Aeffe chiede al tribunale di Bologna un nuovo finanziamento da 20 milioni
- 28 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Aeffe ha avviato una nuova fase del processo di risanamento presentando il 22 maggio scorso al Tribunale di Bologna una richiesta di autorizzazione per contrarre finanziamenti prededucibili finalizzati a coprire esigenze di liquidità del gruppo.
Nel dettaglio la società ha chiesto di poter ottenere un finanziamento fino a 20 milioni di euro con illimity Bank, strutturato in modalità bullet e con una durata massima di 18 mesi e 2 giorni. Il costo indicato prevede l’Euribor a 3 mesi con floor a zero, maggiorato di un margine del 12%.
Come garanzia per l’operazione è prevista la costituzione di pegni su asset strategici, con specifico riferimento ai marchi registrati del gruppo, tra cui Moschino e Alberta Ferretti, che rappresentano componenti rilevanti del patrimonio aziendale e del valore commerciale del gruppo.
L’intervento rientra nel contesto della composizione negoziata della crisi avviata il 2 ottobre dell’anno scorso da Aeffe e dalla sua controllata Pollini. La procedura, in scadenza il 6 giugno, è stata oggetto di istanza di proroga fino al 4 ottobre 2026 presentata all’esperto nominato, Riccardo Ranalli, ai sensi dell’articolo 17, comma 7, del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Parallelamente le società hanno depositato presso il Tribunale di Bologna un ricorso per l’adozione di misure cautelari selettive volte a impedire azioni esecutive individuali su singoli crediti, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio aziendale e garantire la continuità del piano di risanamento in favore degli interessi collettivi dei creditori.
Nuovo calendario societario
Sul versante della governance Aeffe ha aggiornato il proprio calendario: il Consiglio di amministrazione ha deciso di rinviare l’approvazione del progetto di bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, fissando la nuova riunione per il 30 giugno 2026.
Il ricorso a un finanziamento prededucibile evidenzia la necessità di estendere la liquidità in modo prioritario rispetto agli altri crediti: tale priorità migliora la probabilità di rimborso per il nuovo finanziatore, ma si accompagna a costi elevati che riflettono il premio di rischio richiesto sul mercato per questi strumenti.
La messa a garanzia dei marchi pone questioni sia di natura operativa sia di valutazione: concedere pegni su asset intangibili come i marchi può incidere sulla libertà gestionale nel medio termine e richiede una valutazione accurata del loro valore economico da parte di investitori e creditori.
Dal punto di vista giudiziario, il ruolo dell’esperto nominato e l’autorizzazione del tribunale sono elementi chiave perché la proroga della procedura e le eventuali misure cautelari consentano un’effettiva ristrutturazione dei rapporti con i creditori senza il rischio di dissesti parcellizzati che compromettano la continuità aziendale.
Nei prossimi mesi gli stakeholder dovranno monitorare alcuni passaggi decisivi: l’eventuale concessione del finanziamento prededucibile, l’esito della richiesta di proroga della composizione negoziata della crisi e la possibilità di concordare accordi con le controparti finanziarie che preservino il valore del gruppo quotato su Euronext Milan.
In sintesi
- La ricerca di un finanziamento prededucibile con condizioni onerose segnala una pressione sulla liquidità che può aumentare il rischio percepito dagli investitori; il costo del credito (margine del 12%) è un indicatore del premio di rischio richiesto dal mercato.
- La costituzione di pegni sui marchi principali riduce la capacità di utilizzare quegli asset per future operazioni straordinarie e potrebbe influire sul valore attribuito alle azioni e alle obbligazioni del gruppo in sede di valutazione da parte degli analisti.
- Per gli investitori italiani, la prosecuzione della procedura negoziata e la possibile estensione temporale rappresentano una finestra per la ristrutturazione ordinata dei debiti; tuttavia resta centrale la verifica della capacità del gruppo di generare cassa sufficiente nel breve termine.