspetti regolamentari e prospettive
L’autorizzazione della SEC costituisce un precedente regolamentare importante: implica che le autorità di vigilanza sono disposte a riconoscere modelli di business che uniscono elementi di finanza tradizionale e tecnologie distribuite, purché vengano rispettati requisiti di tutela degli investitori, gestione del rischio e compliance antiriciclaggio.
Per gli operatori europei e per i regolatori italiani, l’evoluzione sottolinea la necessità di coordinamento normativo internazionale su temi come la custodia digitale, la riconciliazione tra registri e i criteri di qualifica degli asset tokenizzati, affinché l’innovazione non generi frammentazione normativa o arbitraggio regolamentare.
Infine, l’adozione su larga scala richiederà investimenti significativi in interoperabilità e standard tecnici: la capacità di collegare registri diversi e garantire la riconoscibilità legale degli asset digitali sarà cruciale per sfruttare appieno i vantaggi di efficienza promessi dalla tokenizzazione.
In sintesi
- L’autorizzazione di PSSC potrebbe comprimere i costi di post-trade e liberare capitale per gli investitori istituzionali, con effetti positivi sulla liquidità dei mercati.
- L’ingresso di infrastrutture blockchain autorizzate aumenterà la pressione competitiva su operatori tradizionali come il DTCC, incentivando modernizzazioni che possono beneficiare anche gli investitori italiani.
- Per i gestori e i regolatori europei, la sfida principale sarà creare regole condivise di interoperabilità e tutela legale degli asset tokenizzati per evitare rischi sistemici e frammentazione normativa.