Marmomac celebra la sessantesima edizione con 1.400 espositori internazionali
- 28 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Con oltre 300 varietà lapidee — tra le quali Arabescato Orobico, Travertino Romano, Ceppo di Gré, Pietra di Luserna, Bardiglio, Verde Alpi e Botticino — Italia si conferma come uno dei principali produttori mondiali di marmi e pietre naturali, grazie non soltanto alla qualità delle materie prime ma soprattutto all’eccellenza nella trasformazione, nelle finiture e nelle applicazioni per l’architettura e l’interior design.
Un’eccellenza del made in Italy
Il comparto della pietra naturale in Italia comprende circa 3.200 imprese e oltre 34.000 addetti, con un fatturato complessivo — includendo materiali e tecnologie di lavorazione — pari a circa 4,5 miliardi di euro. L’export incide per oltre il 70% della produzione nazionale, attestandosi intorno a 3,1 miliardi di euro, secondo le rilevazioni di Confindustria Marmomacchine riferite al 2025.
Questa filiera integra attività estrattive, trasformazione artigianale e industriale, produzione di macchinari e servizi specialistici: un ecosistema che sostiene numerosi distretti territoriali, dall’area di Carrara fino al Nord-Est, e che è strategico per l’export di alta gamma collegato al settore delle costruzioni e del design.
L’evoluzione del comparto in 60 edizioni
La manifestazione fieristica che più rappresenta questa filiera è Marmomac, nata nel 1940 a Sant’Ambrogio di Valpolicella con il nome di «Mostra del Marmo e delle Macchine». Nel 2026 la manifestazione raggiunge la sua 60ª edizione e si svolgerà nei padiglioni di Veronafiere dal 22 al 25 settembre, proponendosi come piattaforma per mostrare innovazioni stilistiche e tecnologiche.
Per l’edizione sono attesi circa 1.400 espositori provenienti da oltre 54 Paesi e una community internazionale di operatori e professionisti stimata in oltre 50.000 partecipanti da più di 140 nazioni, confermando il ruolo della fiera come hub mondiale per gli scambi commerciali e la diffusione di tecnologie di processo.
Oltre alla vetrina di prodotto, Marmomac funge da osservatorio sulle tendenze: dalla robotica e dall’automazione dei processi di taglio e levigatura, alle soluzioni per l’efficienza energetica e il recupero degli scarti. Questi aspetti stanno orientando gli investimenti aziendali verso macchinari ad alta produttività e impianti con minore impatto ambientale.
Per le imprese italiane la partecipazione alle fiere internazionali resta uno strumento chiave per consolidare mercati maturi e penetrare nuove aree geografiche, in particolare nei settori dell’edilizia di pregio, dell’hospitality e del retail di lusso, dove la domanda di materiali naturali e finiture esclusive è in crescita.
Sul fronte nazionale, il rafforzamento delle filiere tecnologiche (software CAD/CAM, macchine utensili a controllo numerico, impianti di trattamento acque e rifiuti) rappresenta inoltre un’opportunità per attrarre capitali e progetti di ricerca industriale, con ricadute occupazionali specializzate nelle aree produttive storiche.
In sintesi
- La leadership italiana nella lavorazione delle pietre naturali sostiene settori a valore aggiunto come il design e l’edilizia di pregio, creando opportunità per investimenti in prodotti finiti e soluzioni su misura.
- La spinta verso automazione e sostenibilità nei processi produttivi rende il comparto interessante per capitali orientati a tecnologie pulite e ad alta produttività, con potenziale ritorno in termini di efficienza e riduzione dei costi operativi.
- Fiere come Marmomac sono cruciali per l’internazionalizzazione: favoriscono accordi commerciali, trasferimento tecnologico e accesso a mercati esteri, elementi decisivi per le PMI italiane che vogliono crescere oltre i confini nazionali.
- Il rafforzamento dei distretti e degli investimenti in ricerca applicata può aumentare la resilienza del settore davanti a fluttuazioni della domanda globale, offrendo al contempo nuovi posti di lavoro qualificato nelle aree produttive tradizionali.