BlackRock etf bitcoin crolla: perde 528 milioni, secondo maggior deflusso giornaliero di sempre

BlackRock ha registrato un deflusso di 527,84 milioni di dollari mercoledì dal suo iShares Bitcoin Trust (IBIT), il secondo ritiro giornaliero più consistente dall’avvio del fondo a gennaio 2024, secondo dati di mercato.

La cifra è rimasta a poche centinaia di migliaia dal record assoluto: il maggior prelievo rimane infatti i 528,3 milioni di dollari ritirati il 30 gennaio. Il veicolo gestisce circa 59 miliardi di dollari di asset e detiene quasi il 4% dell’offerta complessiva di bitcoin, risultando così il più grande strumento di esposizione istituzionale alla criptovaluta.

Un’ondata più ampia di deflussi

Il ritiro da IBIT è avvenuto nell’ambito di un esodo più esteso: gli 11 ETF spot sul bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno contabilizzato complessivamente 733,43 milioni di dollari di uscite nella stessa sessione. Tra questi, il FBTC di Fidelity ha perso 60,30 milioni, mentre il GBTC di Grayscale ha registrato deflussi per 104,76 milioni.

La serie di giornate in rosso per il comparto si è protratta per più sedute consecutive, con oltre 2 miliardi di dollari ritirati nelle ultime due settimane, contribuendo a invertire la dinamica che aveva sostenuto il rally dei primi mesi del 2025.

Collegamento prezzo-deflussi

Le vendite sono coincise con un cedimento del prezzo del bitcoin sotto i 73.000 dollari: durante le ore asiatiche di giovedì la criptovaluta è stata scambiata a circa 72.978 dollari, in calo del 3,4% nelle 24 ore precedenti. Il movimento è stato alimentato anche da raid aerei statunitensi contro un sito militare iraniano vicino allo Stretto di Hormuz, che ha riacceso tensioni geopolitiche che i mercati stavano progressivamente escludendo dai prezzi.

I deflussi dagli ETF e la discesa del prezzo si sono rinforzati a vicenda: le richieste di rimborso hanno costretto BlackRock e altri emittenti a vendere bitcoin sottostanti per soddisfare le uscite degli investitori.

Operazioni in dark pool e segnali istituzionali

Il deflusso da IBIT è arrivato un giorno dopo una transazione particolarmente significativa: martedì un singolo investitore ha ceduto 1,29 miliardi di dollari in azioni IBIT tramite un blocco negoziato in dark pool. Questo tipo di operazione consente a grandi operatori di scambiare volumi rilevanti senza rendere subito visibile il movimento all’intero mercato.

È importante distinguere tra una vendita in blocco e un netto deflusso: gli acquirenti possono assorbire il volume della transazione nel dark pool, e il saldo netto dei rimborsi di IBIT martedì è stato di 192,44 milioni di dollari. Tuttavia, il cumulo degli eventi segnala che investitori istituzionali stanno riducendo l’esposizione al bitcoin man mano che il contesto macroeconomico si irrigidisce.

Trend dei flussi e contesto tecnico

I dati sui flussi indicavano già da settimane una progressiva attenuazione degli acquisti via ETF: l’accumulo netto sul 2025 si era ridotto a una quantità moderata di circa 4.500 BTC, mentre il mese di maggio ha virato da una fase di acquisti costanti (marzo-aprile) a una fase di distribuzione.

Il bitcoin è sceso da oltre 82.000 dollari del 6 maggio a livelli inferiori a 73.000 dollari, segnalando che il canale degli ETF che aveva spinto il rally è ora una sorgente netta di liquidità in uscita.

Prospettive e scenari

Se questi deflussi riflettono semplicemente una riduzione tattica del rischio da parte degli investitori istituzionali in risposta alle notizie geopolitiche, è plausibile che i flussi possano invertire una volta che la situazione nella regione si normalizzerà. In passato IBIT ha vissuto periodi prolungati di deflussi senza subire una perdita definitiva di domanda: il capitale tende a rientrare quando il quadro macro torna più chiaro.

Per gli investitori europei, e in particolare italiani, è utile osservare come la volatilità politica e il comportamento dei grandi emittenti statunitensi possano trasferirsi rapidamente ai mercati globali, influenzando prezzi, spread e liquidità degli strumenti collegati al bitcoin.

Considerazioni per il mercato e per gli investitori

Il ritorno della volatilità mette in evidenza la natura ancora altamente speculativa del mercato delle criptovalute e la dipendenza dai grandi emittenti ETF per la formazione dei prezzi su vasta scala. Gli operatori istituzionali possono usare strumenti privati come i dark pool per ridurre l’impatto delle loro operazioni, ma quando i deflussi diventano sistematici la necessità di liquidare asset reali tende ad amplificare gli shock di prezzo.

Una valutazione prudente del rischio di liquidità, una gestione attiva della dimensione delle posizioni e l’attenzione alle dinamiche geopolitiche sono elementi essenziali per chiunque consideri esposizioni in bitcoin o in prodotti correlati quotati negli Stati Uniti.

In sintesi

  • L’uscita di capitali da grandi ETF può accelerare correzioni di prezzo, quindi gli investitori italiani dovrebbero monitorare i flussi come indicatore di rischio sistemico oltre che di sentiment.
  • La vendita in dark pool e i deflussi coordinati suggeriscono che alcuni attori istituzionali stanno ottimizzando esposizioni: ciò aumenta la necessità di valutare liquidità e slippage nelle operazioni di mercato.
  • Le tensioni geopolitiche fungono da catalizzatore per movimenti repentini; per portafogli con esposizione al bitcoin è opportuno integrare scenari di stress e piani di copertura.


Author: Tony
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